Rinunciare alla sicurezza di un posto a tempo indeterminato per iniziare una attività in proprio è una mossa azzardata, e spesso stressante.

Sean Ogle, che ha lasciato un lavoro in ambito finanziario per andare a vivere in Tailandia (dove ha fondato un’ agenzia di consulenza Web e avviato un servizio di ottimizzazione sui motori di ricerca), sintetizza così il problema: “Il principale motivo per cui le persone non mollano il lavoro che hanno è la paura dell’ignoto. Non sanno cosa potrebbe capitare, e non vogliono lasciare le sicurezze acquisite.”

Ma allora, come si fa a capire che è arrivato il momento di fare il grande salto?

Ecco le dieci domande chiave che ognuno deve farsi prima di lasciare un lavoro fisso.

Sei solo infelice per il lavoro che fai?

insoddisfazioneAlcune persone che credono di voler diventare imprenditori, in realtà sono solo insoddisfatte del lavoro attuale. Sviluppare un vero business plan può aiutare ad evitare decisioni compulsive.

Pamela Slim, autrice di “Escape from Cubicle Nation” (Edizioni Penguin, 2010) sostiene che “Oltre a voler mollare un lavoro insoddisfacente, devi avere una idea di business realizzabile, e un realistico progetto operativo e di marketing”; l’autrice consiglia di continuare a lavorare sul progetto, mantenendo il più a lungo possibile il lavoro e il reddito garantito.

Come sarà la tua nuova routine quotidiana?

La libertà improvvisa è pericolosa. Sean Ogle raccomanda di sviluppare una programmazione quotidiana delle attività da seguire, esattamente come succede per il solito lavoro “dalle 9 alle 5”.

Come giustamente osserva Ogle:  “Quando all’ improvviso ti ritrovi con tutto questo tempo libero, è facile dire a se stessi ‘Questo lo faccio dopo’ ”.

Una settimana dopo aver lasciato il lavoro, Ogle ha iniziato ad andare in palestra allo stesso orario in cui al mattino era abituato ad andare in ufficio. E dopo la palestra, ha dedicato quotidianamente al proprio business le stesse ore di lavoro che era abituato a fare per il precedente datore di lavoro.

Come raccoglierai il denaro sufficiente per far andare avanti l’ attività?

La mancanza di capitale è una delle principali barriere con cui si scontra/incontra l’imprenditorialità.

Piuttosto che immaginare un possibile cash flow derivante dallo sviluppo futuro della tua attività, è meglio realizzare una previsione realistica sui possibili introiti, e inserirla nel business plan prima ancora di decidere se ti possa veramente permettere di lasciare il lavoro.

Il tuo business potrebbe aver bisogno di un periodo tra i tre e i cinque anni per decollare, perciò è importantissimo essere realistici nel pensare a come mantenersi finanziariamente.”, spiega Sharon Lechter, esperta finanziaria di Phoenix ed autrice di “Three Feet From Gold: Turn Your Obstacles Into Opportunities” (Edizioni Sterling, 2009).

Anticipare le tue necessità finanziarie “Ti permette di focalizzare le energie nel costruire il tuo nuovo business, invece di preoccuparti di come riuscire a pagare le bollette”, spiega la Lechter.

Hai considerato eventuali costi imprevisti?

costi-delle-risorse-umaneQuando Jody Dyer ha avviato Blackbird Tees, una azienda di abbigliamento e accessori di Richmond (http://www.blackbirdtees.com), non si aspettava di dover sostenere così tante spese non previste dal business plan.

“Abbiamo speso migliaia di dollari sperimentando diversi tipi di tessuti, inchiostri, stili. E abbiamo fatto dei gran macelli incasinando sfondi, distruggendo maglie, scegliendo i colori sbagliati“ racconta la Dyer, che ora vende i prodotti online su Etsy (http://it.etsy.com/).

“A quei tempi, quegli errori hanno inciso pesantemente sulle nostre finanze”, spiega. E infatti, per non far naufragare l’ azienda, Jody Dyer ha puntato sulla precedente esperienza lavorativa come freelance copywriting, per riuscire a sbarcare il lunario.

Come suggerisce la stessa Dyer: “Incrementare le tue entrate con un lavoro freelance o part-time può darti l’ossigeno che ti manca”.

Vuoi interpretare ruoli multipli?

Dar vita a un nuovo business significa tenere il piede in più scarpe.

“Un giorno sei il docente, un altro il venditore, un altro ancora fai l’addetto alle pulizie.” racconta Shobha Tummala, titolare dell’ omonima catena di saloni di bellezza a New York .”Non puoi permetterti di avere un ego”.

Dunque: prima di mollare il tuo lavoro, decidi se sarai davvero contento di svolgere una gran varietà di ruoli e funzioni, che vanno dal marketing alla manutenzione spicciola.

Quali sono le tue debolezze e i tuoi punti di forza?

“Prendendo in considerazione i ruoli multipli che dovrai ricoprire, sii onesto con te stesso, riguardo alle cose in cui sei davvero in grado di dare il meglio, e quelle in cui invece devi migliorare.” consiglia Shobha Tummala,

“Forse hai bisogno di rafforzare le tue abilità come programmatore, oppure di migliorare la comprensione della finanza. Altrimenti, puoi trovarti un partner che abbia delle capacità complementari alle tue. Se non puoi superare i tuoi  punti deboli, è meglio che tu rimanga nel ruolo attuale.” conclude.

Chi sono i tuoi clienti futuri? E i tuoi concorrenti?

Anche se tutto sommato potresti non essere in grado di testare correttamente il vero potenziale di mercato per il tuo progetto di business, dovresti per lo meno comprendere con che tipo di clienti e che genere di concorrenza avrai a che fare.

Se non sei abbastanza sicuro di cosa dovrai affrontare, prendi in considerazione l’idea di realizzare il tuo progetto part time”,  suggerisce Ellen Rohr, presidente della Bare Bones Biz (una società di consulenza per small business di Rogersville.  http://www.barebonesbiz.com/ ) “ Puoi testare il tuo progetto e metterlo a posto con un “soft launch” graduale, per non rischiare di sprofondare troppo con un’ attività che non produce utili”.

Hai “arruolato” il tuo network di supporto?

Per agevolare il periodo di transizione, dovresti condividere i tuoi progetti imprenditoriali con i tuoi familiari, e scoprire se vogliano supportare gli inevitabili pro e contro che l’avvio di una nuova attività comporta.

Sii molto esplicito sui rischi, come suggerisce Pamela Slim: “Quando una persona entra in affari, sono coinvolti tutti i membri della famiglia.”

Se il tuo partner o la tua famiglia, o chiunque faccia parte della cerchia di persone che ti sostengono (amici, colleghi e via dicendo) è riluttante all’ idea di coprirti le spalle, forse è il caso di rivedere la tua idea di lasciare il lavoro.

Hai un piano di riserva?

piano BSviluppare il “piano B” prima di lanciarti con l’attività in proprio ti eviterà di finire in un vicolo cieco.

Pensi di poter avere bisogno di trovarti un lavoro part-time, per continuare a guadagnare un po’ di soldi mentre avvii il tuo business?  O magari sai che potresti aver bisogno di trovarti un nuovo lavoro a tempo pieno, tenendo in sospeso la realizzazione del tuo progetto?

Tieni aperte tutte le opzioni, resta in contatto con i cacciatori di teste e gli uffici di selezione del personale; mantieni attiva tutta la tua rete di contatti, incluso il datore di lavoro che stai per lasciare.

 

Come eviterai di rompere tutti i ponti?

Se decidi di dimetterti, ricorda che il tuo datore di lavoro potrebbe esserti d’aiuto per i lancio del tuo nuovo business. Piuttosto che andar via sbattendo la porta, cerca di uscire mantenendo buoni rapporti.

“Tieni sempre informato il tuo datore di lavoro per aiutarlo a gestire la tua transizione, e sii molto aperto riguardo al tuo i futuri progetti imprenditoriali” dice Sean Ogle.

“Di solito le aziende sono comprensive, e spesso offrono anche qualche tipo di supporto”.

Per esempio, l’azienda che lasci potrebbe darti una mano offrendoti (finché lavori lì) maggior flessibilità di tempo, oppure tenendoti come collaboratore o consulente esterno.
Liberamente tradotto da un articolo di Alina Dizik su Entrepreneur.com (http://www.entrepreneur.com)