Miti da sfatare sulla creatività per favorire l’innovazione

Se la creatività, come ci siamo spesso detti, è la base dall’innovazione, da dove deriva la creatività? Una serie di convinzioni sbagliate, di veri e propri miti, che circolano da sempre all’interno delle aziende e, soprattutto, nei rami più elevati degli organigrammi, determinano alcuni dei fattori per cui l’innovazione, benché ripetutamente menzionata con devozione durante meeting e riunioni, stenta a farsi vedere.

1. La creatività deriva da tipi creativi

In quale divisione della vostra azienda vorreste che ci fosse creatività? Chiunque risponderebbe R&D, marketing e advertising. Forse nessuno citerebbe l’ufficio contabilità, ma questo non solo perché nel corso del tempo il termine “contabilità creativa” ha assunto un’accezione discutibile.

Esiste un pregiudizio comune secondo cui alcune persone sono creative mentre molte altre non lo sono. Questo è falso. Il risultato da ottenere è che ciascuno nel suo ambito produca idee utili e nuove, anche nella contabilità. La creatività, infatti, dipende da una serie di fattori quali esperienza, conoscenze teoriche e tecniche, talento e capacità di pensare in modo non convenzionale, tutte risorse a disposizione di chi ama ciò che fa. Rimuovete le barriere alla creatività e lasciate che ciascuno dia il meglio di sé.

2. Il denaro motiva ad essere creativi

Il problema non è irrilevante. Il fatto che il denaro sia uno dei maggiori incentivi dell’uomo è sotto gli occhi di tutti e anche nelle coscienze di quanti lo negano strenuamente. Il punto, tuttavia, è un altro: genera creatività pensare a i propri bonus? Chiaramente, le persone devono essere convinte di ricevere il giusto compenso per la loro attività, se pensassero che ogni mossa si ripercuote sullo stipendio diventerebbero riluttanti a correre rischi e, quindi, meno produttivi.

La verità è che la gente vuole fare progressi veri in ciò che le interessa di più. Le persone sono più creative quando fanno qualcosa che è alla loro portata ma li spinge ad andare oltre le loro attuali competenze. Se la sfida è troppo difficile, subentra la frustrazione, se troppo facile, la noia.

3. Scadenze a breve termine stimolano la creatività

Falso. Si è meno creativi quando bisogna combattere l’orologio. Quando si lavora sotto pressione non è possibile sviscerare un problema in tutti i suoi aspetti, che, invece, necessitano di tempo e tranquillità per pensare. La creatività richiede periodi di incubazione. In effetti, non è tanto la data di scadenza o di consegna ravvicinata che limita il potenziale creativo, quanto la distrazione che essa provoca. Spesso capita che non si sappia perché si debba fare un lavoro “entro oggi” e questo toglie concentrazione.

4. La paura forza la creatività

Gli esempi dei poeti maledetti o dei grandi scrittori dei secoli passati sempre in preda a languori e tormenti non funzionano. Ricerche dimostrano che la creatività è positivamente associata alla gioia e all’amore. Si è felici quando si ha un’idea innovativa e questo stato di euforia aumenta le probabilità di attivare un circolo virtuoso della creatività.

5. La competizione batte la collaborazione

C’è l’idea diffusa, soprattutto nel mondo della finanza e dell’alta tecnologia, che la competizione interna accresca l’innovazione. La creatività, invece, si abbatte quando le persone competono anziché collaborare. L’effetto è distruttivo perché la gente non ha la libertà di condividere e discutere idee.

6. Un’organizzazione snellita è un’organizzazione creativa

Ridurre le dimensioni di un’azienda per renderla più creativa è una delle peggiori giustificazioni al taglio di costi che può divenire necessario per altri condivisibili motivi economico-gestionali. La creatività soffre molto in periodi di downsizing e peggio ancora quando gli effetti vengono accresciuti dalle attese.

Quindi, risulta chiaro che quando le persone fanno qualcosa che loro piace ed è loro possibile addentrarsi, specializzarsi e concentrarsi – e quando il loro stesso contributo è considerato di valore e riconosciuto – allora la creatività fiorisce anche in tempi di difficili.