Il mercato delle app nel campo medico

L’ iPhone è noto per le sue app spesso strambe e qualche volta superflue, ma quella di cui vi parliamo oggi è un’app molto utile che mostra un lato inedito della spesso demonizzata tecnologia.

Naevi in silico è un progetto patrocinato dall’ Università degli studi di Padova, che l’ha ideato nel 2007.

Lo scopo?

Trasformare ogni smartphone in un dermatoscopio digitale, per effetturare uno screening personale del melanoma. Partiamo dal nome. Il silico è il silicio dell’hardware usato per osservare i nei (nevi).

Come funziona?

Il telefono è dotato di una parte hardware (una lente dermoscopica universale che si pone come una clip sopra lo smartphone) e di un raffinato software di analisi delle immagini, messo a punto da una squadra di ingegneri dell’università di Padova. Non sostituendo il medico, l’ iPhone può essere un ottimo diagnosta, tempestivo e capace di un controllo più frequente di quello che si potrebbe fare dal dermatologo.

Ovviamente Naevi in silico non è un sostituto del medico curante, ma segnala eventuali casi critici e dice quando è il caso di andare da un dottore. Alberto Silletti, a capo del team di studiosi, ha affermato che questo sistema potrebbe controllare anche altre patologie dermatologiche, non solo il melanoma.

Naevi in silico è arrivato secondo alla Start Cup del Veneto nel 2011, ma sta ancora aspettando finanziamenti, per trecentomila euro, necessari per continuare a sviluppare il software, costruire la lente, venderla, avere la certificazione medica.

Sembra paradossale parlare della salute delle persone in termini di profitto, eppure anche Naevi in silico ha un business model: intende vendere sul mercato un abbonamento per avere l’assistenza software, al costo di dieci dollari mensili. Il team pensa di guadagnare circa 10 milioni di euro alla fine del terzo anno.

Circa l’1% della popolazione occidentale viene colpita da melanoma, che nella fase iniziale ha l’aspetto di un normalissimo neo. Se si interviene tempestivamente in questa fase, il paziente ha possibilità molto alte di sopravvivere asportando il melanoma, mentre in caso contrario le probabilità sono basse.

Per poter salvare quell’uno per cento occorre tenere sotto controllo una parte molto più alta della popolazione, almeno il 10%, sicuramente chi presenta fattori di rischio come pelle diafana e occhi chiari, ustioni solari o tanti nei.

Quella che segue è la presentazione di Naevi in silico, realizzata dagli ideatori per partecipare alla Start Cup del Veneto 2011, poi vinta:

Naevi in Silico turns your phone into a digital dermoscope for the melanocytic lesion domestic screening, equipped with a state-of-the-art analysis software and a cheap 20x magnifier lens. Naevi in Silico’s system, available for Android and iOs (iPhone), introduces a number of reports and metrics about your moles and warns you in case something dangerous arises. Naevi in Silicooffersunmatched diagnosis algorithms, starting a new era for the early detection of the melanoma.

Ma non è l’unica applicazione in ambito medico: ve ne sono molte, tra cui una in grado di misurare la febbre ovunque ci si trovi: Misura la febbre [0,79 € – AppStore].

Questa app, utile quando ci si trova in treno oppure ad una festa e si è impossibilitati a misurare la febbre, è basata su un principio semplicissimo , usato nei corsi di pronto soccorso: dato che il battito cardiaco aumenta all’aumentare della temperatura corporea, misurando i battiti si può scoprire se si ha la febbre oppure no.

Come si usa “Misura la febbre” ?

Si crea il profilo dell’utente, si inserisce il nome,il numero di battiti cardiaci e la temperatura corporea. L’app è dotata di un timer che aiuta a contare i battiti; prima di misurarli occorre mantenere il massimo relax per 30 secondi.

Una volta tornati a casa, si dovrà utilizzare il termometro come strumento diagnostico principale, ma perlomeno Misura la febbre vi avrà dato un’idea della vostra temperatura corporea.