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	<title>OFF - Officine Formative &#187; Andrea Crimella</title>
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	<description>Entri con un&#039;idea, esci con un&#039;impresa.</description>
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		<title>Ecco i 6 tools per gestire efficacemente il proprio account twitter.</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 13:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Crimella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[insights]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[tools]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Twitter: da social network di nicchia ad immancabile spalla di personaggi famosi, artisti e giornalisti in erba ma anche di gente comune che fa degli short messages il proprio life style. <a href="http://officineformative.it/gestire-account-twitter/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/gestire-account-twitter/">Ecco i 6 tools per gestire efficacemente il proprio account twitter.</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Le potenzialità di twitter, social network del 2013</h2>
<p style="text-align: justify;">Twitter: da social network di nicchia ad immancabile spalla di personaggi famosi, artisti e giornalisti in erba ma anche di gente comune che fa degli <strong>short messages il proprio life style.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I contenuti caricati si propagano a macchia d’olio grazie ai nostri <strong>followers</strong>, ai <strong>retweet</strong> che gli stessi generano e che si implementano esponenzialmente nella logica schietta e diretta del <strong>passa parola</strong>; Twitter non ha una gestione così semplice dell’interfaccia utente, in virtù del traffico che genera e della reale immediatezza di condivisione. Non a caso la metafora del cinguettio è quanto di più appropriato si potesse inventare l’ideatore del social network: immediata, sfuggevole e senza limiti di spazio tempo.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Tools e applicazioni utili per personalizzare e gestire il proprio account</h2>
<p style="text-align: justify;">Ma niente paura! Molti team di sviluppo software allungano una mano ai <strong>neofiti di Twitter</strong> e ai cinguettatori incalliti con una serie di <strong>tools creati ad hoc</strong>, permettendo a leaders e followers di gestire con efficacia il proprio account: volete tenere sott’occhio il “traffico” generato dai vostri post? Riunirli in categorie o visionarli per ordine di importanza secondo criteri impostati da voi? Vediamo come!</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>1</strong> <strong>Social Bro</strong>:</h3>
<p style="text-align: justify;">Tool immancabile per visualizzare i dati del proprio account in termini di numerosità di followers e following con un’ottima rappresentazione grafica che con un colpo d’occhio ci illustra le tendenze di crescita/decrescita della nostra community e che al suo interno nasconde altri tools più specifici come</p>
<p style="text-align: justify;">• Insights: dove potrete trovare statistiche di ogni sorta relativamente al vostro account</p>
<p style="text-align: justify;">• Discover Twitter Users: vi da la possibilità di effettuare ricerche di utenti basandovi sui tag presenti nel nome</p>
<p style="text-align: justify;">• Analyze your Competitor: analisi particolareggiata dei brand competitor e delle loro relative community</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pro</strong>: particolareggiato in termine di dati e loro comparazione – puntuale ed efficiente per la gestione in toto del vostro account</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Contro</strong>: per un utilizzo evoluto di twitter – non sempre intuitivo – richiede molto tempo per l’analisi della mole di dati che fornisce</p>
<p style="text-align: justify;">Free on: <a href="http://www.socialbro.com/">www.socialbro.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i0.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/12/social-bro.jpg" rel='colorbox'><img class="alignnone size-medium wp-image-7880" alt="Ecco i 6 tools per gestire efficacemente il proprio account twitter.  tecnologia punti di vista " src="http://i0.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/12/social-bro.jpg?resize=300%2C174" title="Ecco i 6 tools per gestire efficacemente il proprio account twitter. " data-recalc-dims="1" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>2</strong> <strong>Topsy</strong> :</h3>
<p style="text-align: justify;">Monitoring continuo dei trends, degli hashtags e della loro influenza, un motore di ricerca per social web incentrato su twitter.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pro</strong>: non è eccessivamente macchinoso e sostituisce appieno il compianto Google Real Time Search</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Contro</strong> : per una visione poco più che superficiale dell’account di twitter</p>
<p style="text-align: justify;">Free on: <a href="http://topsy.com/">www.topsy.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i2.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/12/topsy-600x353.png" rel='colorbox'><img class="alignnone size-medium wp-image-7883" alt="Ecco i 6 tools per gestire efficacemente il proprio account twitter.  tecnologia punti di vista " src="http://i2.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/12/topsy-600x353.png?resize=300%2C176" title="Ecco i 6 tools per gestire efficacemente il proprio account twitter. " data-recalc-dims="1" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>3</strong> <strong>Re-tweet</strong>:</h3>
<p style="text-align: justify;">un tool completo e davvero utile per la visualizzazione dei vostri tweet più condivisi! Un click sopra il post e vedrete chi a sua volta ha re-twittato, chi ha la maggior esposizione e il numero totale di utenti esposti ai tweet…il tutto… con un tweet!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pro</strong>: di facile gestione, completo e utile</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Contro</strong>: nulla da segnalare</p>
<p style="text-align: justify;">Free on: <a href="http://retweet.co.uk/">http://retweet.co.uk/</a></p>
<p><a href="http://i1.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/12/retweet.jpg" rel='colorbox'><img class="size-full wp-image-7901" alt="Ecco i 6 tools per gestire efficacemente il proprio account twitter.  tecnologia punti di vista " src="http://i1.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/12/retweet.jpg?resize=289%2C67" title="Ecco i 6 tools per gestire efficacemente il proprio account twitter. " data-recalc-dims="1" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>4</strong> <strong>Twilert</strong>:</h3>
<p style="text-align: justify;">della stessa famiglia di Google Alert è un tool da cui difficilmente si potrà prescindere e che permette l’invio di e-mail esaustive che monitorano keywords da voi impostate su twitter</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pro</strong>: enorme risparmio di tempo</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Contro</strong>: da sperimentare, attraverso delle prove, l’impostazione delle key words, ma nulla di trascendentale</p>
<p style="text-align: justify;">Free on: <a href="http://www.twilert.com/">www.twilert.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i2.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/12/twilert.jpg" rel='colorbox'><img class="alignnone size-medium wp-image-7904" alt="Ecco i 6 tools per gestire efficacemente il proprio account twitter.  tecnologia punti di vista " src="http://i2.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/12/twilert.jpg?resize=300%2C79" title="Ecco i 6 tools per gestire efficacemente il proprio account twitter. " data-recalc-dims="1" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>5</strong> <strong>TwitImportance</strong>:</h3>
<p style="text-align: justify;">Molti utenti gestiscono più account di twitter e questo tool è dedicato prettamente alla loro comparazione. Qual è il più importante fra i due? Scopritelo basandovi sull’analisi dei vostri followers e dei loro relativi account!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pro</strong>: perfetto tool di comparazione</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Contro</strong>: nulla da segnalare</p>
<p style="text-align: justify;">Free on: <a href="http://www.twitimportance.com/">www.tweetimportance.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i2.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/12/twitimportance-e1320920009243.jpg" rel='colorbox'><img class="alignnone size-medium wp-image-7907" alt="Ecco i 6 tools per gestire efficacemente il proprio account twitter.  tecnologia punti di vista " src="http://i2.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/12/twitimportance-e1320920009243-300x115.jpg?resize=300%2C115" title="Ecco i 6 tools per gestire efficacemente il proprio account twitter. " data-recalc-dims="1" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>6 TweetWally</strong>:</h3>
<p style="text-align: justify;">Un ottimo searcher da impostare con hashtags, username e keywords per ottenere il clone di una pagina web dove vengono raccolti i dati di tweet e tweeters in base ad un determinato argomento, così da ottenere uno screening in tempo reale degli utenti che trattano – ed inche modo! – l’argomento stesso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pro</strong>: l’utilizzo semplice e la possibilità di offrire un servizio di live tweet durante eventi, conferenze, meeting.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Contro</strong>: un po’ dispendioso in termini di tempo/settaggi ottimali per la prima organizzazione di base, ma nulla che renda meno efficace ed efficiente l’utilissimo servizio offerto</p>
<p style="text-align: justify;">Free on: <a href="http://www.tweetwally.com/">www.tweetwally.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://i1.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/12/0511ja-tweetwally.png" rel='colorbox'><img class="alignnone size-medium wp-image-7911" alt="Ecco i 6 tools per gestire efficacemente il proprio account twitter.  tecnologia punti di vista " src="http://i1.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/12/0511ja-tweetwally.png?resize=300%2C166" title="Ecco i 6 tools per gestire efficacemente il proprio account twitter. " data-recalc-dims="1" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Se volete <strong>risparmiare tempo</strong>, se siete appassionati della gestione particolare e particolareggiata dei dati o se semplicemente siete incuriositi da ciò che realmente può “scatenare” in rete il vostro account Twitter&#8230;non vi resta che provare,provare e riprovare; addentrandovi nel multiverso dei tools dedicati ai cinguettii troverete di sicuro ciò che fa per voi.</p>
<p style="text-align: justify;">(Foto copertina: Scott Beale)</p>
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		<title>La carica emozionale, il valore di un brand</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Nov 2012 13:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Crimella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[brand equity]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[marketing 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[riposizionamento del brand]]></category>
		<category><![CDATA[valore del brand]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Attualmente ci sono migliaia di brand per poche decine di categorie merceologiche. Perché alcuni diventano compagni della nostra quotidianità ed altri no? <a href="http://officineformative.it/officine-formative-valore-di-un-brand/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/officine-formative-valore-di-un-brand/">La carica emozionale, il valore di un brand</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: justify;">Arricchisci il tuo brand di una carica emotiva</h1>
<h2>Alcuni suggerimenti per rendere il tuo brand espressivo ed emozionante</h2>
<p style="text-align: justify;">La realtà dei fatti è che sono loro, le emozioni, ad echeggiare nell’eternità, a far sì che il ricordo si sedimenti in noi in modo indelebile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.officineformative.it/2012/11/23/officine-formative-valore-di-un-brand/brand_art-3/" rel="attachment wp-att-6689"><img class="alignleft size-full wp-image-6689" title="La carica emozionale, il valore di un brand " alt="La carica emozionale, il valore di un brand  marketing punti di vista " src="http://i0.wp.com/www.officineformative.it/wp-content/uploads/brand_art2.jpg?resize=300%2C200" rel='colorbox' data-recalc-dims="1" /></a>Migliaia di brand per poche decine di categorie merceologiche.</strong> Perché alcuni diventano compagni della nostra quotidianità ed altri no? Semplice: alcuni hanno emozionato i potenziali acquirenti con <strong>strategie di marketing ad hoc, poi hanno smesso pensando di essere arrivati per sempre nel cuore dei consumatori</strong>: come distruggersi con le proprie mani; altri non sono riusciti a comunicare nulla; i più virtuosi e attenti hanno seguito la regola d’oro del non smettere mai di coltivare le emozioni dei consumatori. <strong>Siamo rimasti alle sole strategie di marketing?</strong> No. Sono gli anni dell’evoluzione, del <strong>marketing 2.0.</strong> La globalizzazione ha eliminato ogni barriera, portando con sé un ventaglio di opportunità da ogni parte del mondo, ognuna in concorrenza (quasi) perfetta con le altre, costringendo il totale riposizionamento del brand; dal mettere in mostra le proprie qualità alla ricerca di un imprinting tale che un marchio diventi <strong>IL marchio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Focalizzarsi sulla differenziazione è il primo passo verso il successo, <strong>comprendere che cos’ha il nostro marchio in più degli altri</strong> è un processo che non può prescindere da nulla, scoprirne le potenzialità e metterle in luce senza che ciò diventi sterile elenco di caratteristiche deve diventare un mantra; da “ecco cosa sono” a “ecco cosa suscito”. La passione per ciò che offro, per ciò che produco o per i servizi che presto deve essere trasmessa tramite il canale emozionale; l’intenzione è trasferire nell’acquirente la stessa espressione di un bimbo quando scarta il suo primo regalo di Natale. Uaoh! Semplice no? Non proprio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma<strong> le armi che possiamo sfoderare</strong> per capire come raggiungere questo risultato sono molte. Da <strong>gruppi di brand equity</strong> self made alle <strong>sponsorizzazioni</strong> su blog e social network, che forniscono un compendio eccezionale di feedback e il totale coinvolgimento della nostra futura platea, che si sente parte attiva del nostro progetto di visibilità. Dalla semplice domanda sul “perché sceglieresti noi” si traggono spunti commerciali essenziali per il riposizionamento commerciale, il transfer di sensazioni e i punti di interesse da considerare.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono armi essenziali e a doppio taglio, quindi <strong>una volta entrati nel mondo delle social-emozioni tornare indietro è impossibile. E controproducente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>creazione di contenuti sempre nuovi è un obbligo,</strong> così come gli aggiornamenti – soltanto voi pubblicate con foto e commenti il vostro modus operandi? Dovrete farlo SEMPRE – e l’interazione con il vostro pubblico! <strong>Interagire significa essere aperti ad un canale di comunicazione biunivoco</strong>; mai lasciare gli interlocutori in sospeso, anche fosse una critica utilizzatela a vostro favore!</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle vostre pubblicazioni assumete il tono di una storia per bambini, <strong>narrate con passione quello che fate</strong>, date un senso particolare al vostro prodotto, al vostro servizio, siate un po’ folli, pretenziosi ma non arroganti; organizzatevi in modo che ogni giorno almeno una persona in più venga raggiunta dal vostro brand, <strong>non disdegnate alcun canale</strong>, fatelo vostro! Siete sicuri di sapere che una web radio nazionale venga ascoltata mediamente ogni giorno da milioni di persone? O che i canali di youtube ne raggiungano altrettanti? E che ogni giorno nascono nuovi social network sfruttabili gratuitamente? E che&#8230;e che…</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, avere fra le mani un brand già di per sé forte è un gran vantaggio, ma costituisce anche un obbligo nei confronti della propria platea; il mantenimento del marchio è ciò che s’aspetta ed ogni occasione è buona – ad esempio la nascita di un nuovo competitor – per far si che il pubblico si domandi “cosa farà il MIO brand per dimostrare che ancora è il top nel settore?” “cos’avranno pensato questa volta per farmi nuovamente emozionare” . <strong>Sembra semplice: sentirsi arrivati e dimenticarsi di ciò che si è fatto.</strong> <strong>Nulla di più sbagliato, “it’s a long way, to the top!”</strong> <strong>Nella dimensione del marketing 2.0 l’arrivo, il successo, è solo l’ennesimo punto di partenza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">(Foto copertina: Rupert Ganzer)</p>
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		<title>D-Orbit : l’Italia (ri)torna nello spazio</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 08:25:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Crimella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[D-Orbit]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti spaziali artificiali]]></category>
		<category><![CDATA[Start Up]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>D-Orbit sviluppa particolari dispositivi di de-orbiting per satelliti spaziali artificiali in grado di riportarli all’interno dell’atmosfera distruggendoli. <a href="http://officineformative.it/d-orbit-litalia-ritorna-nello-spazio/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/d-orbit-litalia-ritorna-nello-spazio/">D-Orbit : l’Italia (ri)torna nello spazio</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://i1.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/02/Siamo-gli-spazzini-spaziali-ma-a-basso-costo_h_partb.jpg" rel='colorbox'><img class="alignleft size-medium wp-image-8739" alt="D Orbit : l’Italia (ri)torna nello spazio innovazione punti di vista " src="http://i1.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/02/Siamo-gli-spazzini-spaziali-ma-a-basso-costo_h_partb.jpg?resize=300%2C179" title="D Orbit : l’Italia (ri)torna nello spazio" data-recalc-dims="1" /></a>Luca Rossettini e Renato Panesi sono due giovani menti italiane, entrambi ingegneri aerospaziali.Si sono conosciuti grazie ad una borsa di studio Fulbright BEST, nella patria dell’ I.t., la Silicon Valley, e da allora il fervore dell’invenzione e dell’innovazione non si è più separato da loro e dal loro team : Thomas Panozzo, program director di azienda leader nel settore dei lanci commerciali di satelliti, e Giuseppe Tussiwand, progettista di sistemi di propulsione a razzo.</p>
<p>La loro creatura, la loro azienda, la d-Orbit, sviluppa particolari <strong>dispositivi di de-orbiting</strong> per <strong>satelliti spaziali artificiali</strong> che, installati direttamente a bordo di quest’ultimi prima del lancio, sono <strong>in grado</strong> – caso mai fosse necessario – <strong>di riportarli all’interno dell’atmosfera distruggendoli.</strong></p>
<h3>Perché dovrebbe esser necessario riportare all&#8217;interno dell&#8217;atmosfera i satelliti spaziali artificiali e distruggerli?</h3>
<p>Perché possono arrivare al termine dell’operatività per cui erano stati progettati, e questo per due motivi:  in quanto obsoleti oppure per problemi tecnici non risolvibili.</p>
<p>D-Orbit in sostanza è una valida, concreta ed ingegnosa risposta al problema, ormai sempre più gravoso, dei cosiddetti “<strong>rottami spaziali</strong>”; cumuli di detriti in costante e continuo aumento che ruotano in orbite attorno al nostro pianeta. Pericolosi e inquinanti.</p>
<p>Questa neo nata startup si addentra in una realtà che sembra essere un’immensa discarica hi tech ed il nostro pianeta è il centro attorno cui ruotano 6 mila satelliti, e solo 800 sono funzionanti.</p>
<p>Non dimentichiamoci del rientro recente e potenzialmente pericoloso del <strong>satellite nasa Uars</strong> nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 settembre 2011, o del Rosat, che se fosse rientrato nell’atmosfera una manciata di minuti più tardi si sarebbe schiantato direttamente su Pechino.</p>
<p>Una vera e propria pioggia di rottami! E più i satelliti aumentano più aumentano anche le probabilità che si scontrino tra loro, provocando piogge inaspettate e totalmente fuori controllo. Il dispositivo si attiva dalla Terra: se il satellite viaggia vicino al pianeta, cessata la sua attività lo si spinge verso la superficie dell’atmosfera, cosi che possa precipitare in massima sicurezza dove decidiamo noi.</p>
<p>Quelli più lontani, invece, vengono spinti verso un’orbita cimitero. Il primo modello, assemblato nel laboratorio di Sesto Fiorentino, sarà pronto a febbraio e verrà testato in un laboratorio in Germania.</p>
<p>L’innovativa proposta di d-Orbit è quella di promuovere uno “Spazio” sostenibile, perché l’ecosistema spazio possa essere paragonato a quello acquatico e terrestre; già molti i riconoscimenti istituzionali e privati al progetto made in Italy (ad es. è finalista al mind the bridge 2011/2012).</p>
<p>Finalmente, fortunatamente, l’ingente mole di denaro che serve a finanziare un tale innovativo progetto è stato raccolto sul mercato finanziario italiano, cosi come dovrebbe essere : progetto italiano, fondi italiani; un’equazione che poche volte trova la sua naturale risoluzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Foto:http://economia.panorama.it)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://officineformative.it/d-orbit-litalia-ritorna-nello-spazio/">D-Orbit : l’Italia (ri)torna nello spazio</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF &#8211; Officine Formative</a></p>
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		<title>BeInToo: startup a stampo siciliano.</title>
		<link>http://officineformative.it/beintoo-start-up/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:16:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Crimella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[BeInToo]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[startup italiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.officineformative.it/?p=2952</guid>
		<description><![CDATA[<p>Parigi, LeWeb, prestigiosa rassegna/concorso di web startup, a cui hanno preso parte 600 partecipanti, sedici i progetti reputati interessanti ed un solo vincitore: BeInToo: startup a stampo siciliano. <a href="http://officineformative.it/beintoo-start-up/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/beintoo-start-up/">BeInToo: startup a stampo siciliano.</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1>BeInToo, la web start up siciliana trionfa a Le Web</h1>
<p>Parigi, LeWeb, prestigiosa rassegna/concorso di web startup, una fra le più importanti a livello europeo (e mondiale forse), cosi importante da attirare l’attenzione di partner del calibro di Google; 600 i partecipanti, sedici i progetti reputati interessanti ed un solo vincitore: BeInToo: startup a stampo siciliano.</p>
<p>Ancora una volta l’arguzia e il fiuto italiani. Si, di fiuto si tratta.</p>
<p>BeInToo ha il volto pubblico del suo fondatore, Antonio Tomarchio che, rilasciando un’intervista a “Repubblica”, spiega in modo molto semplice il progetto :</p>
<p>&#8221; Abbiamo creato una piattaforma per mettere in contatto gli sviluppatori e gli inserzionisti, per dare un valore aggiunto a questi soggetti e agli utenti finali che possono ricevere dei premi.È infatti dimostrato che le dinamiche di gioco, come la competizione e la collaborazione, possono creare la fidelizzazione dei clienti anche verso un brand commerciale” (stralcio di intervista tratto da Repubblica.it).</p>
<p>Sembra che il fondatore abbia seguito le linee guida di Jesse Scheel, famoso game designer americano che sosteneva la Gamification, l&#8217;assimilazione delle dinamiche di un videogioco nella creazione di servizi che agiscono in contesti esterni al gioco: siti di intrattenimento, sport, salute, campagne di marketing o promozioni; insomma, completare uno schema o un livello senza l’ausilio di un mouse o un joypad in un contesto nuovo e stimolante.</p>
<p>Spieghiamo meglio dove sta davvero l’idea geniale.</p>
<h3>Come funziona BeInToo ?</h3>
<p>Un’ inserzionista interessato a sviluppare il proprio prodotto può finanziare di tasca propria dei premi al raggiungimento di un certo obiettivo/risultato in alcuni giochi (apps per smartphone-tablets ndr) , all’altro capo del filo c’è uno sviluppatore che può utilizzare gli incentivi promessi dall’inserzionista per incrementare il numero di persone che giocano con la sua applicazione e cosi guadagnare; fra le estremità del comune filo conduttore indovinate chi c’è?</p>
<p>BeInToo che sviluppa la piattaforma scovando gli inserzionisti interessati al progetto e da questi riceve un pagamento al raggiungimento di un certo obiettivo per poi dividere gli introiti con l’ideatore dell’applicazione che sta alla base del concorso. Semplice, efficace, remunerativo.</p>
<h3>Esiste una dimostrazione concreta del fatto che l’idea sia davvero eccezionale?</h3>
<p>La catena americana K-mart è stata una delle prime aziende a crederci…non è cosa da poco!</p>
<p>I dieci ragazzi che lavorano dietro il progetto BeInToo sono meritevoli di elogi non solo per l’idea ma anche per il modo in cui la stanno sviluppando, infatti tutti i finanziatori coinvolti sono italiani…un bello schiaffo a chi pensa che la Silicon Valley sia l’unico web technology paradise! Già da tempo ci si aspetta che oltre ai privati, in Italia, facciano la loro comparsa anche dei partner “istituzionali” finora latitanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dismeco: startup italiana con il vizio dell’Innovazione Ecologica</title>
		<link>http://officineformative.it/dismeco-startup-italiana-con-il-vizio-dellinnovazione-ecologica/</link>
		<comments>http://officineformative.it/dismeco-startup-italiana-con-il-vizio-dellinnovazione-ecologica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 08:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Crimella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Startup]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[energia pulita]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[geotermia]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[università degli studi di bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dismeco nasce a Bologna nel 2010 dalla caparbietà di alcuni giovani imprenditori attenti tanto alle nuove tecnologie quanto all’ambiente. <a href="http://officineformative.it/dismeco-startup-italiana-con-il-vizio-dellinnovazione-ecologica/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/dismeco-startup-italiana-con-il-vizio-dellinnovazione-ecologica/">Dismeco: startup italiana con il vizio dell’Innovazione Ecologica</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Partecipare al concorso : “Innovazione Amica dell’ambiente” è una sfida coraggiosa, vincerlo è fatto degno di ogni encomio. <strong>Dismeco</strong> è una società che nasce a Bologna nel 2010 dalla caparbietà di alcuni giovani imprenditori attenti tanto alle nuove tecnologie quanto all’ambiente, svolgendo attività di raccolta e smaltimento di rifiuti urbani e speciali.</p>
<p><a href="http://i2.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/01/dismeco1.jpg" rel='colorbox'><img class="alignleft size-medium wp-image-8906" alt="Dismeco: startup italiana con il vizio dell’Innovazione Ecologica startup punti di vista " src="http://i2.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/01/dismeco1.jpg?resize=300%2C183" title="Dismeco: startup italiana con il vizio dell’Innovazione Ecologica" data-recalc-dims="1" /></a>Dalle loro menti fervide ecco che nasce l’idea del <strong>Borgo Ecologico</strong> : trasformare un’ex area industriale dismessa, di oltre 45.000 m.q., in una vera e propria piccola “cittadina del riciclo” del tutto autosufficiente, recuperando il patrimonio architettonico esistente con le logiche tipiche della green economy e della sostenibilità ambientale; producendo energia pulita tramite l’utilizzo del fotovoltaico di ultima generazione – supportato da apparecchiature sperimentali applicate alla geotermia – e dell’eolico in miniatura anche se, il vero must al supporto energetico, è la riqualificazione delle turbine idriche che un tempo alimentavano i macchinari dell’industria cartiera. Grazie al millenario scorrere del fiume Reno.</p>
<p>L<strong>’innovativa Green Industrial Area</strong> sarà il centro di attività strettamente correlate alla sostenibilità ambientale, nonché luogo di studi sul recupero efficace delle materie prime e non di scarto, cosi spesso bistrattate e ignorate, impoverite del loro reale valore. Le attività saranno correlate da istituzioni del calibro dell’Università degli studi di Bologna e Goteborg (Svezia).</p>
<p>Ma il Borgo non si ferma qui! Ospiterà aule didattiche dotate di moderne attrezzature dove il nostro futuro – i bambini – potrà essere istruito sull’applicazione delle migliori e più responsabili pratiche di conservazione ambientale.</p>
<h3>E ancora non è tutto!</h3>
<p>L’espressione artistica avrà il suo spazio attraverso la programmazione di eventi culturali che vedranno coinvolti artisti “Green” da tutto il mondo.</p>
<p>E che non si dica, della sostenibilità ambientale e dell’economia in verde, che non produce lavoro! Gli ex dipendenti della cartiera, ora in mobilità, verranno riqualificati come l’area in cui lavoravano, diventando professionisti, reinventandosi colletti…verdi!</p>
<p>“Il progetto Borgo Ecologico è soprattutto un progetto industriale basato su fondamenti ecologici rigorosi. Tuttavia abbiamo voluto trasformarlo in una</p>
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		<title>Un alligatore s’aggira per il web : il blolligator</title>
		<link>http://officineformative.it/un-alligatore-saggira-per-il-web-il-blolligator/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 07:52:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Crimella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Blolligator è un nuovo servizio web che permette di avere le risposte fondamentali alle note 5 w (why,what,where,who,when). <a href="http://officineformative.it/un-alligatore-saggira-per-il-web-il-blolligator/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/un-alligatore-saggira-per-il-web-il-blolligator/">Un alligatore s’aggira per il web : il blolligator</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>156 Milioni : i blog pubblici del web.</p>
<p>Una : la startup italiana con l’idea giusta per passarli tutti ai raggi x ! Si chiama Garda Informatica la mamma di <strong>Blolligator</strong>, un nuovo servizio web che permette di avere le risposte fondamentali alle note 5 w (why,what,where,who,when).</p>
<h3>Qualcuno parla di noi?</h3>
<h3>Qualcuno discute del nostro lavoro, della nostra azienda, dei nostri progetti?</h3>
<p>Se qualcuno di interessato a Noi c’è, allora, sicuramente posterà la sua opinione su un blog, e se quel blog fosse anche di qualità potremmo riuscire a sfruttarlo, partecipandovi direttamente per rispondere a quesiti, alimentare il passaparola e farci conoscere in prima persona!</p>
<p>Non v’è limite che confini le potenzialità di questo servizio : ricerca per argomento, parole chiave, lingua e tutte le implementazioni che il team sta studiando.</p>
<p><strong>Blolligator</strong> non è nient’altro che<strong> l’unione dei termini “Blog” e “Alligator”</strong>, e rende in modo efficacissimo ciò che il servizio promette di fare : scrutare il web a pelo d’acqua per aggredire le notizie che davvero ci interessano,monitorando ogni post che viene pubblicato, dando la possibilità ai visitatori di scoprire le pubblicazioni e i canali migliori – avendo un target di riferimento ovviamente – grazie ad un semplice pannello di controllo inserendo lingua, periodo, categoria o ordinamento, (business intelligence? Ndr) una sorta di motore di ricerca specializzato.</p>
<p>Con un po di malizia, ad esempio, bastano pochi click per passare al setaccio il pensiero dei blog inglesi riguardo la diffusione di un nostro progetto oltre manica…molto interessante…</p>
<p>A meno del consiglio di qualcuno, come facciamo ad avere una visione globale di tutti i blog esistenti e delle storie che producono?A voi la risposta: utilizzando un aggregatore di blog che “analizzando il flusso di informazioni provenienti da tutti i blog del mondo le cataloghi e le presenti in un sinottico organizzato e organizzabile per la ricerca di quelle che più ci interessano!” spiegano le menti creatrici di Blolligator.</p>
<p>Tutto ciò è possibile grazie a complessi algoritmi di NLP (Natural Language Processing) capaci di effettuare un’analisi semantica del testo e di capirne la lingua e gli argomenti trattati. Questi stessi algoritmi fungono anche da SPAM filter avanzato escludendo i post e i blog “indesiderabili”. (Da attente analisi dei dati elaborati infatti l’azienda ha potuto osservare che i quattro quinti dei post analizzati sono SPAM.)”.</p>
<p>Il servizio è totalmente gratuito,immediato e semplice, super partes e molto, molto innovativo…provare per credere!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Foto:http://enricomariasecci.blog.tiscali.it/)</p>
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		<title>L’esperienza emotiva che rafforza il brand</title>
		<link>http://officineformative.it/esperienza-emotiva-del-brand/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 07:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Crimella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[coca cola]]></category>
		<category><![CDATA[prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La tecnologia, i pubblicitari sempre più bravi e l’approccio customer oriented che permea ogni dove, spiegano perché davvero alcune pubblicità sono di fatto esse stesse un prodotto indimenticabile. <a href="http://officineformative.it/esperienza-emotiva-del-brand/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/esperienza-emotiva-del-brand/">L’esperienza emotiva che rafforza il brand</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1>Attraverso la pubblicità si riesce a stimolare quell&#8217; esperienza emotiva che porta benefici al brand</h1>
<p>Il caso emblematico di un brand che ha tratto giovamento da un&#8217; <strong>esperienza emotiva</strong> forte riguarda la storia di Babbo Natale sulla slitta e col suo abito rosso e bianco.</p>
<p>È bastato poco finchè questa versione dell’originario e meno accattivante San Nicola entrasse nell’immaginario collettivo dei bambini e adulti di mezzo mondo.</p>
<h3>Le origini</h3>
<p>La leggenda narra che quest’uomo un po’ nonno, così come lo troviamo ad ogni angolo delle città, sulla carta da pacchi regalo o sui biglietti d’auguri da novembre a gennaio di tutti gli anni, non è che il risultato dell’immaginazione di un <strong>pubblicitario della Coca Cola.</strong></p>
<p>Il suo compito era trovare il modo di <strong>aumentare le vendite</strong> della bibita nel periodo in cui si ha in assoluto meno voglia di berla e mi sembra che con la pizza si beva Coca Cola ad ogni stagione dell’anno.</p>
<p>Il pubblicitario in questione è l&#8217;illustratore <strong>Haddon Sundblom</strong>, che creò una serie di indimenticabili illustrazioni che associavano la Coca-Cola proprio a questa versione di Babbo Natale vestito di rosso e bianco.</p>
<p>Da quel punto in poi diventò un abitudine per la compagnia pubblicizzare la bevanda, nel periodo invernale, associata a Santa Claus, anche perché era indirizzata soprattutto a un target giovanile e il resto della storia la conosciamo tutti.</p>
<p>Guardando ai nostri giorni, la tecnologia, i pubblicitari sempre più bravi e l’approccio customer oriented che permea ogni dove, spiegano perché davvero alcune pubblicità sono di fatto esse stesse un prodotto indimenticabile. Ho cercato alcuni esempi, tra i più recenti.</p>
<p><strong>Sorgenia</strong> ha proposto un’evoluzione del suo posizionamento di “energia sensibile” verso il consumatore, la collettività e l’ambiente, in occasione dell’ingresso nel mercato residenziale e lo ha fatto molto bene anche attraverso la sua campagna pubblicitaria:</p>
<h3>Pubblicità dell’uomo piuma che diventa leggero perché pesa meno sull’ambiente in cui vive dopo aver scelto Sorgenia</h3>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/3WdK3GQQK-w" height="315" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><strong>Pubblicità del procospino</strong> che amoreggia con la spugna, quando un prodotto poco interessante resta impresso nella mente, con poco</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/iXMzDlsAXLE" height="315" width="420" frameborder="0"></iframe></p>
<p><strong>Saratoga Silicone Sigillante</strong>, quando la pubblicità si rivolge quasi esclusivamente all’immaginario maschile che d’altra parte per lo più utilizza e compra quel prodotto. Il silicone dagli anni ’80 ad oggi non sembra sentire la crisi:</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/4H6Z--ImO3o" height="315" width="420" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Per non parlare del caso unico di cartellone pubblicitario per intimo maschile, indossato da modella donna…ma i pubblicitari in questo caso non hanno capito che di norma, almeno nelle famiglie italiane, la biancheria intima dei mariti la comprano le mogli o le fidanzate. Attenzione!</p>
<p><a href="http://i0.wp.com/www.officineformative.it/wp-content/uploads/irina-shayk-intimissimi-uomo.jpg" rel='colorbox'><img class="alignnone size-medium wp-image-2727" title="L’esperienza emotiva che rafforza il brand" alt="L’esperienza emotiva che rafforza il brand marketing punti di vista " src="http://i0.wp.com/www.officineformative.it/wp-content/uploads/irina-shayk-intimissimi-uomo.jpg?resize=270%2C180" data-recalc-dims="1" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Due casi di pubblicità che giocano sull’ironia:</p>
<h4>Armadi a muro</h4>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/rFT--SBQl-I" height="315" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<h4>Air Action Vigorsol 2011</h4>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/o8RCOb3WQOs" height="315" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Un caso di pubblicità che è riuscita a rendere simpatico un prodotto che è notoriamente antipatico a tutti, il SUV:</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/2qtQQ2_BrdU" height="315" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non sempre le campagne pubblicitarie più costose sono quelle più riuscite ai fini della vendita, più spesso, anche in questo caso, le buone intuizioni sono più che sufficienti per arrivare dritti al cuore dell’obiettivo.</p>
<p>A questo punto speriamo tutti che la Barilla smetta di proporre l’immagine della famiglia perfetta , che il panettone Bauli la smetta di usare i bambini e che in tutte le pubblicità di auto di lusso si smetta di usare la musica classica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://officineformative.it/esperienza-emotiva-del-brand/">L’esperienza emotiva che rafforza il brand</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF &#8211; Officine Formative</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>l’ I’m Watch: Italians do it better. watch too.</title>
		<link>http://officineformative.it/l-im-watch-italians-do-it-better-watch-too/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 10:57:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Crimella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I' I'm Watch è un orologio di design, il primo con lo schermo touch screen ricurvo per meglio seguire la linea del polso. <a href="http://officineformative.it/l-im-watch-italians-do-it-better-watch-too/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/l-im-watch-italians-do-it-better-watch-too/">l’ I’m Watch: Italians do it better. watch too.</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Un vero e proprio Italian “Jobs” il progetto di due imprenditori vicentini :<strong> l’ I’m Watch</strong>.</p>
<p>Un ingegnere gestionale e un architetto, Manuel Zanella e Massimiliano Bertolini, che insieme hanno rivoluzionato la concezione del tempo al nostro polso costruendo una delle più belle realtà in fatto di Startup made in Italy.</p>
<p>Partiti con un’idea nata dall’osservazione di un orologio e di uno smartphone, alla domanda : “li integriamo?” hanno risposto con l’ideazione, la progettazione e lo sviluppo dell’avveniristico I’m Watch.</p>
<h3>Che cos’è l’ I’m Watch?</h3>
<p>Orologio di design, il primo con lo schermo touch screen ricurvo per meglio seguire la linea del polso, è perfetta replica del display di un qualsiasi smartphone e &#8211; nonostante il cuore Android &#8211; si collega tramite bluetooth a qualsiasi device dotato di interfaccia senza fili : avvisi di chiamate ricevute, notifiche da parte dei vostri social network preferiti, email in arrivo, mms, sms verranno visualizzati sul display…come se indossaste letteralmente il vostro telefono mobile, senza estrarlo dalla giacca; merito dell’altrettanto italiano team di sviluppo tecnologico del processore targato sky/m31.</p>
<p><a href="http://i1.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2011/12/467992_136333_resize_526.jpg" rel='colorbox'><img class="alignleft size-medium wp-image-9154" alt=" l’ I’m Watch: Italians do it better. watch too. innovazione punti di vista " src="http://i1.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2011/12/467992_136333_resize_526.jpg?resize=300%2C224" title=" l’ I’m Watch: Italians do it better. watch too." data-recalc-dims="1" /></a>Già a questo punto un personale flashback è d’obbligo, rivolgendo il pensiero a Steve Jobs, quando cambiò il nostro modo di concepire il walkman; che sia il turno dell’orologio? Non confondete però l’ I’m Watch con un gingillo di casa Apple perché in comune hanno soltanto la genialità dell’idea.</p>
<p>Memoria interna da 4 Gb per archiviare foto e scaricare musica dal sito I’music – grazie ad un accordo già stipulato con Dada per 9,99 euro l’anno si avrà accesso ad un catalogo di 6 milioni di titoli scaricabili &#8211; , possibilità di download delle applicazioni rigorosamente dedicate al nuovo dispositivo dall’I’market, senza dimenticare la possibilità di sincronizzare il tutto on line tramite la nuvola del web, che guarda caso si chiama I’mCloud : ecco il biglietto da visita dell’ I’m Watch, pubblicizzato con soltanto duemila euro al giorno (per un paio di mesi) spesi in inserzioni sul canale mondiale di proprietà della casa di Mountain View.</p>
<p>Se provaste a chiedere ai due giovani a cos’ha portato la loro idea vi risponderebbero così : “abbiamo aperto una sede a Santa Clara, in California, e un’altra nel centro di Milano; l’orologio – in prevendita a 150 euro sul sito imwatch.com rispetto al prezzo di listino che sarà attorno ai 299 euro – ha raccolto già oltre centomila prenotazioni “sulla fiducia” incassando oltre 10 milioni di euro di acconti sulle vendite”; i due maghi dell’hi-tech inizieranno ad evadere i primi ordini a fine gennaio dopo il lancio ufficiale che si terrà a Las Vegas durante il Ces, Consumer electronic show, la più grande fiera al mondo di tecnologia.</p>
<p>Oltre al modello base con una gamma di sette colori l’ I’m Watch verrà prodotto anche con materiali esclusivi e di lusso : carbonio,titanio,oro rosa, oro bianco e nero con prezzi che varieranno da 499 a 12.000 euro.</p>
<p>Ad oggi sono stati siglati contratti di distribuzione in 43 paesi, senza contare i prossimi accordi che verranno stipulati con Usa, Cina e Russia…ancora siamo agli albori di un fenomeno tecnologico globale.</p>
<p>(Foto copertina: www.androidworld.it)</p>
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		<title>La piccola Obermutten diventa globale</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 08:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Crimella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Obermutten  posta la foto del tuo profilo sulla bacheca comunale grazie al solo click su “I likeit!”. <a href="http://officineformative.it/la-piccola-obermutten-diventa-globale/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/la-piccola-obermutten-diventa-globale/">La piccola Obermutten diventa globale</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Innovazione, globalizzazione, digitalizzazione. Cos’hanno in comune queste ed altre decine di parole che potremmo trovare in una delle tante – mai troppe – copie vendute del “Devoto – Oli” ? Il medesimo suffisso con significato di “persone che svolgono l’attività di…” o “attività di…”</p>
<p>Croce e delizia dei nostri tempi, augurio di sviluppo e timore d’ognuno di perder la rotta dettata dal passo veloce delle mode e delle idee il nuovo meltinpot è stato portatore di innovative e feconde metodologie d’integrazione finora nemmeno immaginate.</p>
<h3>Obermutten! Chi?</h3>
<p>Ma si, quel paesino nel canton dei Grigioni in Svizzera che posta la foto del tuo profilo sulla bacheca comunale grazie al solo click su “I likeit!”. Tanto è bastato, e che non si dica che non è innovazione questa, per far si che tutto il mondo conosciuto parli di un paesino sperduto fra le montagne; 80 residenti in tutto.</p>
<p><a href="http://i0.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2011/12/Obermutten-GR-520x274-e1321440543863.jpg" rel='colorbox'><img class="alignleft size-medium wp-image-9214" alt="La piccola Obermutten diventa globale innovazione punti di vista " src="http://i1.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2011/12/Obermutten-GR-520x274-e1321440543863-300x155.jpg?resize=300%2C155" title="La piccola Obermutten diventa globale" data-recalc-dims="1" /></a>L’algoritmo è tanto semplice quanto geniale : Aggiungete ad una base di social network un pc, una linea telefonica, qualche ragazzino dalla mano a forma di mouse ed una buona idea per far conoscere al mondo la vostra città natale ed ecco che 60 milioni di persone parlano di voi, del luogo in cui siete nati e cresciuti.</p>
<p>Se poi la location in vetrina ha delle attrazioni naturali da visitare, degli scorci di panorama imperdibili, un dolce tipico o anche soltanto la promessa di un sorriso all’arrivo di ogni visitatore, beh, sicuramente verrà invasa da centinaia di persone che oltre al “I likeit” posteranno commenti su bacheche, forum di viaggi, blog, innescando un passaparola telematico dall’enorme potere mediatico: e proprio la lettura del noto e conosciutissimo blogguerrilla ha dato spunto a questo mio scritto.</p>
<p>Pubblicità gratuita a livello davvero globale con un’idea semplice : ti piaccio? allora metto la tua foto sulla bacheca. Geniale.</p>
<p>Rimane da capire se la scelta di operare o meno sui canali digitali sia un’opzione o una costrizione; se la globalizzazione possa essere gestita o se non sia proprio lei a gestire e ad imporre a noi stessi le nostre scelte.</p>
<p>Idee spontanee o indotti tecnologici? A noi followers l’ardua sentenza.</p>
<p>(Foto: giovannifilareti.blogspot.com)</p>
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