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	<title>OFF - Officine Formative &#187; Stefano Perrone</title>
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	<description>Entri con un&#039;idea, esci con un&#039;impresa.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 May 2013 10:42:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Aggirare gli ostacoli per innovare: il caso Earthbound Farm</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 13:23:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Perrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[idea]]></category>
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		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[opportunità]]></category>
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		<category><![CDATA[spirito di gruppo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quando si decide di innovare, non si sceglie di fare cose facili, ma difficili. Il caso Earthbound Farm mostra come l'innovazione possa nascere dall'aggirare gli ostacoli. <a href="http://officineformative.it/innovare/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/innovare/">Aggirare gli ostacoli per innovare: il caso Earthbound Farm</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: justify;">Quando si decide di innovare, non si sceglie di fare cose facili, ma difficili.</h1>
<p style="text-align: justify;">Altrimenti, probabilmente, qualcuno le avrebbe fatte prima di noi. Ecco perché, a fianco di chi ha l’idea, ci vuole chi la organizza, ruolo che può indossare le scarpe dell’<strong>ostacolista.</strong></p>
<h2 style="text-align: justify;">Chi è l&#8217;ostacolista</h2>
<p style="text-align: justify;">L’ostacolista è chi, all’interno dell’organizzazione, <strong>sviluppa la capacità di superare gli ostacoli</strong> che possono essere rappresentati da vincoli, budget limitati e scadenze ravvicinate. Sa che per farlo non bisogna necessariamente scontrarsi con i problemi sul difficile percorso che porta un’idea alla sua realizzazione ma aggirarli, attaccarli da un’altra angolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ostacolo che questa figura non incontra mai è il desiderio di protagonismo. Per sua natura, l&#8217;ostacolista porta avanti con <strong>tenacia</strong> le sue idee mantenendo ben <strong>presente il contesto</strong>, preservando lo spirito di gruppo, sapendo che <strong>la sua idea è più importante dell&#8217;immagine personale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Potremmo dire che rischia ma a <strong>“ragion veduta”</strong> e per il bene della squadra.<strong> Sa fare un passo indietro</strong>, è <strong>cocciuto</strong> ed è per questo che <strong>sa aspettare il momento opportuno.</strong> La fretta non gli appartiene.</p>
<p style="text-align: justify;">Soprattutto, <strong>regala spesso la sua idea al gruppo di lavoro</strong>, a chi ha più possibilità di portarla a termine, rinunciando ad apparire in prima persona.</p>
<p style="text-align: justify;">In team la presenza di <strong>un ostacolista permette di trasformare i problemi in opportunità.</strong></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong><br />
Quando l&#8217;ostacolo diventa opportunità: <a href="http://www.ebfarm.com/">Earthbound Farm</a></strong></h2>
<p style="text-align: justify;">
<img class="size-medium wp-image-8311 alignleft" title="Aggirare gli ostacoli per innovare: il caso Earthbound Farm" alt="Aggirare gli ostacoli per innovare: il caso Earthbound Farm innovazione punti di vista " src="http://i1.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2013/01/earthbound_farms.jpg?resize=300%2C230" data-recalc-dims="1" />E<a href="http://www.ebfarm.com/">arthbound F</a><a href="http://www.ebfarm.com/">arm</a>, uno dei più grandi centri di coltivazione e distribuzione di prodotti biologici nacque da un ostacolo trasformato in opportunità inventando <strong>“la busta di insalata”</strong>. Myra Goodman e il marito, abbandonata New York, decise di coltivare insalata in una piccola fattoria fornendo un rinomato ristorante.</p>
<p>Ogni giorno, finita la giornata nei campi, i Goodman non avevano le forze di lavare e prepararsi l’insalata, così decisero, una volta a settimana, di lavare la verdura e imbustarla in porzioni per due per i giorni seguenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando perdettero il loro cliente unico ecco aprirsi un nuovo mercato: perché non fornire la Grande Mela di buste di insalata monodose? Detto fatto, Earthbound Farm diventò la prima a proporre sul mercato un articolo che negli Stati Uniti: ora vale circa <strong>1,5 miliardi di dollari di fatturato l’anno</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Se l’insalata può diventare innovazione, ciò significa che anche nei settori più maturi c’è spazio di innovare, <strong>trasformando gli ostacoli in opportunità</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nintendo: l&#8217;innovazione del target per superare una crisi</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Dec 2012 14:12:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Perrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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		<category><![CDATA[segmentazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nintendo si è avventurata nell’innovazione del proprio target e ha vinto la sua battaglia. Ma i competitor non sono rimasti a guardare. Cosa farà per fronteggiare il loro attacco? Come sarà il mercato dei videogame tra 5 anni? <a href="http://officineformative.it/nintendo-innovazione/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/nintendo-innovazione/">Nintendo: l&#8217;innovazione del target per superare una crisi</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: justify;">Come emergere in situazioni di mercato complesse?</h1>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nintendo</strong> è un’azienda nata come produttrice di carte da gioco. Noi la conosciamo come una delle più forti case produttrici di videogame. <strong>La sua non è sempre stata una storia di successo</strong>: nei suoi 120 anni di vita, in ben due occasioni l’azienda giapponese si è trovata a fronteggiare situazioni di mercato complesse che avrebbero potuto addirittura comprometterne l’esistenza.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Due momenti di crisi</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>La prima è stata negli anni ‘60</strong>, quando si è accorta che la commercializzazione delle carte da gioco non era più redditizia e che a lungo andare non avrebbe potuto permettere un adeguato sviluppo all’azienda. <strong>La seconda è stata alla fine degli anni ‘90</strong>, quando ha capito che continuare a competere nel mercato dei videogame era diventato troppo oneroso.</p>
<h2 style="text-align: justify;">La sfida dell&#8217;innovazione</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come ha vinto Nintendo la sua sfida?</strong> Ha intuito l’opportunità di<strong> innovare reinventando l’utilizzo dei videogame</strong> e rivolgendosi a nuovi clienti. Fino a quel momento il mercato si era rivolto solamente a bambini, teenager e appassionati. L’azienda <strong>ha creato la Wii</strong>, una nuova console che rappresenta un modo rivoluzionario di concepire il gioco: la possibilità di vivere un’esperienza complessiva, fisica e relazionale, apre le porte a una clientela sempre più vasta, intercettata anche grazie ad un’offerta iper-segmentata dei prodotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nintendo si è avventurata nell’innovazione del proprio target e ha vinto la sua battaglia. Ma <strong>i competitor non sono rimasti a guardare.</strong> Cosa farà per fronteggiare il loro attacco? Come sarà il mercato dei videogame tra 5 anni?</p>
<h2 style="text-align: justify;">Le ragioni del successo</h2>
<p style="text-align: justify;">Questo esempio di innovazione mostra come l’impegno aziendale non sia rivolto solo ed esclusivamente verso un’innovazione di processo o di prodotto, ma è rivolto verso un’innovazione integrata che attraverso l’innovazione di processo porta verso un prodotto innovativo col potenziale appeal di attirare un nuovo target di clientela.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, <strong>il management è stato in grado di cogliere le mutate esigenze dei consumatori</strong>: non ricercano più solo oggetti, ma sono strettamente interessati ai simboli che questi oggetti trasmettono. In questo modo l’atto dell’acquisto non è più solo e semplice consumo ma riveste un aspetto sociale che coinvolge l’<strong>identità del consumatore.</strong></p>
<p> (Foto copertina: www.wiitalia.it)</p>
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		<title>Strategie di ingresso nel mercato per una startup</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2012 11:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Perrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Startup]]></category>
		<category><![CDATA[business idea]]></category>
		<category><![CDATA[carlo alberto pratesi]]></category>
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		<category><![CDATA[Start Up]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Strategie di ingresso nel mercato per una startup: questo l'argomento della lezione di domenica 4 novembre che verrà tenuta da Carlo Alberto Pratesi. <a href="http://officineformative.it/strategie-di-ingresso-nel-mercato-per-una-startup/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/strategie-di-ingresso-nel-mercato-per-una-startup/">Strategie di ingresso nel mercato per una startup</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1>Startup e strategie di ingresso nel mercato</h1>
<p style="text-align: justify;">Strategie di ingresso nel mercato per una startup: questo l&#8217;argomento della lezione di domenica 4 novembre che verrà tenuta da <a title="Strategie di ingresso nel mercato: l'esperto Carlo Alberto Pratesi" href="http://www.linkedin.com/in/carloalbertopratesi" target="_blank"><strong>Carlo Alberto Pratesi</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.officineformative.it/2012/10/31/make-it-carlo-alberto-pratesi/pratesi_alta/" rel="attachment wp-att-6288"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6288" title="Strategie di ingresso nel mercato per una startup" alt="Strategie di ingresso nel mercato per una startup startup punti di vista corsi 2 " src="http://i0.wp.com/www.officineformative.it/wp-content/uploads/pratesi_alta.jpg?resize=150%2C150" rel='colorbox' data-recalc-dims="1" /></a>Carlo Alberto Pratesi è professore ordinario di Economia e gestione delle Imprese all’università Roma Tre dove tiene due corsi: Marketing al triennio, e “Marketing, innovazione e sostenibilità” nel corso di laurea magistrale in Economia e Management. Fino al 2012 è stato anche docente di Corporate Communication. Dal 1999 è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e svolge attività di consulenza per primarie aziende. È scientific advisor del Barilla Center for Food and Nutrition e responsabile editoriale della rivista “Officina” di Ina Assitalia. Con Paolo Merialdo e Augusto Coppola ha fondato InnovAction Lab: un percorso formativo che insegna agli studenti universitari a lavorare in team per sviluppare un’idea di business da presentare in modo efficace ai fondi di venture capital. È autore di numerose pubblicazioni, tra le quali: <em>Il marketing dei prodotti alimentari di marca</em> (1995);<em> Il marketing dei servizi ad alta tecnologia</em> (1996); <em>Sviluppare la fedeltà ascoltando il cliente</em> (1997); <em>Il marketing del made in Italy</em> (2001); <em>Piano di Marketing dei nuovi prodotti</em> (2002); <em>Branding</em> (2006); <em>Marketing</em> (2006); <em>Marketing televisivo</em> (2010); <em>Mobile Apps</em> (2011);<em> INA Assitalia. Cento anni insieme a voi</em> (2012).</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, durante la lezione affronterà temi quali:</p>
<p style="text-align: justify;">   • Analisi della domanda;</p>
<p style="text-align: justify;">   • Valutazione del potenziale;</p>
<p style="text-align: justify;">   • Segmentazione e targeting;</p>
<p style="text-align: justify;">   • Analisi della concorrenza;</p>
<p style="text-align: justify;">   • Posizionamento;</p>
<p style="text-align: justify;">   • Strategia e piano di marketing;</p>
<p style="text-align: justify;">   • Decisioni relative al prezzo, alla comunicazione e alla distribuzione del prodotto/servizio;</p>
<p style="text-align: justify;">   • Le strategie di brand.</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo del docente è quello di impostare un percorso di marketing che sia contestuale allo sviluppo dell’idea di business, evitando di trattare le problematiche del mercato solo nella fase a valle.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi aspettiamo lunedì per gli aggiornamenti sul week-end del 3-4 novembre nella sezione &#8220;eventi&#8221; del sito. Stay tuned!</p>
<p><a href="http://officineformative.it/strategie-di-ingresso-nel-mercato-per-una-startup/">Strategie di ingresso nel mercato per una startup</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF &#8211; Officine Formative</a></p>
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		<title>Acacia Cleantech: produci la tua energia eco-compatibile!</title>
		<link>http://officineformative.it/intervista-di-officine-formative-a-fabrizio-siracusano-di-acacia-cleantech/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Sep 2012 09:51:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Perrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Acacia Cleantech]]></category>
		<category><![CDATA[bootcamp]]></category>
		<category><![CDATA[business model]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[startup initiative]]></category>
		<category><![CDATA[team working]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Acacia Cleantech. Si tratta di una startup lanciata nel 2012 come spin-off del politecnico di Torino, il cui obiettivo è quello di produrre e commercializzare micro generatori di energia. <a href="http://officineformative.it/intervista-di-officine-formative-a-fabrizio-siracusano-di-acacia-cleantech/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/intervista-di-officine-formative-a-fabrizio-siracusano-di-acacia-cleantech/">Acacia Cleantech: produci la tua energia eco-compatibile!</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
</p><p>The post <a href="http://officineformative.it/intervista-di-officine-formative-a-fabrizio-siracusano-di-acacia-cleantech/">Acacia Cleantech: produci la tua energia eco-compatibile!</a> appeared first on <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Fabrizio Siracusano ci racconta la sua StartUp.</h1>
<p style="text-align: justify;">Durante il <strong>bootcamp di StartUp Initiative</strong>, che si è svolto presso la sede di Officine Formative a Milano, abbiamo avuto la possibilità di intervistare giovani imprenditori che hanno deciso di lanciare la propria startup.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi vi presentiamo <strong>Fabrizio Siracusano di Acacia Cleantech</strong>. Si tratta di una startup lanciata nel 2012 come spin-off del politecnico di Torino, il cui obiettivo è quello di<strong> produrre e commercializzare micro generatori di energia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"> Al nostro ospite abbiamo chiesto di raccontarci di <strong>come è nata l&#8217;idea di lanciare Acacia Cleantech sul mercato, quali sono state le basi che hanno portato alla formazione del team e qual è il business model che guida l&#8217;azienda.</strong></p>
<p>Buona visione!</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/3uy_ru0zu8A" height="315" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><a href="http://officineformative.it/intervista-di-officine-formative-a-fabrizio-siracusano-di-acacia-cleantech/">Acacia Cleantech: produci la tua energia eco-compatibile!</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF &#8211; Officine Formative</a></p>
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		<title>IBAN: Italian Business Angel Network &#8211; 2° parte</title>
		<link>http://officineformative.it/2-parte-dellintervista-a-tomaso-marzotto-caotorta-segretario-generale-di-iban/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2012 12:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Perrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[angel]]></category>
		<category><![CDATA[business angel]]></category>
		<category><![CDATA[IBAN]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nel laboratorio di OFF, abbiamo avuto il piacere di ospitare il Dott. Tomaso Marzotto Caotorta, Socio Fondatore e Segretario Generale IBAN – Italian Business Angel Network. <a href="http://officineformative.it/2-parte-dellintervista-a-tomaso-marzotto-caotorta-segretario-generale-di-iban/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/2-parte-dellintervista-a-tomaso-marzotto-caotorta-segretario-generale-di-iban/">IBAN: Italian Business Angel Network &#8211; 2° parte</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
</p><p>The post <a href="http://officineformative.it/2-parte-dellintervista-a-tomaso-marzotto-caotorta-segretario-generale-di-iban/">IBAN: Italian Business Angel Network &#8211; 2° parte</a> appeared first on <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/tMzYGVIr5QU" height="360" width="640" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Nel laboratorio di OFF, abbiamo avuto il piacere di ospitare il Dott. Tomaso Marzotto Caotorta, Socio Fondatore e Segretario Generale IBAN – Italian Business Angel Network.</p>
<p>Queste le domande che gli abbiamo posto:</p>
<p>1. Per lo sviluppo di una giovane impresa contano di più le prospettive internazionali o il radicamento sul territorio?<br />
2. Cosa direbbe a quei giovani che pensano di dover andare all’estero per cominciare un business?<br />
3. Tre brevi consigli che si sente di dare a chi vuole fare impresa e cerca dei finanziatori.</p>
<p>Dalla nostra redazione a lui va un grande ringraziamento per la sua disponibilità e i preziosi consigli di cui speriamo molti facciano tesoro.</p>
<p><a href="http://officineformative.it/2-parte-dellintervista-a-tomaso-marzotto-caotorta-segretario-generale-di-iban/">IBAN: Italian Business Angel Network &#8211; 2° parte</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF &#8211; Officine Formative</a></p>
<p>The post <a href="http://officineformative.it/2-parte-dellintervista-a-tomaso-marzotto-caotorta-segretario-generale-di-iban/">IBAN: Italian Business Angel Network &#8211; 2° parte</a> appeared first on <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>IBAN: Italian Business Angel Network- 1° parte</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Sep 2012 11:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Perrone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[startup]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nel laboratorio di OFF, abbiamo avuto il piacere di ospitare il Dott. Tomaso Marzotto Caotorta, Socio Fondatore e Segretario Generale IBAN – Italian Business Angel Network –, associazione che si occupa da 13 anni di promuovere l'attività di investimento nel capitale di rischio in Italia e in Europa. <a href="http://officineformative.it/intervista-a-tomaso-marzotto-caotorta-segretario-generale-di-iban-parte-1/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/intervista-a-tomaso-marzotto-caotorta-segretario-generale-di-iban-parte-1/">IBAN: Italian Business Angel Network- 1° parte</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/zL5HEabe_Gs" height="360" width="640" frameborder="0"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel laboratorio di OFF, abbiamo avuto il piacere di ospitare il Dott. Tomaso Marzotto Caotorta, Socio Fondatore e Segretario Generale <a href="http://www.iban.it/" target="_blank">IBAN – Italian Business Angel Network</a> –, associazione che si occupa da 13 anni di promuovere l&#8217;attività di investimento nel capitale di rischio in Italia e in Europa.</p>
<p>Queste le domande che gli abbiamo posto:<br />
1. Cosa ha da offrire un BA rispetto ai canali di finanziamento tradizionali? È solo una questione di rischio o anche mentoring e consulting giocano la loro parte?<br />
2. Vi occupate solo di startup o anche aziende strutturate già presenti sul mercato?<br />
3. Finanziare con capitale di rischio è un’arte che richiede fiuto ed esperienza: che dati considerate più importanti nella valutazione di un’impresa?</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Make it: parte il percorso formativo per potenziare la tua startup!</title>
		<link>http://officineformative.it/make-it-parte-il-percorso-per-potenziare-la-tua-startup/</link>
		<comments>http://officineformative.it/make-it-parte-il-percorso-per-potenziare-la-tua-startup/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 09:51:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Perrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Startup]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.officineformative.it/?p=5149</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il 20 ottobre 2012 partirà la prima edizione di make it, il percorso formativo dedicato a potenziare le competenze imprenditoriali del team della tua startup. <a href="http://officineformative.it/make-it-parte-il-percorso-per-potenziare-la-tua-startup/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/make-it-parte-il-percorso-per-potenziare-la-tua-startup/">Make it: parte il percorso formativo per potenziare la tua startup!</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>Il 20 ottobre 2012 partirà la prima edizione di make it, il percorso formativo dedicato a potenziare le competenze imprenditoriali del team della tua startup.</h2>
<p>Partecipare è facile e gratuito; basta compilare questo form entro il 16 settembre 2012 e se la tua idea sarà selezionata dai nostri esperti, tu e il tuo team potrete fruire di <span style="color: #ffffff; background-color: #ff6600;"><strong>un percorso formativo gratuito</strong></span> che consentirà di apprendere come costruire un business model, gestire strategie di marketing, definire le risorse finanziarie necessarie, proteggere la proprietà intellettuale, generare un business plan e imparare come presentarlo agli investitori.</p>
<p>Durante questo periodo i partecipanti fruiranno di:</p>
<ul>
<li><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt; <span style="background-color: #ff6600; color: #ffffff;">Alta formazione</span> </strong></span> erogata dai migliori professionisti che operano quotidianamente nei rispettivi settori</li>
<li><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt; <span style="background-color: #ff6600; color: #ffffff;">Spazio di lavoro</span> </strong></span> per il team (max 4 persone) scrivania + free internet nel laboratorio delle Officine</li>
<li><strong><span style="color: #ff6600;">&gt; <span style="background-color: #ff6600; color: #ffffff;">Tutor</span> </span> </strong>che affiancheranno i neo imprenditori per realizzare il business plan con incontri dedicati one to one</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al termine del percorso ogni startup potrà presentare la propria idea a <strong>Startup Initiative,</strong> il programma di Intesa Sanpaolo che consente di avere accesso ad un network internazionale di investitori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium; color: #ff6600;"><strong>Che aspetti? </strong></span></p>
<h2><span style="background-color: #ff6600; color: #ffffff;"><a href="#proponi"><span style="color: #ffffff; background-color: #ff6600;">&gt;&gt; Proponi la tua startup &gt;&gt;</span></a></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.officineformative.it/proponiti/proponiti-percorso-make-it/"><img class="alignnone size-full wp-image-5155" title="Make it: parte il percorso formativo per potenziare la tua startup!  " alt="Make it: parte il percorso formativo per potenziare la tua startup!   startup punti di vista " src="http://i0.wp.com/www.officineformative.it/wp-content/uploads/foto-OFF-laboratorio.jpg?resize=550%2C299" rel='colorbox' data-recalc-dims="1" /></a></p>
<h3><strong>Calendario corsi </strong></h3>
<p>Executive summary: team + business idea</p>
<p><strong>20-ott</strong>   <a href="#legal">Legal &amp; contracts</a></p>
<p><strong>21-ott</strong>   <a href="#ip">IP Protection &amp; Innovation Management  </a></p>
<p><strong>27-ott</strong>   <a href="#bm">Business modeling</a></p>
<p><strong>28-ott</strong>   <a href="#core">Core value proposition &amp; customer development approach</a></p>
<p><strong>03-nov</strong>  <a href="#mkt">Market</a></p>
<p><strong>04-nov</strong>  <a href="#goto">Go To Market</a></p>
<p><strong>10-nov</strong>  <a href="#hr">Piano Operativo + HR</a></p>
<p><strong>11-nov</strong>  <a href="#risk">Risk assessment &amp; management</a></p>
<p><strong>17-nov </strong><a href="#af">Analisi finanziaria</a></p>
<p><strong>18-nov </strong><a href="#cap">Capital budgeting, pianificazione e programmazione finanziaria</a></p>
<p><strong>24-nov</strong>  <a href="#bp">Business plan</a></p>
<p><strong>25-nov</strong>  <a href="#ee">Entry &amp; exit</a></p>
<p><strong>1 e 2 -dic </strong>- <a href="#net">Networking &amp; pitching</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* il programma dei corsi o le date potrebbero subire delle modifiche </em></p>
<p>I corsi si svolgeranno presso il laboratorio delle Officine Formative a Milano in via Cechov, 50/5.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Programma dei corsi</h2>
<h3><a name="legal"></a>Legal &amp; contracts</h3>
<p><strong>Cosa imparerai:</strong></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong></span> Conoscere le forme legali più convenienti per strutturare la propria startup</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Orientarsi e comprendere i tipi di contratto più comune che si dovranno stipulare</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong></span> Orientarsi e comprendere le clausole di un term sheet</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="ip"></a>IP Protection &amp; Innovation Management</h3>
<p><strong>Cosa imparerai:</strong></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong></span> Conoscere le diverse forme legali di tutela del proprio prodotto</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Comprendere come gestire la ricerca e l’innovazione all’interno della startup</p>
<h3><a name="bm"></a>Business modeling</h3>
<p><strong>Cosa imparerai:</strong></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong></span> Comprendere come costruire un business model che funzioni per la propria startup</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong></span> Analizzare la combinazione prodotto/cliente modello di business per rilevarne eventuali criticità</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="core"></a>Core value proposition &amp; customer development approach</h3>
<p><strong>Cosa imparerai:</strong></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Comprendere i bisogni e le caratteristiche dei clienti di riferimento al fine di definire l’offerta</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Analizzare e punti di forza e le criticità della propria value proposition</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="mkt"></a>Market</h3>
<p><strong>Cosa imparerai:</strong></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong></span> Analizzare il mercato di riferimento, effettuare la segmentazione dei clienti e la stima del mercato obiettivo</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Effettuare l’analisi del settore di riferimento in cui la startup opera (concorrenza, fornitori, barriere all’ingresso e opportunità)</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Imparare ad analizzare gli elementi del vantaggio competitivo</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Effettuare la SWOT Analysis</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="goto"></a>Go To Market</h3>
<p><strong>Cosa imparerai:</strong></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong></span> Capire le leve e i canali da utilizzare per raggiungere il proprio mercato obiettivo</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Redigere un piano di marketing strategico e operativo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="hr"></a>Piano Operativo + HR</h3>
<p><strong>Cosa imparerai:</strong></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong></span> Redigere il piano operativo dei primi 6-12 mesi della startup</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Analizzare il fabbisogno di risorse umane e le diverse competenze necessarie per il successo della propria startup</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Comprendere come motivare e gestire il team</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Imparare a gestire il tempo, controllando i livelli di stress</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="risk"></a>Risk assessment &amp; management</h3>
<p><strong>Cosa imparerai:</strong></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong></span> Imparare ad identificare, analizzare e gestire le diverse tipologie di rischio a cui la startup è esposta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="af"></a>Analisi finanziaria</h3>
<p><strong>Cosa imparerai:</strong></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Imparare ad analizzare i flussi di cassa della propria startup</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Imparare a definire il fabbisogno finanziario della startup</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="cap"></a>Capital budgeting, pianificazione e programmazione finanziaria</h3>
<p><strong>Cosa imparerai:</strong></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Imparare ad effettuare proiezioni finanziarie finalizzate alla valutazione della startup</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Introduzione alle metodologie di valutazione utilizzate dai VC</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="bp"></a>Business plan</h3>
<p><strong>Cosa imparerai:</strong></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Il piano delle vendite</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Il piano della produzione</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Il piano degli investimenti</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Il piano delle fonti di finanziamento</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Sostenibilità finanziaria</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Putting it All Together</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="ee"></a>Entry &amp; exit</h3>
<p><strong>Cosa imparerai:</strong></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Capire il mondo degli investitori in capitale di rischio, il loro approccio alle startup, le logiche di valutazione degli investimenti e delle exit</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Capire come prepararsi prima di presentarsi ad un VC e quali errori non fare di fronte ad un VC</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="net"></a>Networking &amp; pitching</h3>
<p><strong>Cosa imparerai:</strong></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong> </span>Capire come presentarsi efficacemente ad un pubblico di investitori</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&gt;</strong></span> Capire le basi per fare networking e fare un po’ di pratica&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="proponi"></a>Proponi la tua startup</h3>
<p><!-- BEGIN Podio web form --><br />
<script type="text/javascript" src="http://podio.com/webforms/1803533/118708.js"></script></p>
<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[
// < ![CDATA[
// < ![CDATA[
// < ![CDATA[
// < ![CDATA[
// < ![CDATA[
// < ![CDATA[
// < ![CDATA[
// < ![CDATA[
// < ![CDATA[
_podioWebForm.render("118708")
// ]]&gt;</script></p>
<div class="podio-webform-container"></div>
<p><!-- END Podio web form --></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Marketing e innovazione nel settore agroalimentare: Australia leader del settore</title>
		<link>http://officineformative.it/marketing-e-innovazione-nel-settore-agroalimentare/</link>
		<comments>http://officineformative.it/marketing-e-innovazione-nel-settore-agroalimentare/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 15:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Perrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[guest]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.officineformative.it/?p=4998</guid>
		<description><![CDATA[<p>Durante la mia recente esperienza in Australia, credo di aver individuato alcuni fattori che, a mio avviso, stanno portando il marchio "made in Australia" e i suoi prodotti agroalimentari alla crescente attenzione di molti appassionati di enogastronomia a livello mondiale <a href="http://officineformative.it/marketing-e-innovazione-nel-settore-agroalimentare/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/marketing-e-innovazione-nel-settore-agroalimentare/">Marketing e innovazione nel settore agroalimentare: Australia leader del settore</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1>Made in Australia: marketing e innovazione nell&#8217; agroalimentare</h1>
<p>Poco tempo fa partecipavo ad una conversazione riguardante il marketing del settore agroalimentare. Poco dopo la discussione era sfociata in un insieme di riflessioni riguardanti quanto il nostro <strong>settore agroalimentare sia incapace di &#8220;fare sistema&#8221;</strong> e di crescere culturalmente, implementando politiche di marketing moderne ed efficaci, in un percorso di crescita che veda protagonisti sia le istituzioni sia gli imprenditori.</p>
<p>Riflettendo sulla conversazione, pensavo a quanto potrebbe essere utile, per un imprenditore del settore agroalimentare, trovare <strong>modelli di successo a cui ispirarsi</strong>. A questo proposito, durante la mia recente esperienza in Australia, credo di aver individuato alcuni fattori che, a mio avviso, stanno portando il marchio <strong>&#8220;made in Australia&#8221;</strong> e i suoi prodotti agroalimentari alla crescente attenzione di molti appassionati di enogastronomia a livello mondiale. Giusto per citare un esempio, si pensi ai vini australiani e neozelandesi, la cui fama e diffusione a livello globale hanno creato, soprattutto in passato, grattacapi anche a produttori storici come Francia ed Italia, che hanno una tradizione vinicola centenaria.</p>
<h2><span style="font-size: large;"><strong>Innovazione, marketing, fattore made in<br />
</strong></span></h2>
<p>La formula magica pare consistere in tre fattori fondamentali: <strong>orientamento all&#8217;innovazione, cultura di marketing, </strong>supporto delle istituzioni locali e nazionali nella creazione di un “<strong>fattore made in”</strong>.</p>
<h3>Food is cool</h3>
<p>Cominciamo con il dire che il <strong>settore del food</strong> ha sperimentato, soprattutto a Sydney, una notevole crescita negli ultimi anni. Questa, probabilmente, è stata una delle scintille che hanno permesso ai produttori australiani di crescere rapidamente ed ottenere un&#8217;ampia visibilità, esaltata anche dall&#8217;attrattività che l&#8217;Australia esercita come meta turistica. Come contorno, si deve aggiungere la presenza sempre più massiccia di ristoranti rinomati e chef famosi in città come Sydney e Melbourne.</p>
<h4>Comunicazione sui media</h4>
<p>Nel mercato interno inoltre si può notare una crescente passione per cibi di nicchia e di alta qualità, stimolata sapientemente anche da <strong>programmi come &#8220;Masterchef Australia&#8221;</strong>, che non solo hanno avuto un ottimo riscontro a livello nazionale, ma anche a livello internazionale (basti pensare che il programma, nella sua versione australiana, viene riproposto persino in Italia da Sky).</p>
<h4>Brand di qualità, cura nel packaging</h4>
<p>Date queste favorevoli condizioni, si può notare quanto alcune produzioni di nicchia si stiano velocemente creando un certo prestigio. Visitando alcuni dei caratteristici mercati di Sydney, si può presto capire il perché. Tanto per citare un esempio, <a href="http://www.eveleighmarket.com.au/">nel mercato di Eveleigh a Sydney</a>, che raccoglie decine di produttori locali, si può notare con che lungimiranza i farmers abbiano saputo investire nella creazione di un loro<strong> brand, </strong>nella<strong> cura del packaging</strong> (quasi sempre di altissima qualità produttiva, altamente distintivi ed innovativi).</p>
<h4>Qualità e innovazione</h4>
<p>Il tutto viene condito con un buon orientamento al cliente e con una ottima <strong>capacità di interazione</strong> da parte dei venditori. Molti farmers hanno saputo inoltre creare <strong>prodotti innovativi di qualità</strong> sorprendente. Sono stato positivamente scioccato, nell&#8217;assaggiare i prodotti esposti al mercato (latticini, carni, salumi, oli vegetali, dolci, vini e molti altri) della loro <strong>qualità e genuinità</strong>, che certamente non mi aspettavo arrivassero ai livelli che ho potuto sperimentare. Ad Eveleigh non mancano nemmeno le sorprese: è infatti possibile incontrare la famosa chef Kyle Kwong, ospite pressochè fissa del mercato con uno stand proprio.</p>
<h4>Qualità certificata</h4>
<p>Inoltre, si può notare anche come molti dei produttori di nicchia incrementino il valore dei propri prodotti con<strong> certificazioni</strong> che comprovino l&#8217;utilizzo di tecniche di agricoltura biodinamiche, informando ed educando il cliente su come e dove vengono coltivati e trasformati i prodotti. Non si dimentichi che le certificazioni che comprovino la <strong>naturalità dei prodotti</strong> e la<strong> località in cui sono coltivati</strong> i prodotti sono stati segnalati, in una <a href="http://www.foodprocessing.com/industrynews/2011/innova-top10-food-trends-2012.html">recente ricerca</a> condotta da Innova Market Insights, come due tra i più importanti fattori di successo per i prodotti agroalimentari.</p>
<h3>Fattore made in</h3>
<p>Non da ultimo, le istituzioni australiane stanno collaborando con i produttori alla creazione di un<strong> &#8220;fattore made in&#8221;</strong>, anche grazie ad alcune piccole mosse di grande efficacia, come la standardizzazione dell&#8217;etichetta &#8220;made in Australia&#8221;. Tutte le produzioni australian made (anche quelle non agroalimentari) infatti possono fregiarsi di un&#8217;etichetta standard, facilmente riconoscibile dal consumatore.</p>
<h4>Riconoscibilità del brand</h4>
<p>Il punto di forza di questo sistema è la <strong>facile riconoscibilità </strong>della merce sugli scaffali, che rompe ogni ambiguità sull&#8217;origine del prodotto. In questo modo quindi, non solo si costruisce un valore intorno al &#8220;made in&#8221;, ma lo si rende facilmente riconoscibile al consumatore finale.</p>
<h4>Esportazione</h4>
<p>Nonostante l’atavica difficoltà nell’<strong>esportazione</strong> dei propri prodotti finiti, l’Australia sta lentamente costruendo delle solide fondamenta, che potranno permettere presto a molti produttori di nicchia di approcciare con più efficacia anche i mercati esteri. L’Australia guarda soprattutto alla Cina, un mercato gigantesco, verso il quale ha già sperimentato con successo l’esportazione di servizi legati al settore assicurativo e finanziario.</p>
<h3><strong><span style="font-size: large;">Business case : il miele Manuka<br />
</span></strong></h3>
<p>Un importante caso di successo che può essere preso ad esempio dal nuovo mondo è il “Manuka Honey”, un prodotto neozelandese che ha ottenuto negli ultimi anni una crescente popolarità a livello internazionale, dovuta all’implementazione di un efficace<strong> strategia di marketing</strong>.</p>
<h4>Esclusività</h4>
<p>Il prodotto viene percepito come <strong>“speciale” ed esclusivo</strong> dai consumatori, ed è attualmente venduto ad un premium price di circa 20 euro per un barattolo di 250 grammi. Il miele Manuka deve la sua fama alle sue caratteristiche intrinseche (antibatterico, antivirale, antisettico, antinfiammatorio) che lo rendono più simile ad un medicinale omeopatico che ad un dolcificante.</p>
<h4>Informazione</h4>
<p>Il marketing di questo prodotto è stato caratterizzato da sempre da una<strong> forte componente informativa</strong>, supportata da ricerche scientifiche svolte da enti universitari. Queste proprietà (che comunque non mancano ad altri mieli) sono state sfruttate sapientemente per colpire una <strong>nicchia di consumatori </strong>che a livello globale ha dimostrato di avere un alto potenziale.</p>
<h4>Diversificazione</h4>
<p>La<strong> gamma di prodotti</strong> derivante dal miele Manuka si sta attualmente espandendo a settori quali la cosmesi, il trattamento di malattie della pelle e delle ulcere gastriche, nonché al settore dolciario.</p>
<p>Proprio sull’onda del successo del miele Manuka, anche i produttori australiani hanno lanciato prodotti simili, come il miele Baringa, un miele che secondo gli apicoltori ha caratteristiche organolettiche persino migliori del famoso Manuka Honey.</p>
<h4><strong>Marketing non convenzionale</strong></h4>
<p>La presentazione di questo caso ha dimostrato nuovamente l’importanza del <strong>marketing</strong> nel costruire, comunicare e trasmettere il valore dei prodotti alle persone. Ancor più interessante è notare come degli <strong>approcci non convenzionali</strong> e delle strategie innovative siano riusciti a differenziare un prodotto come il miele, da sempre ritenuto una <em>commodity</em>.</p>
<h4>Sviluppo strategico nel futuro</h4>
<p>Un forte spirito imprenditoriale e una buona cultura nell’ambito del marketing stanno contribuendo in maniera sostanziale al crescente successo di alcuni prodotti provenienti dall’Australasia, ma ancor più intelligentemente stanno gettando le fondamenta per <strong>futuri sviluppi in mercati esteri.</strong> Il “fattore made in”, in questo contesto, è di importanza fondamentale. L’Australia e la Nuova Zelanda lo stanno costruendo a suon di marketing.</p>
<p>Massimiliano Brunelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Massimiliano Brunelli è un ex studente dell&#8217;Università degli Studi di Brescia, laureato in Marketing Management. Dopo la laurea si è trasferito nella città di Sydney per perfezionare il proprio inglese e maturare un&#8217;esperienza lavorativa all&#8217;estero. Scrive un blog (<a href="http://thebigcloudproject.wordpress.com" target="_blank">http://thebigcloudproject.wordpress.com</a>) che affronta i temi della Collaborative Innovation, della Co-creation e del Crowdsourcing, analizzandone il ruolo nei processi di innovazione, nelle strategie di marketing e nelle start-up di nuova generazione. Il Blog presenta approfondimenti e &#8220;case histories&#8221; con l&#8217;obiettivo di essere una risorsa per tutti coloro che vogliano studiare o mantenersi aggiornati sui temi trattati.</em></p>
<p><a href="http://officineformative.it/marketing-e-innovazione-nel-settore-agroalimentare/">Marketing e innovazione nel settore agroalimentare: Australia leader del settore</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF &#8211; Officine Formative</a></p>
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		<title>EGGSMART: la startup biomedicale che rivoluziona l&#8217;EGG</title>
		<link>http://officineformative.it/restart-intervista-startup-eggsmart/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Jul 2012 12:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Perrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Startup]]></category>
		<category><![CDATA[atlante venture]]></category>
		<category><![CDATA[biomedica]]></category>
		<category><![CDATA[eggsmart]]></category>
		<category><![CDATA[inteviste]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>All'evento Restart di Napoli abbiamo intervistato Alessandra Budillon di EGGSMART una startup in ambito biomedicale che intende progettare, industrializzare e commercializzare un dispositivo biomedicale, portatile e semplice da utilizzare, per realizzare l'esame diagnostico denominato elettrogastrografia (EGG). <a href="http://officineformative.it/restart-intervista-startup-eggsmart/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/restart-intervista-startup-eggsmart/">EGGSMART: la startup biomedicale che rivoluziona l&#8217;EGG</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1>EGGSMART rivoluziona l&#8217;EGG</h1>
<p>All&#8217;evento <strong>Restart</strong> di Napoli abbiamo intervistato Alessandra Budillon di <strong>EGGSMART</strong> una startup in ambito biomedicale che intende progettare, industrializzare e commercializzare un dispositivo biomedicale, portatile e semplice da utilizzare, per realizzare l&#8217;esame diagnostico denominato elettrogastrografia (EGG).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/3J7f6SzrHCo" height="338" width="600" frameborder="0"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il segnale elettrogastrografico è ottenuto misurando tramite elettrodi, posti sulla superficie cutanea dell&#8217;addome, l&#8217;attività elettrica gastrica nell&#8217;uomo.</p>
<p>La natura <strong>non invasiva</strong> di tale tecnica la rende uno strumento attraente sia per la ricerca che per la clinica.</p>
<p>Anomalie nell’EGG possono essere presenti in alcuni disturbi della funzione gastroduodenale determinando sintomi dispeptici. Il dispositivo sarà in grado di fornire parametri utili nella <strong>diagnosi e </strong>nel<strong> monitoraggio</strong> della terapia di tali sintomi.</p>
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		<title>Plain Ink: la startup culturale</title>
		<link>http://officineformative.it/plain-ink/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jun 2012 12:36:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Perrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Plain Ink]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Creando e distribuendo libri e altri materiali educativi ritenuti appropriati culturalmente, Plain Ink Onlus cerca inoltre di coinvolgere individui, villaggi, organizzazioni e governi locali a contribuire attivamente a costruire un futuro migliore. <a href="http://officineformative.it/plain-ink/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/plain-ink/">Plain Ink: la startup culturale</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1>Plain Ink: abbiamo intervistato <strong>Michela Bettinelli </strong></h1>
<p>PLAIN INK è una onlus che, attraverso libri, fumetti e <strong>storytelling</strong>, aiuta comunità in vari Paesi ad acquisire nuove conoscenze e gli strumenti adatti per crearsi una <a title="plain ink sito" href="http://www.plainink.org/" target="_blank">nuova realtà</a>.<br />
Creando e distribuendo libri e altri materiali educativi ritenuti appropriati culturalmente, Plain Ink Onlus cerca inoltre di coinvolgere individui, villaggi, organizzazioni e governi locali a contribuire attivamente a costruire un futuro migliore.</p>
<h3>Conosciamo meglio Plain Ink attraverso le parole di Michela Bettinelli</h3>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/NxFTtOeJdvM" height="428" width="570" frameborder="0"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Australia: terra fertile per start-up</title>
		<link>http://officineformative.it/australia-terra-fertile-per-start-up/</link>
		<comments>http://officineformative.it/australia-terra-fertile-per-start-up/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Jun 2012 12:23:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Perrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Startup]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>
		<category><![CDATA[guest]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un'analisi interessante delle startup in Australia fornita da Massimiliano Brunelli, esperto di innovazione, marketing e startup innovative. <a href="http://officineformative.it/australia-terra-fertile-per-start-up/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/australia-terra-fertile-per-start-up/">Australia: terra fertile per start-up</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
</p><p>The post <a href="http://officineformative.it/australia-terra-fertile-per-start-up/">Australia: terra fertile per start-up</a> appeared first on <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>L’Australia:  terra affascinante e ricca di opportunità per startup che vogliano sfruttare i vantaggi che l’ex colonia britannica sa offrire</h1>
<p>Seguendo l’onda degli ultimi mesi, la febbre da start-up non poteva non colpire anche qui. <strong>L&#8217;Australia è un Paese essenzialmente giovane, con istituzioni efficienti, un&#8217;economia che posa su solide basi ed un ambiente multi-culturale sia in ambito imprenditoriale che universitario.</strong> Considerate queste premesse, si può intuire come ci siano tutte le condizioni adatte per fare dell’Australia un terreno fertile per le start-up.</p>
<p>Anche nell&#8217;ex colonia, come in molti Paesi Occidentali, si sta osservando un nuovo boom di investimenti in imprese innovative dopo la bolla “dotcom” del 2000, nonostante si possano trovare anche imprese che nascono da modelli di business più tradizionali e meno legati al mondo della tecnologia.</p>
<h3>Le start-up da tenere d’occhio nella “terra dei canguri”.</h3>
<p><a href="http://i1.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/06/one-big-switch-energy-ipad.jpg" rel='colorbox'><img class="alignleft size-medium wp-image-7876" alt="Australia: terra fertile per start up startup punti di vista " src="http://i1.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/06/one-big-switch-energy-ipad.jpg?resize=300%2C201" title="Australia: terra fertile per start up" data-recalc-dims="1" /></a>La rivista australiana “BRW” ha recentemente stilato una classifica delle imprese più interessanti degli ultimi anni quattro anni. Tra le realta più interessanti c’è sicuramente <a href="http://www.onebigswitch.com.au/" target="_blank">One Big Switch</a>, start-up nata con l’obiettivo di creare “<strong>gruppi di acquisto” per i consumatori che vogliano negoziare condizioni convenienti per i mutui o tariffe più basse per l’energia elettrica.</strong> L’azienda, dopo un incoraggiante successo iniziale, sta già considerando di allargare il business alle assicurazioni e ad eventuali espansioni in nuovi mercati.</p>
<p>I fondatori di <a href="http://www.bugherd.com" target="_blank">BugHerd</a>, invece, hanno creato un <strong>software che permette una comunicazione efficace tra i web developers ed i propri clienti</strong>, che spesso non sono pratici di tecnologia. Il programma, semplice ed intuitivo, permette di rilevare, comunicare e risolvere tempestivamente i bug presenti su un sito web, che troppo spesso giacciono irrisolti o sono difficili da rilevare. La start-up è stata subito oggetto dell’attenzione di vari investitori e in poco meno di due anni ha saputo raccogliere circa 800.000 mila dollari di investimenti.</p>
<p><a href="http://www.imagebrief.com" target="_blank">ImageBrief</a>, invece, fa del crowdsourcing la sua risorsa principale. Il team fondatore ha creato un <strong>marketplace che connette fotografi professionisti con buyers provenienti da tutto il mondo</strong>. I buyers non devono fare altro che postare un brief con le caratteristiche ed i requisiti della foto che vogliono ed una deadline entro la quale hanno la necessità di riceverla; a quel punto i fotografi possono inviare i loro scatti. La peculiarità del sistema è che il buyer paga la fotografia solamente se e quando selezionerà lo scatto giusto per lui.</p>
<p>[n.d.r. relativamente ai temi crowdsourcing e crowdfunding segnaliamo due articoli apparsi recentemente sul blog: <a href="http://www.officineformative.it/2012/05/07/le-startup-in-off-skillbros/">Le startup in OFF: Skillbros</a> (un bell’esempio di crowdsourcing nostrano) e <a href="http://www.officineformative.it/2012/04/24/facile-dire-crowdfunding-ma-in-italia-puo-funzionare-davvero/">Facile dire “crowdfunding” ma in Italia può funzionare davvero?</a>]</p>
<p><a href="http://i2.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/06/mrk-vaxxas-2012.jpg" rel='colorbox'><img class="alignleft  wp-image-7877" alt="Australia: terra fertile per start up startup punti di vista " src="http://i2.wp.com/officineformative.it/wp-content/uploads/2012/06/mrk-vaxxas-2012.jpg?resize=203%2C270" title="Australia: terra fertile per start up" data-recalc-dims="1" /></a>Un’altra start-up interessante, nata dalla collaborazione tra l’Università del Queensland e il venture capital &#8220;One Venture&#8221; è <a href="http://www.one-ventures.com/portfolio/vaxxas" target="_blank">Vaxxas</a>. L’azienda sta sviluppando un dispositivo per la somministrazione di vaccinazioni che utilizza una tecnologia chiamata “Nanopatch”, grazie al quale <strong>il vaccino viene iniettato tramite dei micro aghi. L&#8217;uso di &#8220;Nanopatch&#8221; promette, in prima istanza, una risposta immunitaria migliore da parte dei pazienti rispetto ai classici vaccini.</strong></p>
<p>Tramite questo sistema si potrà persino evitare la necessità di conservare le iniezioni in celle frigorifere. Il mercato potenziale per questo tipo di dispositivo è calcolato in svariati miliardi di dollari.</p>
<p>Ma non c’è solo alta tecnologia nelle start-up australiane: <a href="http://www.espressogrow.com/#!home%7CmainPage" target="_blank">Espressogrow</a>, ad esempio, <strong>ha saputo creare un business dagli scarti del caffè</strong> <strong>provenienti dalle caffetterie</strong>. Uno dei fondatori dell’azienda, Mark Henderson, racconta come l’idea gli sia venuta conversando con un barista, che gli spiegava come venivano smaltiti i fondi del caffè.</p>
<p>Venuto a conoscenza dell’enormità degli scarti che ogni caffetteria produceva giornalmente, Henderson ha speso le dieci settimane seguenti a cercare informazioni riguardanti i valori nutrizionali degli scarti del caffè. Il risultato è stata la formula per un fertilizzante ricco di nutrienti, ecosostenibile e privo di cattivi odori.</p>
<h3>Alcuni dati interessanti</h3>
<p>Sempre secondo la rivista “BRW”, le 100 migliori start-up australiane (fondate dall’anno fiscale 2007/2008 in avanti) <strong>genereranno, nel 2012, qualcosa come 744 milioni di revenue complessivi ed impiegheranno più di 2600 persone</strong>. Circa il 40% delle imprese presenti nella classifica, inoltre, sono “born-global”, ovvero hanno già nel loro mirino i mercati esteri. Il 62% di queste start-up sono alla loro prima avventura ed il 33% delle imprese è ricorsa al contributo di un mentore, ritenuto fondamentale per riuscire nell’impresa di tramutare in realtà la business idea del fondatore.</p>
<p>Il dato più interessante, almeno per gli startupper che staranno leggendo l’articolo, è che <strong>una larghissima parte dei progetti portati a termine ha consentito agli imprenditori di avere un salario fisso fin da subito o nei mesi immediatamente successivi la fondazione della start-up</strong>. Altro dato positivo sono gli <strong>stipendi medi, che si aggirano tra i 50.000 e i 150.000 dollari australiani l’anno</strong>.</p>
<p>Niente male, soprattutto se si pensa che circa il 30% delle imprese presenti nella classifica hanno un valore compreso tra i due e i quattro milioni di dollari. Una percentuale pari al 33% è valutata invece più di quattro milioni, con una piccola parte (3%) di imprese che superano il valore di cinquanta milioni di dollari.</p>
<p>Da questi dati è intuibile quanto <strong>le start-up possano avere un impatto più che positivo sull’economia di un Paese</strong>, grazie alla possibilità di crescere ed espandersi in tempi anche molto brevi. Le cifre riportate sopra inoltre non tengono conto dell’indotto che questo tipo di imprese generano nelle società in cui si inseriscono, se non nel mondo intero. <strong>Ogni start-up, infatti, contribuisce a far crescere nuove professionalità, a diffondere idee, a creare know-how</strong>.</p>
<p>In ogni caso, parte del merito del fiorire di queste start-up, in una terra che non ha una lunga tradizione in campo imprenditoriale, deriva anche da istituzioni lungimiranti, snelle, efficienti e all&#8217;avanguardia. Utile, se desiderate farvi un&#8217;idea di quanto in questo Paese le istituzioni siano vicine, è l&#8217;articolo &#8220;<a href="http://thebigcloudproject.wordpress.com/2012/03/07/politica-crowdsourcing-e-marketing-relazionale-in-australia-e-possibile/" target="_blank">Politica, Crowdsourcing e Marketing Relazionale: in Australia è possibile</a>&#8221; presente sul blog &#8220;The Big Cloud Project&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Massimiliano Brunelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Massimiliano Brunelli è un ex studente dell&#8217;Università degli Studi di Brescia, laureato in Marketing Management. Dopo la laurea si è trasferito nella città di Sydney per perfezionare il proprio inglese e maturare un&#8217;esperienza lavorativa all&#8217;estero. Scrive un blog (<a href="http://thebigcloudproject.wordpress.com" target="_blank">http://thebigcloudproject.wordpress.com</a>) che affronta i temi della Collaborative Innovation, della Co-creation e del Crowdsourcing, analizzandone il ruolo nei processi di innovazione, nelle strategie di marketing e nelle start-up di nuova generazione. Il Blog presenta approfondimenti e &#8220;case histories&#8221; con l&#8217;obiettivo di essere una risorsa per tutti coloro che vogliano studiare o mantenersi aggiornati sui temi trattati.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Foto da ritaglio di originale Corey Leopold</em></p>
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		<item>
		<title>Vince l&#8217;imprenditore-scienziato: l&#8217;innovazione per crescere</title>
		<link>http://officineformative.it/innovazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 07:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Perrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[brevetti]]></category>
		<category><![CDATA[idee innovative]]></category>
		<category><![CDATA[impese]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ma attenzione al multiforme cambiamento in corso nella geografia economica dell'innovazione. Lo spazio si curva sotto la massa della domanda mondiale di brevetti, salita da 800mila richieste nei primi anni 80 del secolo scorso a 1,8 milioni nel 2009, secondo i dati resi noti dal World Property Report 2011. <a href="http://officineformative.it/innovazione/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/innovazione/">Vince l&#8217;imprenditore-scienziato: l&#8217;innovazione per crescere</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1>L&#8217;innovazione è un utile strumento per crescere, oggi è il nostro mantra.</h1>
<p>Ma attenzione al <strong>multiforme cambiamento in corso nella geografia economica dell&#8217;innovazione</strong>. Lo spazio si curva sotto la massa della domanda mondiale di brevetti, salita da 800mila richieste nei primi anni 80 del secolo scorso a 1,8 milioni nel 2009, secondo i dati resi noti dal World Property Report 2011.</p>
<p><strong>Con le royalties e le licenze dei diritti di proprietà intellettuale in vertiginosa ascesa</strong> &#8211; le loro entrate ammontavano a 2,8 miliardi di dollari nel 1970, a 27 nel 1990 e a 180 nel 2009 &#8211; le imprese che operano nei <strong>mercati della conoscenza</strong> estendono incessantemente il loro raggio d&#8217;azione.</p>
<h3>Geografia dell&#8217;innovazione</h3>
<p>Pur sempre in forte pendenza dal lato dei Paesi ad alto reddito, lo spazio delle spese in R&amp;S (per il 70% coperte da questi Paesi e raddoppiate a valori costanti tra il &#8217;93 e il 2009) vede la sua inclinazione iniziare a scivolare verso il lato opposto, occupato dai Paesi a basso e medio reddito le cui spese in R&amp;S nello stesso periodo sono aumentate, soprattutto sotto la spinta della Cina, di 13 punti percentuali.</p>
<p>Mentre l&#8217;innovazione è sempre più internazionale, con le imprese che disseminano i loro centri di ricerca in diverse nazioni, è in corso <strong>&#8220;la deriva dei continenti&#8221; della R&amp;S</strong>.</p>
<p><strong>Il continente Input</strong> si è congiunto con la piattaforma dell&#8217;Unione europea. L&#8217;altro, <strong>il continente Output</strong>, si è agganciato alla piattaforma americana.</p>
<h3>Il continente Input</h3>
<p>A sua volta, come mostra l&#8217;Innovation Union Scoreboard 2011, <strong>la Ue appare divisa in tre tronconi</strong> che raggruppano, rispettivamente, i Paesi <strong>leader dell&#8217;innovazione</strong>, i <strong>seguaci</strong> e gli <strong>innovatori moderati</strong>.</p>
<p>In cima alla graduatoria dei campioni troviamo due Paesi, Svezia e Danimarca, fuori dall&#8217;eurozona.</p>
<p>Seguono Germania e Finlandia. <strong>L&#8217;Italia, prima tra i moderatamente innovatori, precede gli altri tre Paesi mediterranei.</strong></p>
<p>Queste gerarchie riflettono la configurazione del terreno di Input, che convoglia nella formazione della graduatoria spese di ricerca, brevetti depositati, scienziati e ricercatori occupati, pubblicazioni scientifiche, collaborazioni tra imprese e altri importanti indicatori che entrano nel processo d&#8217;innovazione.</p>
<h3>Il continente Output</h3>
<p><strong>Diversamente dalla piattaforma della Ue, quella americana si adegua alla conformazione del suolo di Output</strong> che esalta la capacità di trasformare le idee innovative in prodotti e servizi di successo nei mercati.</p>
<p>Gli<strong> indicatori</strong> da privilegiare sono allora l&#8217;imprenditorialità e la disponibilità di capitali di rischio.</p>
<p>Per quanto in Svezia siano forti gli input di innovazione, la metrica dell&#8217;output, secondo il Barometro 2012 dell&#8217;innovazione globale messo a punto dalla General Electric (Ge), non assegna il <strong>primato europeo</strong> agli scandinavi, bensì ai tedeschi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Fonte: Il Sole24Ore)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://officineformative.it/innovazione/">Vince l&#8217;imprenditore-scienziato: l&#8217;innovazione per crescere</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF &#8211; Officine Formative</a></p>
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