BeInToo, la web start up siciliana trionfa a Le Web

Parigi, LeWeb, prestigiosa rassegna/concorso di web startup, una fra le più importanti a livello europeo (e mondiale forse), cosi importante da attirare l’attenzione di partner del calibro di Google; 600 i partecipanti, sedici i progetti reputati interessanti ed un solo vincitore: BeInToo: startup a stampo siciliano.

Ancora una volta l’arguzia e il fiuto italiani. Si, di fiuto si tratta.

BeInToo ha il volto pubblico del suo fondatore, Antonio Tomarchio che, rilasciando un’intervista a “Repubblica”, spiega in modo molto semplice il progetto :

” Abbiamo creato una piattaforma per mettere in contatto gli sviluppatori e gli inserzionisti, per dare un valore aggiunto a questi soggetti e agli utenti finali che possono ricevere dei premi.È infatti dimostrato che le dinamiche di gioco, come la competizione e la collaborazione, possono creare la fidelizzazione dei clienti anche verso un brand commerciale” (stralcio di intervista tratto da Repubblica.it).

Sembra che il fondatore abbia seguito le linee guida di Jesse Scheel, famoso game designer americano che sosteneva la Gamification, l’assimilazione delle dinamiche di un videogioco nella creazione di servizi che agiscono in contesti esterni al gioco: siti di intrattenimento, sport, salute, campagne di marketing o promozioni; insomma, completare uno schema o un livello senza l’ausilio di un mouse o un joypad in un contesto nuovo e stimolante.

Spieghiamo meglio dove sta davvero l’idea geniale.

Come funziona BeInToo ?

Un’ inserzionista interessato a sviluppare il proprio prodotto può finanziare di tasca propria dei premi al raggiungimento di un certo obiettivo/risultato in alcuni giochi (apps per smartphone-tablets ndr) , all’altro capo del filo c’è uno sviluppatore che può utilizzare gli incentivi promessi dall’inserzionista per incrementare il numero di persone che giocano con la sua applicazione e cosi guadagnare; fra le estremità del comune filo conduttore indovinate chi c’è?

BeInToo che sviluppa la piattaforma scovando gli inserzionisti interessati al progetto e da questi riceve un pagamento al raggiungimento di un certo obiettivo per poi dividere gli introiti con l’ideatore dell’applicazione che sta alla base del concorso. Semplice, efficace, remunerativo.

Esiste una dimostrazione concreta del fatto che l’idea sia davvero eccezionale?

La catena americana K-mart è stata una delle prime aziende a crederci…non è cosa da poco!

I dieci ragazzi che lavorano dietro il progetto BeInToo sono meritevoli di elogi non solo per l’idea ma anche per il modo in cui la stanno sviluppando, infatti tutti i finanziatori coinvolti sono italiani…un bello schiaffo a chi pensa che la Silicon Valley sia l’unico web technology paradise! Già da tempo ci si aspetta che oltre ai privati, in Italia, facciano la loro comparsa anche dei partner “istituzionali” finora latitanti.