Startup al femminile: E-school! L’app che unisce trasversalmente tutti gli attori della vita scolastica:studenti, famiglia, professori e istituti.

Quattro diversi articoli, pubblicati nell’arco di pochi giorni, mi hanno spinto a parlare del rapporto tra l’universo femminile e le start up: per questo viaggio i nostri riferimenti sono un articolo di Riccardo Luna, apparso su La Repubblica il 7 Gennaio, un articolo del New York Times del 4 Gennaio, un articolo di Capital del 1 Gennaio ed un post sul Nokia University Program 2011.

Ma procediamo con ordine:

Riccardo Luna, primo direttore di Wired Italia, la rivista di tecnologia per eccellenza, ha pubblicato un bell’articolo nel quale si domanda se le start up italiane siano un fenomeno prettamente maschile. Nella sua lunga esperienza di valutatore di start up, si è spesso trovato di fronte a team misti, che sono sempre stati produttivi ed efficienti.

Tuttavia, mentre “ai blocchi di partenza c’è una sostanziale parità, al traguardo le cose cambiano molto”. Luna fa anche riferimento al post di Alberto Onetti, professore di Innovazione all’Università dell’Insubria e chairman della Fondazione Mind The Bridge (www.mindthebridge.org) : il prof. Onetti riferisce che esiste “un gender gap per le start up, nel senso che nascono molte meno start up femminili innovative, ad alto potenziale tecnologico, il cui sviluppo passa anche attraverso capitali di terzi (leggi: venture capital)”. Luna identifica nel pragmatismo, nella empatia, nella tenacia e nella abitudine ad essere multitasking alcune doti che possono favorire le donne nella creazione di start up.

La generalizzazione è sempre, secondo Luna, “il primo passo per pensare in modo sterile senza guardare tutte le variabili in campo”: è anche vero però che la capacità dimostrata dalle donne nel fundrainsing (raccolta fondi) e nella tenuta dello stress sono fattori importanti per una start up, che richiede molta volontà e determinazione.

A queste considerazioni fa eco un altro articolo, apparso su NYTimes e riportato da alcuni giornali, tra i quali ItaliaOggi, ed alcuni blog: secondo il Times, l’agricoltura vincente, in Italia, è al femminile. Il settore dell’agricoltura nel nostro Paese sta ritornando fortemente in auge per effetto di alcuni fattori: nell’articolo del Times si parla di una caso di alcune imprenditrici agricole di Latina, assunte come esempio di “agricoltura multifunzionale” in cui il fattore femminile, unito al made in Italy, sono risultati vincenti.

La strategia adottata dall’azienda (La Mia Terra di Pontinia) è stata quella della diversificazione dell’offerta, per fronteggiare la volatilità dei prezzi alimentari: lo sbocco naturale è stato la creazione di un agriturismo (il tema hospitality ha forti connotazioni femminili).

Considerate che in Italia nel 2010 il numero della aziende agricole è calato del 32,2%, ma attualmente 1/3 di tutte le aziende agricole del territorio è gestito da una donna: oltre all’agriturismo, molto si sta facendo in termini di agricoltura biologica e prodotti naturali. Pensate anche che la forza lavoro femminile impiegata in Italia nel settore agricolo è doppia rispetto alla Spagna (1,3 milioni contro 600mila unità), ed ancora maggiore rispetto a Francia e Germania (circa 340mila unità).

Una associazione molto attiva in questo settore è Donne In campo (www.donneincampo.it) , che da anni si impegna per aiutare le imprenditrici agricole nella sicurezza alimentare, nello sviluppo rurale, nella salvaguardia dei paesaggi naturali. Per tutte coloro che vogliano intraprendere una attività in questo settore, l’Associazione è un buon punto di riferimento, con diverse sedi territoriali ed uno stretto legame con Coldiretti.

Se parliamo più in generale di start up a contenuto tecnologico, vi consiglio la lettura dell’articolo pubblicato il 01 Gennaio sulla rivista Capital: si parla a lungo di Start-Up Initiative (www.startupinitiative.com) , piattaforma che permette a start up ed investitori di incontrarsi. A novembre 2011 le start up complessivamente selezionate sono state 1.036: ad una parte di esse è stato offerto un vero e proprio training, per aiutarle a valorizzare punti di forza e debolezza, elaborare un business plan ed un teaser da presentare ai potenziali investitori.

Cos’è un teaser?

Il teaser, dall’inglese to tease, stuzzicare, “è di solito una campagna pubblicitaria preliminare, di forte impatto, che cerca di suscitare nel pubblico la maggior curiosità possibile senza però rivelare la natura né il nome o la marca del prodotto pubblicizzato. Necessita di una seconda campagna (follow up) in cui si svela il mistero e si pubblicizza esplicitamente il prodotto; è una tecnica usata solitamente per il lancio di un nuovo prodotto” (fonte Wikipedia).

Il teaser è molto importante, insieme al c.d. elevator pitch, una breve presentazione, solitamente della durata di cinque minuti, in cui gli startupper devono presentare il progetto e convincere gli investitori ad immettere fondi e capitali. Si chiama “elevator” perché i cinque minuti rappresentano la durata di una corsa in ascensore (elevator).

E-SchoolQueste argomentazioni ci introducono al quarto articolo, apparso più volte anche sul sito di Repubblica: si tratta di una iniziativa di formazione, una start up di donne che hanno creato una App (applicazione) e si sono aggiudicate il prestigioso premio del Nokia University Program 2011.

Mentre dunque si discute della disparità tra sessi nell’accesso alla tecnologia, e si pensa a come colmare il digital divide che separa i generi, alcune ragazze in gamba stanno realizzando le loro idee e progetti, sostenute dai fondi messi a disposizione da grandi multinazionali.

Il progetto si chiama E-School, ed è una App per smartphone: parte dalla premessa secondo cui “qualsiasi esperienza accademica può essere concepita come una complessa rete di rapporti interpersonali; per questo E-School si propone come uno strumento in grado di unire trasversalmente tutti gli attori della vita scolastica, ovvero studenti, famiglia, professori, istituti”.

E-School si articola in cinque sezioni:

1) News, riservata alle comunicazioni ufficiali, come chiusure scolastiche e gite;

2) Agenda docente, dove i professori possono registrare informazioni sui propri corsi e su chi li frequenta;

3) Agenda studente, una bacheca virtuale dove ogni studente può annotare le attività didattiche e non;

4) Andamento studente, nella quale i genitori possono controllare assenze e voti con facilità;

5) Community, per favorire la comunicazione tra tutti i soggetti.

Questo è il teaser del progetto:

 

Per concludere, cari startupper, qualunque sia il settore che sceglierete, guardatevi intorno, siate curiosi, perché il mondo delle start up è molto in fermento. Alle “wannabestartupper” dico infine: lanciatevi, le vostre idee possono realizzarsi!

(Foto:http://www.agemobile.com)