Bitcoin: come condizionerà l’e-commerce?

Scaricare un brano musicale sul web, bere una birra a Berlino o prenotare un posto su un veicolo spaziale per un volo della compagnia Virgin.

Cosa hanno in comune queste attività?

Si possono pagare in bitcoin (BTC), la moneta virtuale ideata nel 2009 dal fantomatico Satoshi Nakatomo.

Proprio questo strumento innovativo ha consentito a Wikileaks di continuare a ricevere contributi dai sostenitori anche quando alcuni tra i principali circuiti internazionali di carte di credito hanno bloccato i pagamenti diretti alla contestata organizzazione di Julian Assange.

A questo punto, magari, a qualcuno sarà venuto in mente di prenotare bitcoin allo sportello bancario sotto casa o di aprire un conto corrente in questa originale valuta. Niente da fare: per il momento la caccia al tesoro BTC è più complicata.

Per cominciare, bisogna scaricare sul pc un software che faccia da portafoglio virtuale.

bitcoinPoi lo si riempie, facendo un bonifico verso Mt.Gox, Bitstamp, o BTC-E, piattaforme web che si differenziano per tassi di cambio e documenti richiesti per l’accesso: per alcune sono necessarie carta d’identità/passaporto e una bolletta che comprovi la residenza, per altre … nessuna formalità.

Esiste un’altra modalità ancora più avventurosa per procurarsi i bitcoin: FARE I MINATORI!

Il MINING consiste in pratica nel “prestare” la potenza  del proprio PC per risolvere i calcoli complessi che validano blocchi di transazioni sulla rete: il minatore viene ricompensato in bitcoin.

Se invece vi trovate a passare per Helsinki o Vancouver, potrete utilizzare i primi bancomat  dove inserire banconote per alimentare il vostro BTC account.

Con i bitcoin comperati o estratti potrete fare come zio Paperone ed accumularli, sperando nella rivalutazione, nel vostro deposito – ma senza potervi tuffare in mezzo! – o usarli per gli acquisti sui siti che li accettano, elencati nella “Bitcoin Directory”.

Ma quanto vale oggi un bitcoin?

Circa 830 dollari (600 euro), dopo l’esordio nel 2009 a 0,05 dollari e un massimo raggiunto a novembre 2013 di 1200 dollari.

Oscillazioni da cardiopalma, che attraggono gli speculatori e alimentano i timori di bolle finanziarie.

La Bank of America Merryl Linch la reputa la valuta del futuro, almeno per quel che riguarda la compravendita online. Nell’analisi “Bitcoin: a first assessment” pubblicata a dicembre, si legge: “Crediamo che i Bitcoin possano diventare uno degli strumenti principali di pagamento per l’e-commerce, e possano emergere come seri competitors delle tradizionali piattaforme di invio di denaro. Inoltre, come strumento di scambio, i Bitcoin hanno un chiaro potenziale di crescita” ( fonte: Linkiesta)

Pro e contro

La stessa analisi ha messo in evidenza pro e contro del BTC: bassi costi di transazione – non serve l’intermediazione bancaria – e scarsa possibilità di contraffazione VS volatilità estrema dei prezzi e lentezza dei trasferimenti ( un pagamento/conversione può richiedere anche 50 minuti, tempo necessario per le verifiche di sicurezza).

Le transazioni in bitcoin sono anonime, non tracciabili in quanto criptate, e non sottoposte a controlli delle autorità di vigilanza: caratteristiche assai apprezzate da chi si dedica al riciclaggio e a traffici illegali.

L’autorità bancaria europea (EBA) ha già messo in guardia gli operatori in bitcoin dal rischio di non poter recuperare i propri fondi in caso di chiusura delle piattaforme di scambio, a seguito di provvedimenti giudiziari: non è operativo alcun Fondo di Tutela dei Depositi in BTC!

Ancora più deciso l’intervento della People Bank of China: dal 31 gennaio 2014 sarà vietato a operatori e investitori ogni scambio di bitcoin.

Minatori e aspiranti Paperoni: occhio!