La startup ha lanciato una killer app per prendere note e appunti

Come fare ad avere una memoria da elefante? Semplice, c’è Evernote! La killer app che ti permette di scrivere note e appunti, scattare foto, ricordare eventi, incontri, volti, e sensazioni, tutto in un solo contenitore.

Avete agende abbastanza capienti? Più o meno dovrebbero essere spesse alcuni volumi, con Evernote, invece, uno smartphone, un tablet o un pc è tutto ciò di cui avete bisogno per la vostra memoria on the cloud.

Phil Libin, uno dei geniali inventori di Evernote, si racconta e racconta come avere successo in un’intervista tratta da Wobi dal titolo “Building a Successful Start-Up”

Come nasce Evernote?

Nasce nel 2007 dalla passione di un lupo di mare della Silicon Valley, Stepan Pachikov, e Phil Libin, operativo a Boston. Entrambi stavano lavorando ad algoritmi per il riconoscimento di immagini e testi, mettendo a frutto l’esperienza maturata nel corso degli anni ’80 e ’90 dal team di Pachikov sullo sviluppo di tecniche per la ricognizione della scrittura a mano per Apple Newton, un antenato dei palmari. Nel 2008 esce la prima versione di Evernote.

L’idea

Evernote si basa su un approccio “organico” – potremmo definirlo – alla memoria umana. Ovvero, la stragrande maggioranza dei nostri ricordi sono di natura visiva: la mente trasforma in immagine qualunque genere di informazione e la immagazzina con associazioni tra immagini. Tra i tipi di informazioni più frequentemente acquisiti per immagini c’è anche il testo. Ecco perché Phil e Stepan i sono concentrati sullo sviluppo di un algoritmo per il riconoscimento di testo all’interno di immagini. L’algoritmo, progettato in-house, è ora alla base di un grande indice che permette di contestualizzare le informazioni contenute all’interno delle singole note e di associarle per tema con un processo analogo a quello della nostra memoria.

La mission

Il primo obiettivo di Evernote è, quindi, liberare il cervello degli utenti dal fardello della memoria rendendolo più reattivo e produttivo e lasciandogli più spazio per generare idee piuttosto che accumularne. Per questo sono state create app come “Evernote Hello”  o “Evernote Food”, corredando l’elemento visivo con quello spazio-temporale permettono di ricordare volti, incontri e attimi della tua vita così come li hai assaporati.

Un po’ di numeri

22 – i milioni di utenti nel mondo. Il tasso di crescita è uno strabiliante 100% in 6 mesi!!

60 – le migliaia di nuovi utenti al giorno. Tanti quanti ne possono stare in uno stadio da calcio.

9 – le migliaia di developer che sviluppano applicazioni utili per integrazioni a Evernote.

Il test dei 100 milioni – will a hundred million people do this?

Il test è così semplice che sembra infallibile: prima di cominciare con un nuovo progetto la domanda da porsi è “100 milioni di persone useranno questa app? Faranno questa operazione?”. Se la risposta è sì, allora vale la pena investire, altrimenti vuol dire che non è un’idea cui dare priorità e, magari, se ne occuperà qualcun altro. Certo, non tenere conto del long-tail è da duri che sanno di non dover ricercare la nicchia; quindi, sta a voi decidere se il 100 million people test si attaglia al vostro business!

Il prossimo futuro

Alla conquista dell’Europa, ecco il focus di questo intenso 2012. Evernote conta il 30% degli utenti in USA, più o meno la stessa percentuale in Giappone (dato sorprendente data la diversa densità di popolazione degli Stati Uniti, il resto è Europa. In definitiva il dato aggregato fa dell’Europa il primo mercato di Evernote, ma c’è ancora molto da lavorare. Per cominciare una partnership con Orange-France alla ricerca di nuovi sviluppatori con idee creative.

Citando Phil Libin:

” Benché possa sembrare difficile creare da zero una startup che possa fieramente proporsi sul mercato, la realtà è che lavorare 120 ore a settimana su qualcosa che si ama è ben diverso e meno faticoso che occuparsi di ciò che non ci stimola.”

“Se l’unico costo reale nella vita, l’unico che ci impedisce di intraprendere liberamente qualunque impresa, è il tempo, allora bisogna chiedersi: “È proprio questo ciò che voglio fare per i prossimi 10 anni?”. Se la risposta è sì, bene, siamo a cavallo, altrimenti lasciamo perdere. “So, in a sense, there’s high uncertainty, very high uncertainty, but there’s no risk.”.”

Quindi, esplorate, create e inventate, purché abbiate passione. Il mondo ha ancora bisogno di molte killer apps.