Finanziare una start up: perché le banche non sono la soluzione

Come fare a finanziare una start up? Venture Capital, Business Angels, Incubatori, Bandi Pubblici e Prestiti Bancari: esce a puntate (tutti i giovedì) la guida completa ed efficace di OFF per farsi un’idea di come finanziare un progetto di business o una giovane impresa.

Finanziare una start up

Se l’idea brillante è come un motore ben oliato, il denaro per finanziare una start up (l’idea) è la benzina per il motore. Benché intricato come una jungla e sicuramente meno attivo di quello USA, il mercato italiano dei finanziamenti alle giovani aziende e start up offre buone occasioni che vale la pena conoscere e cogliere.

Tutti gli attori in questo mercato giovane e in fermento sono affamati di opportunità, cosa che ne fa una miniera d’oro per chi sappia come muoversi anche in tempi non certo floridi come questi. In effetti, il mercato per i capitali privati di rischio è altamente soggetto ad asimmetrie nella distribuzione delle informazioni, tuttavia, se si è in grado di dimostrare attraverso un business plan efficace la bontà delle proprie intenzioni e si è capaci di scegliere la fonte giusta per finanziare ciascuna spesa, le possibilità non mancano.

Finanziare una start up, gli standard da conoscere: Basilea III e Solvency II

Tuttavia, una premessa per descrivere l’attuale situazione del sistema creditizio e lo scenario economico internazionale si impone. Merita particolare attenzione per chiunque voglia imbarcarsi in un business oggigiorno avere una chiara idea di cosa comportino in materia di regolamentazione bancaria Basilea III e Solvency II.

Basilea III e Solvency II sono framework standard per la regolamentazione bancaria, recentissimamente approvati per rafforzare i parametri di capital adequacy, stress testing e liquidità delle banche europee in seguito alla crisi del 2007-2008. L’accordo, in sostanza, prevede l’innalzamento delle soglie di liquidità e capitalizzazione delle banche costringendole a un forte deleveraging (riduzione dell’esposizione su titoli e assets ad alto rischio). Le banche commerciali (le più diffuse in Europa) sono, quindi, sempre meno inclini a investire in capitale di rischio con bassi ritorni a breve termine piuttosto che in capitale di debito su cui sono specializzate come intermediari classici.

Molti istituti finanziari internazionali – tra cui spicca Standard & Poor’s – non più tardi di gennaio hanno espresso preoccupazione per la ricaduta che le nuove e più stringenti regole avrebbero avuto sulle PMI e sulle start up europee in termini di accesso ai finanziamenti.

Giovedì prossimo non perdetevi Parte II: Le necessità finanziarie dell’impresa. Keep on following us!