Fluentify: una piattaforma interattiva per imparare l’inglese

Chi sono Andrea, Giacomo, Matteo e Claudio?

Di certo non sono le quattro tartarughe ninja, seppur la pizza sono sicuro piaccia anche a loro!

Questi quattro giovani studenti universitari torinesi sono i fondatori di una delle start-up del momento, Fluentify (nata a febbraio 2013)

Andrea e Giacomo, i primi due fondatori, si occupano degli aspetti di business dell’azienda, mentre Matteo è lo sviluppatore del sito e Claudio è il designer: un team eterogeneo e funzionante, la forza principale di questa start up.

Cos’è fluentify?

Fluentify è una piattaforma web dove si possono fare conversazioni e lezioni con tutor madrelingua  provenienti da diverse nazioni in modo veloce e personalizzato. Basta avere una connessione internet ed una webcam per poter interagire nella mezz’ora di corso col proprio tutor.

Qual è l’obiettivo di fluentify?

Foto-2-FluentifyL’obiettivo è quello di mettere in contatto la maggior parte di persone sparse nel mondo: studenti e potenziali studenti con tutor e potenziali tutor; chiunque può essere un tutor e chiunque può essere lo studente, visto che le lezioni sono fatte ad hoc. Ci sono infatti ragazzi che cercano lezioni per poter preparare un colloquio di lavoro, altri che devono superare esami universitari in lingua o più semplicemente migliorare la propria lingua, e quale modo migliore se non interfacciarsi con un madrelingua?

Com’è nata l’idea e quando è nata l’azienda?

L’idea è nata da una necessità molto semplice: l’inglese imparato a scuola spesso non è abbastanza per poter gestire al meglio un colloquio di lavoro, e il modo migliore per migliorarsi è parlare con una persona madrelingua.

L’azienda (Blinguo ltd) è stata fondata a Londra in mezz’ora da Giacomo ed Andrea, al costo di 15 sterline.

La scelta di Londra come “base” per il loro business è stata decisa principalmente per due motivi: avere un’ampia possibilità di accesso ai finanziamenti che in Italia per colpa di giustizia e burocrazia non avrebbero potuto avere, e poter sviluppare un’azienda possedendo già un buon network di relazioni (Giacomo ha lavorato per un accelerator academy a Londra).

Chi sono i tutor?

I tutor sono professori universitari, manager o persone con background differenti; tutti possono diventare tutor: bisogna inviare un video di presentazione allo staff di fluentify e successivamente fare un colloquio di selezione. I tutor selezionati poi interagiranno direttamente con lo studente per pattuire il compenso (dai 7 ai 30 euro per lezione) e per scegliere l’orario migliore in cui collegarsi. Finita la lezione, lo studente darà una valutazione del tutor che sarà utile allo staff per verificare l’efficacia del tutor stesso.

Quali sono stati i primi risultati ottenuti?

Il maggiore feedback è arrivato da KAPLAN, una delle scuole d’inglese più grandi al mondo, con la quale ha sigliato una partnership che potrà aiutare l’espansione di entrambe le realtà, e come conseguenza naturale è arrivato l’interesse da parte degli investitori, ricevendo circa 300 mila euro di finanziamento da un business angel italiano.

Inoltre, il team di Fluentify conta 70 tutor attivi (su oltre 700 richieste di collaborazionea) e oltre seimila iscritti, risultati non da poco per una start up attiva da poco più di un anno!

Quali sono i prossimi passi di fluentify?

Due sono i principali obiettivi: sviluppare il sito per permettere l’inserimento graduale di un maggior numero di lingue in piattaforma (cinese, spagnolo, russo, etc…), diventando la piattaforma di riferimento per il sud Europa, e riportare a casa Fluentify per dimostrare che in Italia è possibile costruire qualcosa di importante e diminuire quel velo di sfiducia che aleggia nel nostro Paese quando si parla di start-up.

(Fonti: Il Fatto quotidiano, Smartweek.it)

(Foto: startupitalia, techadd)