Ianua13: la passione si è trasformata in un business

Chi l’ha detto che le nuove idee di business debbano riguardare esclusivamente tecnologia e ambiente? La Ianua13 è una startup che ha deciso di produrre e vendere birra artigianale.

In un mercato che fino ad ora ha visto nazioni come la Germania e il Belgio fare da market maker, i soci fondatori, Donato, Francesco e Giuseppe, hanno pensato che dovesse essere la qualità del loro prodotto e il Made in Italy a differenziarli dai concorrenti.

Come nasce l’idea di fondare Ianua13?

Abbiamo fondato Ianua13 nel 2013 a San Marco Evangelista, una località in provincia di Caserta. Dopo aver passato qualche anno a sperimentare con i kit disponibili su internet e frequentare corsi di perfezionamento, quello che era un semplice passatempo, si è trasformato in una startup. Nasce così la Ianua13, birra indipendente.

Cosa rende unico il vostro prodotto e qual è il target di riferimento al quale vi rivolgete?

Ianua13 è unica poiché uniche sono la ricetta e la modalità di fermentazione degli ingredienti. Chi la prova si rende immediatamente conto di non avere a che fare con un prodotto di largo consumo, ma con il frutto di una ricerca volta ad esaltare il sapore dei singoli ingredienti.

Ecco perché il target di riferimento è primariamente quella nicchia di mercato formata da intenditori della birra. A questi si aggiunge il sempre crescente numero di persone che amano accompagnare il pasto con una buona birra e sono disposti a spendere di più, proprio per provare questa esperienza.

Come siete riusciti a superare le difficoltà burocratiche legate alla produzione di prodotti alcolici?

Abbiamo deciso di strutturare l’attività secondo il modello della beer firm, che tanto sta avendo successo nel settore. Vengono presi in affitto, di volta in volta, gli impianti di un birrificio, per il tempo necessario a produrre il quantitativo di bottiglie in programma.

Ovviamente sta a noi preparare la ricetta, seguire la fermentazione e la preparazione del prodotto. In questo modo siamo riusciti ad abbattere gli elevati costi dei macchinari per la produzione e l’imbottigliamento. Sta allo stesso stabilimento in cui produciamo, inoltre, occuparsi delle questioni burocratiche legate alle accise che gravano sulla produzione di alcolici. Ulteriore vantaggio è l’avere a disposizione personale esperto, che si occupa di monitorare il funzionamento dell’impianto.

Quali prodotti sono per ora commercializzati e qual è il vostro business model?

ianua birraIl nostro obiettivo è quello di puntare sulla differenziazione dei prodotti, ampliando quanto più possibile il target di clientela. Al momento, sono disponibili due tipi di birra, ma una terza è già in produzione.

Il nostro target, ovvero, in primo luogo, i clienti di ristoranti e pub a cui forniamo il prodotto, sono esigenti e vogliono sempre provare qualcosa di nuovo e unico. Mettendo in produzione una terza varietà di birra, è a questa esigenza che intendiamo rispondere. Per ora il nostro canale di vendita preferenziale è tramite intermediari, ma stiamo cercando di far conoscere il prodotto, ad esempio partecipando ad eventi del settore, per poter sfruttare anche il canale dell’e-commerce.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Per il futuro, intendiamo puntare sulla diversificazione dell’offerta. Vorremmo, inoltre, sperimentare la possibilità di associare alle nostre birre anche altri prodotti alimentari tipici della nostra terra, come già abbiamo provato a fare lo scorso Natale. Inoltre, speriamo di poter aprire un brew pub, ossia un locale in cui spillare la birra prodotta da noi.