Il futuro dei giovani è “mobile”: non solo diciamo addio al posto fisso, ma questo è un dato certo, visto che per la prima volta i giovani che apriranno una impresa nel 2012 saranno di più di quelli che troveranno un posto di lavoro a tempo indeterminato.

Quando diciamo che il futuro è “mobile” facciamo anche un gioco di parole, nel senso che il futuro delle start up web sarà sempre più focalizzato nel segmento mobile, quello degli smartphone e cellulari di ultima generazione.

Il mobile è sicuramente un megatrend da seguire per gli startupper: diamo qualche numero. Su 27 milioni di utenti web il 28% utilizza uno smartphone per navigare in Rete, il 5% un tablet. L’uso degli smartphone per Internet è cresciuto nel 2011 dell’84%: sono tassi di sviluppo impressionanti.

Sempre nel 2011 ventitrè milioni di italiani hanno acquistato prodotti e servizi via mobile per un totale di 700 milioni di euro: numeri bassi rispetto al resto d’Europa, ma si prevede che tra tre anni il valore delle transazioni potrebbe assestarsi sui 14 miliardi di euro.

Di mobile economy dunque si parla molto: al Forum della Comunicazione Digitale, tenutosi a Milano all’inizio di Febbraio, è stata presentata una indagine di DigitalLife, che traccia l’identità dell’internauta medio e le sue attività.

Quali sono i principali temi emersi?

1) Le attività svolte più frequentemente via mobile sono: la consultazione della posta elettronica, l’utilizzo dei social network, la ricerca di informazioni sui siti, l’home banking (saldo di conto corrente, investimenti on line), i giochi e la TV web;

2) L’internauta è sempre più multitasking: si naviga mentre si guarda la tv, mentre si ascolta la radio, oppure si naviga dopo aver visto uno spot tv. Si commentano sui social network i programmi della tv via cavo: il canale FOX ha colto in pieno questo trend, aprendo pagine FB dei programmi e dei telefilm più visti, per commentare le puntate in diretta, come per il telefilm Grey’sAnatomy.

3) In alcuni settori si affaccia timidamente l’era dei pagamenti via cellulare: cari startupper, tenete d’occhio questa possibilità, le grandi aziende stanno investendo, ed è un trend in forte ascesa.

Parliamo di questa possibilità: il cellulare-bancomat. Il Politecnico di Milano sta facendo grossi studi in questa direzione: recente è l’evento “Mobile Payment-se non ora quando?”, presentato dall’Osservatorio NFC e Mobile Payment, con la collaborazione del MIP di Milano.

Sono stati presentati tre casi di successo: ATM Azienda Trasporti Milanesi, McDonald’s Italia e Privalia.

Per quanto riguarda ATM, con la collaborazione di Telecom e del consorzio Movincom, si sta sperimentando una esperienza mista, fatta di prossimità ed acquisti da remoto: grazie a Telecom si può acquistare via telefonino un abbonamento alla metro, per passare ai tornelli con il semplice contatto con il cellulare su sensori specifici (modalità contactless).

I clienti Atm sono già abituati alla tessera elettronica a sfioramento, dunque il passaggio dalla carta elettronica al cellulare è breve. In altre parti d’Italia questa potrebbe essere vera innovazione dirompente!

Per quanto riguarda McDonald’s il vantaggio del cellulare è quello della velocità e ubiquità: comprare ed ordinare dovunque ed in qualsiasi momento. La multinazionale americana ha una partnership con Mastercard per pagare via mobile in 195 fast food italiani. Per il 2012 si intende assicurare la copertura dei restanti 255 ristoranti.

Per incentivare i clienti a pagare con il cellulare si stanno studiando gadget e buoni pasto per chi impiega maggiormente questa modalità di pagamento, dichiara il direttore IT di McDonald’s ad Italia Oggi. Per verificare il livello di servizio, si utilizzano anche le metodologie del “mistery shopper digitale”: si fanno acquisti in incognito per capire il tempo medio di attesa ed il gradimento del servizio.

Infine, anche Privalia, il club di vendite private online, nel 2012 sta investendo nel mobile, avendo verificato che il traffico sul sito da dispositivi mobile è in forte crescita.

Cosa si può fare per incentivare l’utilizzo e la conoscenza della mobile economy?

Qui diamo la parola ad esperti del settore: vi segnalo il sito di Ubiquity, con la sezione UbiquityLab (http://www.ubiquitylab.it/) nel quale vengono approfondite queste ed altre tematiche.

La comunicazione sul mobile è carente: le infrastrutture ci sono, le tecnologie necessarie si stanno diffondendo, ma occorre una sinergia tra tutti gli operatori di telecomunicazione e le banche, e soprattutto servono piani di comunicazione e marketing per spiegare ad esercenti e consumatori i benefici e le possibili modalità di pagamento.

In Italia, forse per la prima volta, si sta creando un modello collaborativo, con la creazione di un consorzio tra le Telco (società di telecomunicazioni) ed i gruppi finanziari. Le telco si sono riunite in MobilePay, con l’obiettivo di creare una piattaforma unica per i pagamenti via mobile.

Le banche stanno testando alcuni progetti per approcciare il mercato. Due casi fra tutti: quello di CheBanca e quello di IntesaSanpaolo.

CheBanca sta puntando soprattutto sulla sicurezza: occorre “trasmettere al cliente una sensazione di protezione all’atto dell’acquisto, oltre che garantire un buon livello di servizio, per esempio offrendo la possibilità di spostare velocemente i soldi dal conto corrente al telefonino, di indennizzare i clienti al di sotto della soglia dei 150 euro in caso di furto, e di permettere ai clienti di usare il telefonino come una carta prepagata” afferma Giacomo Trovato, direttore prodotti di CheBanca, sul quotidiano ItaliaOggi.

Intesa Sanpaolo ha in cantiere un progetto molto innovativo: la piattaforma Move and Pay, nata a settembre 2011 con il servizio di trasferimento fondi tra privati, si sta arricchendo con il primo vero progetto italiano di Mobile Proximity Payment: associando a uno smartphone una carta di pagamento e una SIM telefonica opportunamente predisposta é possibile pagare i propri acquisti utilizzando il cellulare presso gli esercenti dotati di POS contactless.

Il Mobile Proximity Payment è una novità recente per il mercato italiano, destinata a cambiare le abitudini dei consumatori. Fare acquisti con il cellulare, dal caffè del mattino ad altre necessità quotidiane, diventerà un gesto familiare come lo è l’uso del telefonino nel nostro Paese.

La fase pilota dell’iniziativa prevede la consegna di un package formato da una carta prepagata Superflash, un telefono NFC Samsung e una SIM Noverca. Inizialmente il progetto è limitato a circa 600 utenti, tra Torino e Milano, costituiti da dipendenti, clienti della Banca e da rappresentanti del mondo accademico (Politecnico di Milano e Istituto Boella di Torino).

Per concludere, cari startupper, vi segnalo che il mercato delle Apps è strettamente collegato a questo discorso: pensate che Vodafone, il colosso delle telecomunicazioni, ha deciso di prendere per mano gli utenti più creativi diventando incubatore di idee.

Lo fa con il progetto Open, in partenza dal 15 Febbraio alla Triennale di Milano in collaborazione con la casa editrice Zero, pensato per chiunque voglia mettersi in gioco creando applicazioni mobili.

 

(Foto: www.charteredbanker.com)

(Foto copertina:http://www.hammer.net)