Il crowdfunding (abbiamo già parlato qui del suo assetto istituzionale in Italia nel prossimo futuro) è una risorsa essenziale per finanziare progetti ambiziosi e tecnologie innovative. Il successo di campagne di crowdfunding può essere utilizzato perciò come una cartina da tornasole dei trend tecnologici più promettenti.

Lo straordinario successo della campagna di equity crowdfunding di Me, neonata compagnia produttrice di scooter elettrici, in questo senso, è un segnale che almeno un pezzo del futuro della mobilità urbana è alimentato a batterie.

Me, un successo italiano

L’idea del “Motorino elettrico” (di cui Me è acronimo) nasce tre anni fa sulle colline della Franciacorta, dalle menti di Rossa, un’agenzia di comunicazione. Un cliente dell’agenzia importa scooter elettrici dalla Cina. L’agenzia intuisce che questi prodotti hanno due limiti: l’usabilità (sono estremamente pesanti) e l’estetica (sono mediamente brutti). Così viene coinvolta Scalvenzi, una cooperativa che produce compattatori per rifiuti e ingaggiata Ved, una società che si occupa di ingegneria del vetroresina. Nasce Me, un motorino con telaio in SMC che pesa 90kg (60 in meno rispetto ai veicoli dei competitor) e ha una batteria al litio che garantisce autonomia fino a 80 chilometri. Tutto impacchettato in un design italiano che è il vero edge competitivo.

Il gruppo ha investito €1,5 milioni per la realizzazione di un primo batch di 2.200 pezzi. Ha poi aperto l’equity al mercato in questo round di investimento che si è concluso con una settimana di anticipo rispetto alla chiusura dichiarata con un totale di 300.000€ raccolti. Il gruppo stesso ha partecipato al crowdfunding come investitore istituzionale sottoscrivendo il 20% dell’investimento.

Malgrado il progetto sia innovativo, il prodotto è praticamente sul mercato. Sono stati già raccolti 200 preordini e i primi motorini saranno in circolazione tra due mesi. Forse il prossimo inverno a Milano ci sarà uno strumento in più per contrastare l’inquinamento da polveri sottili!

Questa bellissima storia tutta italiana non è l’unica indicazione che la mobilità cittadina è destinata a un ‘futuro elettrico.’

Gogoro, lo smartscooter taiwanese

Horace Luke, ex designer per HTC ha lasciato il suo lavoro per scrivere la storia di come si circola nei centri urbani in Asia. Per farlo ha fondato Gogoro, un’azienda che produce il primo smartscooter al mondo. Lo scooter è smart perché dotato di sensori e costantemente connesso. L’app con cui viene venduto segnala stazioni di ricarica vicine e status delle batterie. Ma l’idea davvero rivoluzionaria dietro questo scooter dalla linea un po’ infantile è che sia possibile abbandonare l’assunzione che batteria e veicolo sono indivisibili. Gli scooter Gogoro montano batterie estraibili in qualche secondo e sostituibili con altre batterie, identiche, a disposizione in stazioni di ricarica (anche queste marchiate Gogoro) private o pubbliche. Le prime vengono tenute in casa dagli utenti, le seconde coprono la superficie delle città esattamente come dei benzinai.

Attualmente, per policy dell’azienda, la diffusione dei motorini è subordinata alla disponibilità di un numero minimo di stazioni di servizio pubbliche nella propria città. La scelta ha l’obiettivo di regalare un’esperienza d’uso soddisfacente a tutti i propri clienti. Il range assicurato dalle singole batterie è limitato (l’azienda dichiara che si arriva a 100 chilometri a 40km/h) e una delle più resistenti barriere alla diffusione della mobilità elettrica (come sanno a Tesla) è l’ansia da range (la paura di rimanere senza batterie per assenza di distributori).

Attualmente solo Taipei dispone di un network di stazioni sufficientemente grande. Ad Amsterdam la rete di stazioni sarà presto pronta e un nuovo formato di caricabatterie presentato al CES di quest’anno promette di rendere più rapida la costruzione di network informali di stand di ricarica in altre città del mondo.

Il caso Me sembra suggerire che l’Italia sia pronta a un futuro elettrico. Chissà che una delle prossime città target di Gogoro non sia proprio una città italiana!