Intelligenza artificiale: dall’uomo alle macchine.

L’idea di diffondere corsi di formazione on line a chiunque possieda una connessione internet, grazie alla sintesi fra banda larga e software interattivi, è l’ambizioso progetto realizzato dalla facoltà di ingegneria della Stanford University.

Il corso è disponibile dal il 10 ottobre e il 16 dicembre 2011 ed è gratuito. L’argomento del corso? L’intelligenza artificiale.

Intelligenza artificiale

Marvin Minsky, uno dei padri fondatori della disciplina, ha ironicamente definito così il campo di studio: “Il tentativo di far eseguire al computer cose che verrebbero considerate intelligenti se fatte dagli uomini” (Minsky ’82).

Agli inizi degli anni cinquanta, gli studiosi di questo settore scientifico si interrogavano sulla reale natura dell’intelligenza umana e, riflettevano, su come fosse possibile riversarla nelle macchine: la meta di tali ricercatori era quello di poter realizzare anche solo un frammento della mente umana.

Le scuole di pensiero erano fondamentalmente due: la prima considerava l’intelligenza una struttura logica e formale e il desiderio diffuso era di dotare le macchine di precise istruzioni da eseguire.

La seconda scuola di pensiero sosteneva invece che la macchina avrebbe potuto imparare dall’esperienza, grazie alla struttura matematica sottostante: il computer sarebbe stato dotato di agenti indipendenti le cui interazioni avrebbero generato l’intelligenza.

Sul finire degli anni sessanta si è sempre più affermata l’idea di intelligenza artificiale come fattore emergente, ovvero scaturito dall’apprendimento, ma già alla fine del decennio molte di queste teorie vennero spazzate via.

Questo ambito di studi ha un’identità controversa e ha coinvolto differenti settori della ricerca scientifica, focalizzando negli anni l’attenzione verso differenti obiettivi.

Dalla fine degli anni settanta fino agli anni ottanta, l’intelligenza artificiale è stata considerata una disciplina ingegneristica dove i ricercatori realizzavano manufatti intelligenti: robot che assemblavano auto, oppure sistemi che analizzavano il mercato azionario, per esempio.

Se attualmente ci domandassimo cosa si insegna in un corso di intelligenza artificiale la Stanford University risponderebbe con un percorso di studio che affronta: “l’apprendimento automatico, il ragionamento probabilistico, la robotica e l’elaborazione del linguaggio naturale.
Google Googles e Self-Driving Cars sono alcuni esempi dei software che i corsisti impareranno a creare”( S. Thrun, P. Norvig).

Sebastian Thrun e Peter Norvig della Standford University sono i docenti del corso on-line “Introduzione all’intelligenza artificiale” e hanno l’obiettivo di insegnare i principi base di questa disciplina.

Il corso propone due possibilità agli studenti: il livello avanzato rilascia un attestato e ha l’obiettivo si seguire lo standard universitario di qualsiasi altro corso della Stanford.

Il percorso base invece da la possibilità di vedere le lezioni on-line, di accedere ai quiz e ai compiti, ma non rilascerà nessun attestato al termine.

Metodi di apprendimento

Il corso è strutturato in lezioni on- line, divise per moduli e dalla durata massima di quindici minuti, sono tenute dai docenti S. Thurn e P. Norvig e pubblicate settimanalmente, risulteranno inoltre visibili per tutta la durata del corso.

Il quiz invece è stato introdotto per valutare le conoscenze acquisite ma finalizzato all’autoapprendimento, in quanto, non fornisce una valutazione che inciderà sull’esame finale.

L’obiettivo di questo strumento didattico è di essere da monito agli studenti, indicando il materiale da rivedere in caso di feedback negativo. Per ogni argomento trattato a settimana viene associato un compito, il quale avrà un peso sul punteggio finale.

L’esame di fine corso tratterà tutti gli argomenti del curriculum e verrà reso disponibile per ventiquattro ore in modo da coprire l’intero fuso orario mondiale.

Interazione in classe

E’ stato creato, per gestire le problematicità del corso, un forum domanda/risposta dove gli insegnanti sono anche i diretti responsabili della sua gestione.

Per coordinare il flusso è stato studiato un sistema di votazione in cui le domande saranno valutate dai partecipanti stessi.

I quesiti che otterranno maggiore punteggio avranno una rilevanza superiore rispetto agli altri, e quindi la precedenza: questa tipologia di forum richiede, agli studenti, la capacità di percepire e captare le problematiche stringenti e di favorire una visione di insieme delle priorità.

E’ stato inoltre creato un forum generale dove gli studenti potranno scambiarsi idee e creare momenti di discussione.

In conclusione si può affermare che l’esperimento della Stanford University porta alla luce l’attuale tendenza che lega la tecnologia alla formazione: tale connubio rivoluziona costituzionalmente il percorso di apprendimento.

La prospettiva di poter svincolare l’offerta formativa da un’alta percentuale di dettami socio- culturali che definiscono le persone, limitandole; da vita ad un apprendimento orizzontale e uniforme, creando pari opportunità di accesso e crescita personale.

Il corso AI infatti è a disposizione di un pubblico illimitato, già adesso conta più di centoquaratamila iscritti da centonovanta paesi: questo rappresenta un passo verso un concreto modello di apprendimento basato sul costruttivismo sociale.