Apprendimento noioso addio, la formazione diventa innovativa!

I bambini di oggi apprendono e giocano con  le nuove tecnologie: attraverso queste si concretizzano le opportunità formative che essi possono avere.

Di conseguenza ,si assiste ad una cogente necessità di incentivare un innovativo tipo di apprendimento che coniughi l’utilizzo di  tecnologie associate ai metodi di formazione più tradizionali.
In questo modo si potrà formulare una nuova idea di formazione, e perché no, colmare le disuguaglianze di opportunità scolastiche e lavorative fra individui.

Proiettati verso questo obiettivo possiamo rispondere ad una delle domande formulate nel video: “What kind of education would you want me to have?”.

Con i “Nativi digitali”  si assiste ad un maggiore  utilizzo di oggetti tecnologici, sia nella loro formazione sia nella sfera ludica, che possono essere identificati, secondo Jay David Bolter e Richard Grusin, come il risultato di un processo di Remediation : “I diversi ambienti tecnologici sono sottoposti a un processo ininterrotto di mediamorfosi, che rende estremamente labile il confine fra i singoli sottosistemi, favorendo le ibridazioni e le mutuazioni reciproche”.
Ovvero una massiva integrazione fra vecchie e nuove tecnologie.

Ma ciò che cambia maggiormente lo scenario è la successiva evoluzione del web e del suo utilizzo che, realizza in definitiva la dimensione sociale dando luogo ad  una ampia condivisione dei contenuti multimediali creati .

Affidandoci a questa sintesi tecnologica e di stili di utilizzo del web domandiamoci quanto questa tendenza abbia rivoluzionato la sfera dell’apprendimento e, soprattutto, di quali strumenti ci si può avvalere, anche solo per dare nuova dimensione ad una tradizionale lezione in aula!

 

Primo punto: Mostra e non dire!

Una gamma di strumenti on-line di facile utilizzo sono venuti in soccorso per rendere l’apprendimento più coinvolgente.


Prezi

Ad esempio con Prezi (www.prezi.com) é possibile uscire dalla scatola costituita da diapositive sequenziali ed elenchi puntati e acquisire una navigazione multilivello dall’estetica dinamica e accattivante.

Animoto (www.animoto.com)permette di integrare video, foto, slide, nello stesso prodotto formativo e di creare video senza avere alcuna competenza con programmi di montaggio complessi come Adobe Premiere.
Così si può presentare in modo sempre più esaustivo l’oggetto dell’apprendimento e rendere più snella e interessante la fruizione, Animoto ha dedicato un’intera sezione alla didattica, ecco un esempio:  http://animoto.com/education

 

XtraNormal

Ancora più trasversale può essere considerato XtraNormal (www.XtraNormal.com):  attraverso questo sito sarà possibile produrre in modo semplice dei film dando la possibilità ad un lezione di diventare un moovie: http://www.xtranormal.com/edu

 

Secondo punto: condividi!

Le comunità virtuali in definitiva possono essere considerate la peculiarità che contraddistingue maggiormente il web 2.0: la possibilità di creare community, wiki, spazi dove condividere momenti di discussione e oggetti mediali fornisce, nel nostro caso, una serie di opportunità per insegnanti e studenti di comunicare, collaborare e condividere il lavoro.

Edmodo

EdmodoUn esempio emblematico in questo può essere considerato Edmodo (http://www.edmodo.com/), il quale è progettato nello specifico per studenti e insegnanti e consente di creare su misura mini-comunità di classi, club, gruppi di discussione.

In conclusione si può sostenere che il web 2.0 muta la filosofia di utilizzo degli strumenti tecnologici ed è la dimensione social ad affermarsi, rivoluzionando il loro consumo e  modificandoli costituzionalmente.
Se nel 2005  Jay David Bolter e Richard Grusin descrivevano una remediation oggi invece si assistere ad un social-remediation degli strumenti tecnologici, che rimanda al desiderio originario di Berners-lee:

Il Web è più un’innovazione sociale che un’innovazione tecnica.
L’ho progettato perché avesse una ricaduta sociale, perché aiutasse le persone a collaborare, e non come un giocattolo tecnologico.
Il fine ultimo del Web è migliorare la nostra esistenza reticolare nel mondo’.  

(Berners-Lee, 2001)