Dopo aver parlato di beta testing, vediamo in pratica come creare o ottimizzare un sito web di e-commerce: in particolare il restyling del sito, oppure il passaggio da versione beta a versione build di un nuovo sito, sono i momenti più propizi per cominciare a sfruttare gli strumenti dell’usabilità.

Il nostro riferimento è sempre l’ottimo saggio di Miriam Bertoli e Luca Schibuola pubblicato nel libro “Social Media Marketing”.

Il primo lavoro da fare è determinare l’architettura del sito, soprattutto le informazioni, la catalogazione dei contenuti, le modalità di navigazione: questo è davvero importante. La valutazione dell’aspetto grafico arriva solo alla fine. Lo sviluppo del sito dovrebbe prevedere le seguenti fasi:

1) fare alcune bozze, anche su carta;

2) effettuare un “paperprototyping”, ovvero un test che permette di verificare il layout primitivo del sito, sottoponendolo al giudizio di un piccolo gruppo di utenti qualificati.

Può essere svolto su carta (paper) creando dei prototipi e chiedendo agli utenti dove cliccherebbero per trovare una informazione: gli utenti puntano il dito su una parte o l’altra della pagina, e si prosegue sulle successive. E’ un test semplice, ECONOMICO ed utilissimo, perché consente di verificare da subito la capacità del sito di guidare l’utente a raggiungere il suo obiettivo;

3) ottenuta una prima versione del sito, con le modifiche effettuate sulla base del paperprototyping, si possono attivare una serie di test di usabilità iterati con utenti, oppure lanciare una versione beta dl sito, per verificare la disposizione dei contenuti e l’organizzazione delle informazioni;

4) a questo punto si può cominciare a pensare alla parte grafica, ricordando che l’utilizzo dei colori e dei font è importante, ma ciò che conta è “trasferire il mood della azienda, l’insieme dei suoi valori di comunicazione”. Ricordate quando abbiamo parlato di come diventare fornitori di esperienze? Anche la navigazione web è una esperienza, e l’utente vuole sentirsi coinvolto, emozionato.

A livello grafico, una scelta assolutamente vincente ma difficile da realizzare è quella della semplicità. Pensate alle piattaforme web 2.0 più famose e di successo (Twitter, Wikipedia): pochi elementi grafici, layout semplici ed ordinati, contenuti presentati con molta attenzione. La semplicità è uno degli obiettivi più difficili da raggiungere;

5) effettuare un altro test di usabilità per verificare se la rintracciabilità e la leggibilità delle informazioni sono garantite;

6) pensare alle piattaforme di Web Analytics e Web Analysis: per gli startupper sono molto valide le offerte di Google, con una serie di strumenti facili e accessibili anche ai non esperti.

A questo punto vorrei aprire una piccola parentesi: nel caso di un sito web di e-commerce, è bene che siano studiati e verificati alcuni elementi. Come abbiamo fatto per l’analisi del Business Model Canvas, poniamoci alcune domande:

-quali e quanti sono gli step che portano all’acquisto?

-in quale parte si può verificare una perdita di utenti, cioè utenti che hanno difficoltà ed escono dal carrello online?

-come avviene la consultazione dei prodotti? Come avviene la ricerca avanti/indietro dei prodotti? Come avviene la consultazione della scheda tecnica o scheda prodotto, o specifiche tecniche?

-come avviene la consultazione delle sezioni pre-post vendita?

-nel caso in cui il vostro sito richieda la compilazione di un form o una iscrizione, come avviene questo processo? Quanto tempo si spende per compilare il form? È previsto l’invio di una mail di validazione?Tenete presente che se il form è troppo lungo o il processo di attivazione e validazione è complicato, l’utente avrà maggiori probabilità di abbandono della pagina!

Se non avete ancora creato un sito, e non avete idea di come rispondere a queste domande, fate una piccola prova: andate sui migliori siti di e-commerce, come Amazon, Apple, Sony, e provate a vivere l’esperienza di acquisto ponendovi le domande che abbiamo descritto. Provate a navigare, verificate eventuali difficoltà, prendete nota di tutto ciò che pensate, vedete, nella esperienza di acquisto. Questa tecnica si chiama thinkaloud, pensare ad alta voce.

Con questa serie di domande potrete interrogarvi su come vorreste che fosse il vostro sito, la vostra pagina web.

E’ importante prendere ispirazione dai migliori siti, quelli che detengono la leadership indiscussa nel mercato dell’e-commerce: pensate che Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, questo mese è sia sulla copertina di Wired US che su quella di Internazionale.

sito web

Facciamo un esempio, utile per descrivere gli elementi ed i meccanismi che possono rendere un sito di e-commerce “usabile”, ovvero in possesso di una buona user experience: l’acquisto di un pc portatile online.

Cosa rende facile e soddisfacente l’acquisto online di un pc?

a) L’indirizzo url deve essere facilmente reperibile da un motore di ricerca (accessibilità);

b) La landing page deve essere semplice, non troppo affollata di elementi, con prodotti in vetrina e sugli scaffali virtuali. Cosa vuol dire in pratica? Occorre avere una ricca fotogallery con diversi dettagli dello stesso oggetto (Apple insegna), possibilità di zoomare anche ad alta definizione; se possibile, avere anche una foto del prodotto nei diversi colori (pensate anche al sito Divani e Divani che consente di vedere il divano con tutti i colori e materiali);

c) Possibilità di vedere i prodotti correlati, ad esempio gli accessori per il pc;

d) In vetrina vanno messe le eventuali promozioni, i prodotti in offerta e a sconto, i nuovi arrivi e i prodotti più acquistati;

e) Il carrello virtuale deve essere ben visibile e riconoscibile, preferibilmente in alto a destra nella pagina (i migliori siti lo posizionano lì,quindi tutti gli utenti tenderanno a guardare in quella direzione, anche sul vostro sito). Anche il contenuto del carrello deve essere sempre visibile sotto l’icona.

e commerce

 

f) Il linguaggio deve essere semplice, informale, con aggiunta recensioni e ranking (votazione) degli utenti; in caso di prodotti tecnici, occorre proporre guide all’acquisto;

g) Il cartellino e il prezzo devono essere ben visibili: se possibile, creare un comparatore per mettere a confronto le caratteristiche di diversi prodotti;

h) Il prezzo deve essere chiaro , con eventuale indicazione della pronta consegna o dei tempi di disponibilità. Si deve dare anche chiara evidenza delle spese di spedizione, ed alla distinzione tra prodotti disponibili a magazzino e prodotti esauriti;

i) La cassa deve essere ben riconoscibile, con icona “aggiungi al carrello” , oppure “acquista”, per procedere effettivamente all’acquisto;

e commerce

l) chiara indicazione sulla richiesta di fattura, pagamento con carta di credito, paypal, bonifico;

m) sottolineare il senso di sicurezza al momento del pagamento, assicurato dai loghi delle cartedi credito, lucchetto e certificazione Verisign (es Verified Visa o SecurcodeMastercard)

n) garanzia e possibilità di reso: possibilità di stampare queste pagine. Possibilità chiara di eliminare i prodotti dal carrello. Chiara indicazione delle condizioni di acquisto;

o) proporre una carta fedeltà o la compilazione di un form per la registrazione dei dati. La registrazione tuttavia non dovrebbe essere obbligatoria, per non dare al cliente una la sensazione di coercizione. Ecco perché la richiesta dovrebbe avvenire alla fine del processo di acquisto.

Se osservate queste caratteristiche, noterete che TUTTE si trovano nei siti che abbiamo indicato. Questa semplicità ed aderenza a certi standard costituiscono di fatto uno dei motivi del successo di questi siti web: l’utente sa che la navigazione procederà in un certo modo, che può controllare e monitorare, e ciò aumenta il senso di tranquillità nella fase di acquisto.

Per concludere, cari startupper, prendete esempio dai migliori siti in termini di usabilità e non lasciate nulla al caso: sarà sicuramenteuna scelta vincente.

Al prossimo viaggio!