Partiamo oggi per un breve viaggio nel mondo del web marketing, ed in particolare nella progettazione ed implementazione di un sito web a vocazione commerciale; ogni idea di business infatti non può realizzarsi senza un adeguato investimento nella creazione di un sito web.

Qualunque sia la nostra idea, qualunque sia il prodotto o servizio che vogliamo creare, migliorare, lanciare, vendere, non possiamo prescindere da una adeguata strategia di comunicazione web, che passa necessariamente per la creazione di un sito Internet.

Il sito può essere solo una vetrina del prodotto (nella logica web 1.0) oppure -cosa che vi consiglio- un sito interattivo ed esperienziale (logica web 2.0), che coinvolga l’utente e lo convinca a rimanere sulla nostra pagina, per esplorare, per navigare, per acquistare.

MARKETINGLa nostra bussola in questo viaggio è rappresentata da un saggio di Miriam Bertoli e Luca Schibuola, pubblicato nel libro “Social Media Marketing”.

Ma procediamo con ordine: non parleremo di come si crea un sito web, anche perché ci sono tantissimi programmi e piattaforme che aiutano gli utenti non esperti nella creazione di un sito. Si parte dalle piattaforme semplici e gratuite a programmi sempre più evoluti, sofisticati e costosi: provate per esempio ad esplorare l’offerta di Google Sites, oppure i pacchetti di Aruba.

Quello di cui parliamo oggi è l’usabilità del sito. L’usabilità rappresenta “il grado di efficacia, efficienza e soddisfazione con le quali determinate persone si comportano in determinati contesti, facendo determinate cose”.

Cosa vuol dire?

Questa è la definizione data dalla norma ISO: in parole più semplici, l’usabilità esplora il rapporto tra uomo ed interfaccia, e le caratteristiche dell’utilizzo dell’interfaccia da parte dell’utente. Puntare sull’usabilità di un sito ha lo scopo di aumentare il grado di soddisfazione dell’utente di un sito web, e di conseguenza la profittabilità del sito.

Spieghiamoci ancora meglio: il valore dell’usabilità di un sito web è rappresentato dal grado con cui gli utenti riescono a compiere quelle attività che sono state pianificate.

Quali possono essere queste attività?

-tempo di permanenza sul sito

-numero di pagine cliccate

-registrazione o compilazione di un form

-acquisto prodotto via web

Queste attività possono essere svolte singolarmente o congiuntamente in una sola visita al sito, o in più visite. Se il cliente riesce a fare tutte queste cose in modo semplice e non stressante, allora avete creato un ottimo sito web ed avete acquisito un cliente, che molto probabilmente parlerà bene di voi sul web o nei social media.

Non ci credete? Vediamo come si può riuscire in questa impresa

L’usabilità di un sito mira a risolvere i problemi che impediscono o rendono difficile agli utenti compiere certe attività o raggiungere certi obiettivi. Un sito lento, o mal strutturato, o privo di alcuni elementi essenziali, rende difficile l’esperienza di acquisto. Se noi vogliamo diventare “fornitori di esperienze”, come abbiamo raccontato in un precedente viaggio, anche sul web dobbiamo offrire una esperienza di navigazione che sia confortevole, semplice, concreta, funzionale, ovvero aumentare la userexperience.

Qual è il vantaggio della usabilità?

Ogni investimento, è noto, deve prevedere un ROI, ovvero un Return On Investment, un vantaggio concreto e misurabile. Nel caso dell’usabilità, il ROI è rappresentato dal miglioramento del tasso di conversione, che può e deve essere misurato con strumenti di web analytics. Di questo argomento parleremo in un prossimo viaggio: per ora parliamo di ottimizzazione del sito.

Se abbiamo creato un sito web, il nostro principale e primo obiettivo è portare quanti più utenti possibile a conoscere e visitare il sito: dunque cerchiamo di aumentare il numero di visitatori unici o aumentare l’esposizione del sito, con strategie SEM o SEO. Di queste strategie parleremo prossimamente, andiamo un po’ avanti : se il nostro obiettivo è aumentare il tasso di conversione, aumentando l’usabilità, dobbiamo puntare sui contenuti e sulla organizzazione del sito.

Jakob Nielsen, uno dei maggiori esperti mondiali di usabilità, afferma che spendere il 10% dell’investimento web in usabilità può comportare un aumento del tasso di conversione fino all’83%: conviene dunque aumentare l’usabilità, piuttosto che raddoppiare l’investimento in pubblicità.

In Italia questo argomento è molto controverso, nel senso che l’usabilità dei siti web viene ancora considerata un “prezioso ma per certi versi curioso accessorio”: normalmente nella creazione di un sito web si pone moltissima attenzione alla parte grafica, all’aspetto grafico, che viene percepito come cruciale. Anche il web design viene inteso in modo riduttivo, ovvero come attività che consiste nella “vestizione grafica di un prodotto web”.

L’usabilità, poi, viene concepita solo come scelta dei font, dei colori, della posizione degli elementi nella pagina o nella landing page (nota bene, la landing page è letteralmente la pagina di atterraggio, ovvero la prima pagina che appare all’utente quando clicca sul vostro nome, o su quello della vostra azienda .

E’ una concezione molto riduttiva: l’usabilità deve occuparsi anche di questi aspetti, ma l’aspetto cruciale è rappresentato dai contenuti, e dal modo in cui essi sono accessibili, organizzati, raggiungibili dall’utente. L’usabilità serve dunque a risolvere problemi, e a progettare pezzi importanti di un siti web.

Una piccolissima nota sui font per siti web: anche qui valgono alcune regole non scritte, ma osservate scrupolosamente. I grafici del web sono molto rigorosi nella scelta dei font, perché usabilità in questo caso vuol dire leggibilità di testi sul web: di solito si utilizza un panel di font molto limitato, Arial, Tahoma, Verdana, Trebuchet, Georgia,Courier, anche se il più usato in assoluto è Verdana.

Sono banditi font come il Comic Sans, molto usato anche nelle e-mail, ma detestato da molti grafici e web designer.

Nella prossima puntata analizzeremo in modo più specifico le tecniche di usabilità, i test di usabilità, parleremo della call to actione daremo alcuni consigli pratici per l’ottimizzazione di un sito di e-commerce.

(Foto copertina : www.studiosamo.it)

(Foto: www.guest.it)