Leadership altruistica: spingi i tuoi collaboratori a correre il chilometro extra

La modestia non è soltanto una virtù: è una componente fondamentale della leadership.

Un capo che “se la tira” troppo e gestisce il proprio team con un atteggiamento da “So-tutto-io-e-ho-sempre-ragione”, fa sentire i propri sottoposti alienati, pieni di risentimento e soprattutto non disponibili a “correre il chilometro extra”.

Una recente ricerca mostra l’impatto della leadership altruistica. In un sondaggio condotto dal Catalyst Research Center for Advancing Leader Effectiveness che ha raccolto 1.500 risposte da parte di lavoratori di tutto il mondo, i risultati non lasciano spazio a dubbi:

leader“I dipendenti che percepiscono un comportamento altruistico da parte dei loro manager, diventano a loro volta più innovativi, suggeriscono nuove idee, progetti e modi per lavorare meglio.” scrivono Jeanine Prime and Elizabeth Salib in Harvard Business Review . “Non solo, ma sono molto più disposti a farsi coinvolgere in comportamenti collaborativi e di condivisione, andando ben al di là di quanto richiesto dall”azienda e facendosi carico, ad esempio, anche del lavoro dei colleghi assenti o in difficoltà: tutte conseguenze indirette del fatto di sentirsi maggiormente partecipi nel proprio gruppo di lavoro.”

Leggetevi, qui sotto, come rendere il vostro stile di leadership più modesto e altruistico.

  • Condividi i tuoi errori

Se utilizzerai i tuoi errori come momenti didattici per i tuoi sottoposti, non solo farai qualcosa di modesto, ma sarai parte attiva nella creazione di un ambiente che promuove l’auto-miglioramento.

“Quando i leader mostrano apertamente il loro personale percorso di evoluzione, legittimano la crescita e la maggior preparazione degli altri; ammettendo le proprie imperfezioni, fanno in modo da rendere accettabile il fatto che anche gli altri possano fallire”, scrivono Prime e Salib.

“Inoltre, tutti noi tendiamo a collegarci maggiormente con le persone che condividono le proprie imperfezioni e debolezze, perché queste appaiono più “umane” e più simili a noi. In particolare, nei diversi gruppi di lavoro, mostrare umiltà può aiutare a ricordare ai membri dei gruppi la loro comune umanità e gli obiettivi condivisi.”

  • Proponi un dialogo, non una discussione

Essere un leader modesto significa aver abbandonato l’attitudine a pensare online casino di esser il boss e quindi di aver sempre ragione. “Troppo spesso i leader sono concentrati sul dominare gli altri tenendo discussioni “vincenti”.

Quando le persone battibeccano in questo modo, diventano così concentrate sul provare la validità della propria opinione da perdere del tutto l’opportunità di beneficiare di quanto si può apprendere da altri punti di vista.”, scrivono nella ricerca. “I leader coinvolgenti sono abbastanza umili da sospendere i propri piani e i loro “credo”. Facendo così, non solo migliorano il proprio apprendimento, ma riconoscono valore alle prospettive uniche di chi li segue.”

  • Accetta la tua stessa incertezza

Riconoscendo i limiti delle tue conoscenze e capacità, darai ai tuoi collaboratori l’opportunità di mettere sul tavolo nuove idee. “ Ambiguità e incertezza fanno parte del gioco, nell”ambiente del business contemporaneo. Dunque, perché non accoglierle? Quando i leader ammettono umilmente di non avere tutte le risposte pronte, creano spazio agli altri per farsi avanti e proporre soluzioni.”, scrivono Prime e Salib in HBR. “Inoltre, fanno nascere un senso di interdipendenza. I collaboratori comprendono che la miglior opzione è quella di credere gli uni negli altri affrontando un passo alla volta i più impegnativi e complessi problemi”.

  • Diventa un “follower”

Va bene: questo, a prima vista, può suonare come un consiglio opinabile, ma provaci lo stesso!

“I leader coinvolgenti fanno crescere negli altri la capacità di guidare. Ribaltando i ruoli, i leader non solo facilitano lo sviluppo dei propri sottoposti, ma sperimentano su loro stessi l’atto di gestirsi da diverse prospettive, cosa che è molto difficile (ma fondamentale) da far funzionare efficacemente nei diversi team.”

 

( Tradotto liberamente da un articolo di Bill Yakowicz su Inc.com)