Qual è il sostegno al mondo imprenditoriale introdotto dalla legge di stabilità?

La legge di stabilità 2014 ha introdotto complessivamente un buon pacchetto di interventi per sostenere il mondo imprenditoriale italiano sotto diversi aspetti, da quello fiscale a quello dei finanziamenti.

Gli elementi positivi non mancano, così come la speranza che nel medio-lungo periodo l’efficacia si possa misurare concretamente in termini di assunzioni e ripresa della produzione. Al tempo stesso però restano critiche e perplessità.

Le novità riguardano prevalentemente tre aspetti

1) Il rafforzamento dell’Ace (“Aiuto alla Crescita Economica”);

2)  Il rifinanziamento per 1,6 miliardi del Fondo di garanzia per le Pmi;

3)  La rivalutazione dei beni d’azienda.

legge di stabilitàPer quanto riguarda il beneficio fiscale dell’Ace, introdotto dal governo Monti per favorire la capitalizzazione di quelle società che accantonano gli utili a riserva o aumentano il patrimonio con apporti dei soci in denaro, è previsto un innalzamento progressivo dell’aliquota. L’aliquota viene infatti innalzata dall’attuale 3% al 4% per il periodo d’imposta 2014, al 4,50% per il periodo 2015 e al 4,75% dal 2016. L’effetto di tale modifica è un notevole sgravio fiscale a favore di quelle imprese che decidono di investire capitali e/o utili in azienda attraverso un potenziamento della detassazione di questi capitali.

La Legge di Stabilità 2014 prevede inoltre un incremento di 50 milioni di euro del Fondo per la Crescita Sostenibile per prestiti agevolati alle imprese, e di 1,6 miliardi in tre anni per il Fondo di Garanzia atto a sostenere lo sviluppo delle micro, piccole, medie imprese. Sempre con 50 milioni di euro è stato rimpinguato il Fondo Simest per la realizzazione di progetti di internazionalizzazione.

Torna in campo, poi, la rivalutazione dei beni d’impresa mediante versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap con aliquota pari al 16% sui beni ammortizzabili e al 12% sugli altri.

Dubbi

La perplessità che proviene dal mondo imprenditoriale riguarda tuttavia l’effetto reale che queste misure avranno sul costo del lavoro. Il timore è che i 12 miliardi della manovra nel complesso non siano quello di cui l’Italia ha bisogno per uscire dalla recessione, rilanciare gli investimenti delle imprese e i consumi delle famiglie.

Un’ulteriore critica che è stata mossa alla suddetta manovra riguarda la mancanza di tagli consistenti alla spesa pubblica e una riduzione incisiva del cuneo fiscale, che sarebbero invece a detta di molti le leve per la ripresa economica.

Proposte

Dal mondo imprenditoriale arrivano le proposte di agire in particolar modo sull’accesso al credito sia attraverso le garanzie sia attraverso la patrimonializzazione delle imprese e delle banche, trovando risorse sia strutturali sia straordinarie (ad esempio, rimpatrio dei capitali, rivalutazione quote della Banca di Italia) e puntando sulla ricerca e l’innovazione.

Nel complesso, i provvedimenti della legge di stabilità per le Pmi sono senza dubbio positivi e incoraggianti. Tuttavia, senza interventi più incisivi e strutturali rischiano di essere fragili ed inefficaci. D’altronde è risaputo che le case si costruiscono dalle fondamenta e non dal tetto!

 

(Foto copertina: dottorini.com)