Mostra d’arte promossa da Greenpace

I pinguini sono un bel soggetto per un quadro: neri, lucidi, armoniosi.

Lo sono un po’ meno da morti soffocati, o meglio, lasciano perplesso lo spettatore, che si trova col naso in su a domandarsi come mai la sagoma di un pinguino immerso nel petrolio sia diventata un’opera d’arte.

E’ proprio questo l’intento dissacrante di Greenpeace, indurre qualcuno a domandarsi perché degli innocui volatili debbano morire a causa di un cargo che deposita tranquillamente 350 tonnellate di petrolio nella Baia di Plently, Nuova Zelanda.

L’episodio risale al 5 ottobre e ha causato il decesso di ventimila pinguini lungo la costa di Tauranga, con il disappunto di molti animalisti e persone del luogo.

L’idea di Greenpeace è nata dalla collaborazione con Publicis Mojo e si chiama “Oil On Canvas” ; si tratta di una vera e propria mostra d’arte, dal sapore agrodolce di una denuncia sociale, esposta nel quartiere di Queen Street, ad Auckland.

L’entrata?

Gratuita, per chiunque firmi una petizione all’ingresso.

Le opere sono realizzate con la sagoma dei pinguini ancora immersi nel petrolio, un nero su bianco che si staglia colpevole sul bianco latte delle tele. Prima che in una mostra questa denuncia artistica è stata esposta per le strade di Auckland, sotto forma di poster che trasmettevano un preciso significato con una scritta provocatoria:

“Rena didthis. Deep see oil drilling could be 1000 times worse”.

Come sottofondo del progetto è stato realizzato un video nato dalla collaborazione tra la campagna di direct marketing e i Radiohead,che hanno messo a disposizione il noto pezzo “No surprises”.

A heart that’s full up like a landfill,

a job that slowly kills you,

bruises that won’t heal

You were so tired, happy,

bring down the government,

they don’t, they don’t speak for her

I’ll take the quiet life,

a handshake of carbon monoxide

 

No alarms and no surprises,

no alarms and no surprises

No alarms and no surprises

Silent, silent

This is my final fit, my final bellyache with

No alarms and no surprises,

no alarms and no surprises

No alarms and no surprises, please

 

Such a pretty house, such a pretty garden

No alarms and no surprises,

no alarms and no surprises

No alarms and no surprises, please

 

A heart that’s full up like a landfill,

a job that slowly kills you,

bruises that won’t heal

You were so tired, happy,

bring down the government,

they don’t, they don’t speak for her

I’ll take the quiet life,

a handshake of carbon monoxide

 

No alarms and no surprises,

no alarms and no surprises

No alarms and no surprises

Silent, silent

This is my final fit, my final bellyache with

No alarms and no surprises,

no alarms and no surprises

No alarms and no surprises, please

 

Such a pretty house, such a pretty garden

No alarms and no surprises,

no alarms and no surprises

No alarms and no surprises, please

 

Il brano farà anche da colonna sonora all’interno della mostra galleria per un cortometraggio sulla realizzazione delle stampe di uccelli.

L’incidente Rena ha scosso profondamente i neozelandesi ed è solo l’ultimo di una lunga serie.

Sono più di 106.000 i Kiwi che hanno firmato la petizione di GREENPEACE per dire basta alle profonde trivellazioni per cercare petrolio nelle acque neozelandesi.