Parliamo di Pinterest, il social network del momento.

Di questa realtà sono venuta a conoscenza qualche giorno fa, quando in un interessante incontro ho avuto il piacere di conoscere i soci fondatori di The Vortex, una bella realtà di professionisti specializzati nei social media. La mia curiosità è stata stimolata dai loro discorsi a proposito della esplosione di utenti di Pinterest.

Cos’è Pinterest

Cominciamo dalle definizioni: partendo sempre da Wikipedia, “Pinterest è un sito web e una App di condivisione di fotografie, immagini e video impostato in modo simile ad una bacheca, dove gli utenti possono creare e gestire raccolte di immagini in base a temi predefiniti o da loro generati. Il nome deriva dall’unione delle parole inglesi pinboard (bacheca) oppure pin (puntina) e interest (interesse). L’obiettivo di Pinterest è di connettere le persone con gli stessi interessi e trarne ispirazione.

Diamo qualche numero

Gli utenti sono passati da 1.2 milioni ad agosto 2011 ad oltre 4 milioni a novembre 2011, che sono poi diventati 11 milioni a gennaio 2012. Ora Pinterest è tra i 150 website più visitati al mondo, ed il quinto social network per importanza in USA (considerate che Google+ è al nono posto). Tra gli utenti USA si stima che l’82% degli utenti sia di sesso femminile”.

Sono andata poi sul blog di panorama.it, dove ho trovato due articoli molto accattivanti: “(…) se fino a ieri potevi fare il tuo figurone agli apertivi sfoggiando termini giovani come “postare”, “twittare”, “checkarsi”, “LOL” e via dicendo, oggi se non “pinni” non sei nessuno. E’ in arrivo un nuovo neologismo: pinnare, l’attività di appuntare foto all’interno di Pinterest”.Negli USA il fenomeno è studiato non solo per numero di utenti, ma anche per la frequenza con cui pinnano ed interagiscono, maggiore anche di Twitter.

Qual è il segreto del successo di Pinterest?

Dopo la prolissità di molti blog, la dispersività di un social network generalista come Facebook, la sinteticià di Twitter, con i suoi 140 caratteri; “Pinterest è lo specchio del Web dei nostri tempi, il vero riflesso della nostra società e della nostra – ormai irreparabile – bulimia digitale. Perché è inutile girarci intorno: vogliamo sempre di più ma abbiamo sempre meno tempo (e attenzione) per leggere. Lo dimostra, fra le altre cose, il successo che riscuotono le cosiddette infografiche”.

Vi riporto l’analisi di Roberto Catania che ho letto su Panorama, perché mi sembra molto adatta a descrivere cosa è e come funziona Pinterest: “la prima volta che entri in Pinterestti può capitare di rimanerci male. Insomma, è il social network del momento, sta raccogliendo milioni di utenti come farfalle in un retino a maglie strette, eppure a un primo sguardo sembra più un sito commerciale che un social network. (…) L’enorme successo che Pinterest sta riscuotendo è tutto fuorché atteso. Com’è possibile che un social network che non è ancora uscito dalla fase beta ad inviti, riesca a rastrellare una simile quantità di utenti e a siglare un simile successo in così poco tempo?”.

I motivi sono sostanzialmente tre:

1) Semplicità

“L’idea alla base di Pinterest è qualcosa di così semplice da lasciare disarmati: un social network che permette di collezionare immagini e catalogarle a seconda del loro contenuto. Se a una prima occhiata questo può sembrare un limite, è in realtà la chiave primaria del successo di Pinterest. Certo, Pinterest è perfetto per chi voglia trovare e collezionare illustrazioni, foto, progetti di design, memorabilia grafici etc. Ma su Pinterest non si trovano solo immagini, i contenuti spaziano dai video, agli articoli giornalistici, ai contenuti umoristici, fino ad arrivare ai prodotti di moda.

Le immagini fungono da copertina, da sistema immediato di riferimento, un po’ come le copertine degli album. Con Pinterest puoi pinzare (o PINNARE) insieme decine di foto che in realtà contengono i link a determinati contenuti, o che rappresentano un riferimento ad un articolo da acquistare. Questo, a differenza degli status, dei tweet o dei link, è un sistema più intuitivo e alla portata di chiunque. Una persona che non abbia una sufficiente infarinatura social farà fatica ad orientarsi in Twitter, ma impiegherà pochi secondi a pinzare contenuti interessanti in Pinterest”. Alcuni dicono che sia anche più facile di Tumblr e Flickr.

2) Le passioni al centro

Se con Facebook ci siamo abituati “ad articolare la nostra attività sul web attorno a un fulcro ben precisa, cioè: la persona, Pinterest invece incardina tutto intorno agli argomenti di discussione (Arte, Musica, Design, Scienza e Tecnologia, Storia…) e alle immagini che li caratterizzano.

Per trovare un contenuto su Facebook devi innanzitutto circoscrivere l’indagine ai tuoi contatti o alle pagine ufficiali, per trovarlo su Twitter devi imparare a usare gli hashtag o affidarti all’ancora acerbo motore interno.

Per trovare un contenuto su Pinterest basta selezionare le categorie a cui sei più interessato e il software provvederà a mettere in primo piano sul feed centrale i Pin a cui potresti essere più interessato. I contatti, volendo, arrivano in un secondo momento. Trovi un contenuto che ti piace e aggiungi il suo “pinzatore” tra i tuoi contatti, non viceversa”.

3) La catalogazione degli interessi

“Con il moltiplicarsi dei contenuti diventerà sempre più difficile farsi largo nella giungla di dati che ogni minuto vengono riversati in rete alla ricerca della notizia, dell’articolo o del contenuto che si desidera.

Per questo si comincia a parlare di Discovery Engine (dei motori di ricerca passivi, che imparano a trovare per te i contenuti di tuo interesse senza bisogno che tu li interroghi), e per questo Pinterest ha il potenziale per espandersi ancora di più tra gli utenti.

Pinzando assieme contenuti e organizzandoli per categoria, i 2 milioni di utenti attivi giornalieri di Pinterest stanno sostanzialmente facendo un’opera di catalogazione della rete.

A differenza di Facebook, inoltre, il flusso di contenuti su Pinterest non è necessariamente correlato al momento in cui il contenuto è apparso in rete.

Con i Pin e i re-Pin, infatti, i contenuti vengono rimessi in circolazione e affiancati ad altri contenuti più freschi senza una Timeline che imponga una gerarchia temporale fra di essi.

In questo modo, la catalogazione dei contenuti sul web è progressiva e si muove verso una maggiore precisione e rilevanza”.

In ogni caso, sono riuscita a farmi mandare un invito per Pinterest e mi sono iscritta: vi terrò aggiornati sulla sua evoluzione, dopo averlo provato per un po’.