Il posto fisso: il più ambito dai giovani

“Oltre agli obblighi cui siamo preparati, concernenti la restrizione pulsionale, ci sovrasta il pericolo di un condizione che potremmo definire “la miseria psicologica della massa”. Questo pericolo incombe maggiormente dove il legame sociale è stabilito soprattutto attraverso l’identificazione reciproca dei vari membri.” (Sigmund Freud, Il disagio delle civiltà)

Una ricerca realizzata dalla Confcommercio e presentata durante il Forum dei Giovani imprenditori tenutosi a Venezia, ha evidenziato che l’obiettivo principale e più ambito dai giovani del nostro Paese è trovare un posto fisso di lavoro.

Ma cerchiamo di capire perché…

L’idea di posto fisso gioca un ruolo chiave sia a livello personale che sociale.

Aderire ad una carriera di tipo unidirezionale, idealmente ascensionale, significa preferire un universo conosciuto anche solo indirettamente.

“La prevedibilità è un porto sicuro, una sorta si sicurezza ontologica” (Giddens, 1984)

Al cervello umano non piace l’originalità e valuta le azioni in base al comportamento altrui: condannandoci al conformismo.

La strada tracciata dalla psicologia sociale trova sostegno nella scienza, la quale , analizzando il fenomeno, ha dimostrato che il conformismo dipende dal cervello: quando siamo in disaccordo con gli altri si attivano le stesse aree cerebrali che servono a segnalarci che stiamo per commettere un errore.

E’ un po’ ciò che determina anche la tendenza a seguire le mode, come dimostrato nello studio condotto dalla Radboud University Nijmegen (Olanda), pubblicato di recente su Focus.

Gli studiosi olandesi, con la risonanza magnetica funzionale, hanno osservato il cervello di un gruppo di volontari, ai quali venne chiesto di valutare la gradevolezza di 200 volti e di rendere poi noti, agli altri, i loro giudizi.

Fu verificato che se il singolo si trovava ad avere un’opinione diversa da quella del gruppo, due aree cerebrali avevano un comportamento simile a quello che si osserva quando si sbaglia!

Nello specifico si tratta del rostro del cingolato (un’area che serve a valutare le conseguenze delle nostre azioni) e del nucleo accumbens (implicato nell’apprendimento sociale).

La tendenza ad aderire alla maggioranza deriva, quindi, da un meccanismo cerebrale: il nostro cervello è tarato per informarci di continuo se ciò che facciamo è corretto, e per stabilirlo trae informazioni dai giudizi e dai comportamenti altrui.. in sostanza, mette in allarme se siamo troppo diversi dagli altri.

Dunque, per non essere condannati al posto fisso e vivere il lavoro come una ineluttabile necessità, dobbiamo tentare di ”cambiare le mode” e fare della creatività, dello spirito di iniziativa e della volontà di mettersi in gioco le nuove linee guida.

 

(Foto: Blog di Raffaele Langone)