Tempo reale e web

Nel libro “ Real Time Marketing e PR ” l’autore David Meerman Scott descrive le leggi del tempo reale, ovvero una serie di elementi che regolano i mercati attuali, soprattutto sul web:

1) La legge di potenza del tempo reale (o Real Time Power Law):

Nel post precedente abbiamo identificato nella velocità un vantaggio competitivo nel modo di fare business oggi. “I consumatori percepiscono che il web offre la possibilità di risparmiare tempo” e questo vale non solo per la ricerca di informazioni, ma anche per lo shopping.

Pensate solo alla possibilità di fare shopping comparativo sul web, ai numerosi siti che comparano prezzi e prodotti.

Nel 2011 lo shopping via web è aumentato nella sola Gran Bretagna del 15%, a fronte di una sostanziale stabilità dello shopping tradizionale.

Per fare business oggi occorre dunque progettare una attenta e precisa strategia di web marketing, ma di questo parleremo in un prossimo viaggio.

Per ora diciamo che la legge di potenza o di distribuzione di Pareto afferma che “in molti fenomeni una grande concentrazione di eventi (il cosiddetto picco) è seguita da un rapido calo fino ad una coda lunga”.

Della “coda lunga” -o Long Tail- e del libro di Chris Anderson parleremo in un prossimo post.

Ma cosa c’entra tutto questo con il modo di fare business?

Nella comunicazione, vuol dire che le aziende devono reagire in tempo reale alle notizie, e non devono scegliere la strategia del silenzio.

Nei primi momenti, quando le notizie (positive o negative) hanno maggiore forza, reagire come aziende in tempo reale genera un vantaggio enorme rispetto ai competitor.

Facciamo qualche esempio: in caso di lamentele e reclami, se l’azienda reagisce in fretta quando il cliente manifesta preoccupazione, sarà considerata sempre attenta ed interessata ai problemi dei suoi clienti.

In caso di un nuovo prodotto lanciato o di una idea, parlarne per primi sui social media, o ingaggiare alcuni earlyadopter o evangelist di un prodotto o tecnologia, garantirà una maggiore visibilità sul web anche tra i non clienti, e consentirà di dimostrare che l’azienda è aggiornata e innovativa.

2) Il tempo reale è una mentalità ed una attitudine

Questa mentalità può appartenere al singolo, e si identifica con immaginazione, iniziativa, creatività e flessibilità, ma DEVE appartenere anche alla organizzazione aziendale tutta.

E questo, credetemi, è molto più difficile da realizzare in aziende strutturate e complesse.

L’autore del libro tiene a specificare che la pianificazione, il lavoro di squadra, la disciplina, continuano ad essere elementi importantissimi in una azienda, ma spesso “velocità ed agilità vengono sacrificate in nome della procedura”.

Come si acquisisce e sviluppa una mentalità da tempo reale?

Bisogna mantenere concentrazione e collaborazione, ma bisogna aver un approccio multiplo sugli eventi, cercando l’azione rapida ed adatta al momento giusto.

Bisogna sviluppare la capacità di riconoscere i casi in cui è necessario pianificare, da quelli in cui è necessario reagire rapidamente.

Come si fa?

E’ possibile, accade per esempio in aziende come Google che adottano molti dei seguenti comportamenti:

– lasciare ai dipendenti uno spazio creativo nel loro lavoro;

– incoraggiare i dipendenti e le persone a prendere l’iniziativa;

– riconoscere il loro successo quando è stato raggiunto un buon risultato;

– sostenere coloro che hanno tentato ed hanno fallito; misurare subito i risultati di una azione;

– fare indagini rapide, ed essere pronti a reagire anche in base alle notizie del giorno; valutare rapidamente le alternative, e scegliere una linea d’azione;

– chiudere velocemente lo sviluppo di un prodotto e metterlo sul mercato, perché non sarà mai perfetto e ci saranno sempre aggiustamenti;

– rispondere ai clienti con i loro tempi e sui loro spazi.

3) Il vostro pubblico è pronto ad aiutarvi

I clienti, consumatori o utenti, stanno manifestando sempre più il bisogno di essere riconosciuti, e di veder riconosciuto il loro merito dalle aziende. Strategie di comunicazione basate sul brainstorming collettivo, sui concorsi di idee, sul crowdsourcing, rappresentano oggi una importante novità nel panorama delle strategie aziendali, ed un aspetto ancora sconosciuto nelle aziende più tradizionali.

Cosa si intende con il termine brainstorming collettivo?

Il brainstorming collettivo è molto usato nei brand di consumo, e consiste nell’organizzare concorsi che diano ai clienti creativi la possibilità di presentare idee promozionali (video, immagini, logo) e di premiare i più bravi.

I giovani talentuosi hanno desiderio di partecipare perché hanno la possibilità di mettersi in mostra; a volte vengono persino assunti dalle grandi aziende.

La diffusione di questi concorsi avviene principalmente via web e recentemente via social network.

I risultati, per le aziende che investono in questa direzione, possono essere stupefacenti, e a costi molto più bassi rispetto ai canali tradizionali.

Ma l’elemento fondamentale è rappresentato dalla opportunità che le aziende hanno di interagire con il proprio target demografico.

Cosa si intende con il termine crowdsourcing?

Il crowdsourcing è un processo analogo, e consiste nel costruire prodotti, eventi, video, in collaborazione con altre persone, in modo spontaneo e gratuito.

Anche qui la spinta a partecipare deriva dal desiderio di visibilità, o di sviluppo di un prodotto innovativo, o di condivisione dei valori alla base di un progetto.

Oggi esistono molte piattaforme, social e non social, che consentono di condividere informazioni, documenti, file, e di lavorare insieme,anche se geograficamente distanti.

Di solito chi partecipa a progetti di crowdsourcing vuole sentirsi pienamente coinvolto in tutti gli aspetti, dalla creazione alla distribuzione, perché “si scambia il proprio lavoro con il piacere di avere un ringraziamento o un riconoscimento” anche non monetario.

Big brand come Coca Cola, Pepsi, Heineken sono stati pionieri in questa direzione, con risultati eccellenti.

L’aspetto più incredibile del crowdsourcing è sicuramente la possibilità di “acquisire conoscenza e creare contenuti di qualità molto più rapidamente rispetto ad un approccio tradizionale”.

Obiettivo? “Entrare in contatto diretto con i propri clienti ed accelerare il ritmo del business”.

Alla prossima puntata!