<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>OFF - Officine Formative &#187; imprenditoriale digitale</title>
	<atom:link href="http://officineformative.it/tag/imprenditoriale-digitale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://officineformative.it</link>
	<description>Entri con un&#039;idea, esci con un&#039;impresa.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 May 2013 10:42:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>OFF al Digital Economy Forum 2012- prima parte</title>
		<link>http://officineformative.it/digital-economy/</link>
		<comments>http://officineformative.it/digital-economy/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 09:16:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Tortora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditoriale digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Mopapp]]></category>
		<category><![CDATA[networking]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.officineformative.it/?p=3425</guid>
		<description><![CDATA[<p>I lavori vengono aperti dall’ambasciatore USA in Italia, David Thorne, il quale ci dice che il Digital Economy Forum è un evento che mira ad incoraggiare l’imprenditoria digitale in Italia. <a href="http://officineformative.it/digital-economy/"><div class="read-more">Leggi &#8250;</div><!-- end of .read-more --></a><p><a href="http://officineformative.it/digital-economy/">OFF al Digital Economy Forum 2012- prima parte</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a></p>
</p><p>The post <a href="http://officineformative.it/digital-economy/">OFF al Digital Economy Forum 2012- prima parte</a> appeared first on <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Il 23 Marzo a Milano si è tenuto il <strong>Digital Economy Forum</strong></h1>
<p>Si tratta di un importante evento organizzato dall’<strong>ambasciata USA in Italia</strong>. Il Digital Economy Forum si è svolto al Museo Leonardo, il museo della Scienza e della Tecnologia. Anche in questo caso arrivo presto, alle 8.30, e mi accredito: qualche controllo in più sul bagaglio, ma i tempi per la registrazione sono veloci. Entro nella sala dove ritiro le cuffie per la traduzione simultanea, come a Roma. Alle 9.00 è tutto pronto per la registrazione video ed audio, ed anche qui c’è il wi-fi gratuito.</p>
<p><a href="http://i1.wp.com/www.officineformative.it/wp-content/uploads/5709369107_b3def9078d.jpg" rel='colorbox'><img class="alignnone size-medium wp-image-4016" title="OFF al Digital Economy Forum 2012  prima parte" alt="OFF al Digital Economy Forum 2012  prima parte innovazione punti di vista " src="http://i1.wp.com/www.officineformative.it/wp-content/uploads/5709369107_b3def9078d.jpg?resize=300%2C225" data-recalc-dims="1" /></a></p>
<p>Si comincia, e viene annunciato l’<strong>hashtag di Twitter</strong> che ci consentirà di fare<strong> live twitting</strong>: #DEF2012. Bene, cominciamo a twittare.</p>
<p>Nelle prime file vedo alcuni giornalisti che seguono sempre questi eventi: Emil Abirascid, che modererà l’incontro del pomeriggio, Massimo Sgrelli, Davide Agazzi di Progetto Rena, ed altri.</p>
<h3>Apertura del Digital Economy Forum</h3>
<p>I lavori vengono aperti dall’ambasciatore USA in Italia, <strong>David Thorne</strong>, il quale ci dice che <strong>il Digital Economy Forum è un evento che mira ad incoraggiare l’imprenditoria digitale in Italia. </strong></p>
<p>E’ anche -e soprattutto- una importante occasione di <strong>networking tra startupper</strong>, come testimonia l’aperitivo del pomeriggio organizzato da Indigeni Digitali.</p>
<p>Si sofferma sulla importanza di includere i giovani nell’<strong>Agenda Digitale italiana</strong>, ed analizza il mondo start up: su 10 società start up che nascono, soltanto 2 riescono a garantire agli investitori (venture capitalists, business angels, fondi di private equity) un ritorno dell’investimento.</p>
<p><strong>Ma anche per quelle due start up vale sempre la pena investire</strong></p>
<h3>Rischio del fallimento di una start up</h3>
<p>Parla anche del rischio del fallimento, un argomento che in Italia viene particolarmente temuto:<strong> il rischio fa parte dello sviluppo dell’economia</strong>, afferma l’ambasciatore, ma non deve impedirci di <strong>provare e ri-provare.</strong></p>
<p><strong> L’Italia in particolare deve proteggere questo settore, che è una importante base per costruire il futuro</strong>: l’ambasciatore incoraggia i giovani a creare il loro futuro, il loro destino. Passa poi ad un tema molto interessante, chiedendosi se sia possibile ricreare in un’altra parte del mondo una <strong>Silicon Valley</strong>.</p>
<h3>Tante Silicon Valley</h3>
<p><strong>La Silicon è un ecosistema unico</strong>, ma il suo esempio può valere a livello universale? L’ambasciatore pensa di sì, perché un ecosistema si crea quando si condividono conoscenze, si riesce a attrarre in un luogo i migliori talenti, si investe nelle aziende start up.</p>
<p>Ci possono essere dunque <strong>tante “Silicon Valley”</strong> in giro per il mondo, ognuna con la propria specificità locale: questo accade per esempio a New York, a Singapore, a Pune in India.</p>
<p><strong>Boston</strong> per esempio è diventata un interessante ecosistema negli ultimi anni, ed oggi è piena di start up. <strong>In Italia Milano</strong> può sicuramente essere una città molto adatta, perché si possono attrarre i migliori <strong>talenti del design, della moda. </strong></p>
<p>Ci sono luoghi nel mondo dove si sviluppano ecosistemi “settoriali”: per esempio ad Austin, in Texas, ci sono moltissime start up del settore petrolifero.</p>
<p>In Italia ci sono tuttavia alcuni ostacoli da rimuovere: in primo luogo quelli burocratici, in secondo luogo l’<strong>alfabetizzazione digitale</strong>. Il tema dell’Agenda Digitale deve essere al centro dei lavori del Governo, ed è prioritaria.</p>
<p>A volte succede che gli <strong>HUB</strong> particolarmente dinamici partano dal nulla, poggiandosi sulle proprie forze, senza aspettare interventi statali.</p>
<p>Questo sta accadendo spesso, e di solito poi il Governo interviene in un momento successivo per sostenere questi luoghi, per esempio con la diffusione della banda larga e dei servizi via Internet.</p>
<p>L’ambasciatore ha concluso con un passaggio che mi è molto piaciuto, e che vi riporto: l’aspetto più importante di queste giornate, ha affermato, è fare network. “Queste occasioni servono proprio a questo, perciò parlate con il vostro vicino di poltrona, o durante il caffè. (…) Il futuro è già qui, ed attualmente non è equamente distribuito, ma è compito dei giovani far sì che questo accada”.</p>
<p>L’intervento è stato applauditissimo, ed anche io sono rimasta molto colpita dalle parole dell’ambasciatore: la giornata è stata ricca di fatti, di reali contatti, non solo di parole.</p>
<p>Tra gli interventi che mi hanno maggiormente colpito vi riporto quello di <strong>Alessandro Rizzoli di Mopapp.</strong></p>
<h3>Cosa è Mopapp?</h3>
<p>Ne abbiamo parlato anche in un precedente post, ma lo riportiamo anche qui: <strong>Mopapp è “un servizio ideato nel 2010 da Alessandro Rizzoli, Marco Bellisano e Federico Sita, che permette il monitoraggio delle prestazioni delle App destinate a tablet e smartphone e permette di tracciare, analizzare e rappresentare in forma grafica i download, le vendite ed i ricavi delle proprie applicazioni sviluppate.</strong></p>
<p>L’anno scorso Mopapp si è aggiudicata l’edizione 2011 della competizione europea di <strong>Microsoft Bizspark</strong> ed è stata la prima startup italiana a vincere il Seedcamp raggiungendo circa <strong>500.000 euro di finanziamento.</strong></p>
<p><a href="http://i2.wp.com/www.officineformative.it/wp-content/uploads/MOPAPP.jpg" rel='colorbox'><img class="alignnone size-medium wp-image-4017" title="OFF al Digital Economy Forum 2012  prima parte" alt="OFF al Digital Economy Forum 2012  prima parte innovazione punti di vista " src="http://i2.wp.com/www.officineformative.it/wp-content/uploads/MOPAPP.jpg?resize=300%2C104" data-recalc-dims="1" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Come funziona Mopapp</h3>
<p>Sostanzialmente l’applicazione aiuta gli sviluppatori e gli editori delle <strong>mobile App</strong> a comprendere l’andamento e il comportamento dei loro prodotti nel mercato mobile: dal numero di download agli aggiornamenti, dalle vendite ai comportamenti d’acquisto degli utenti delle varie piattaforme. (…)</p>
<p>Recentemente Mopapp si è assicurata un ulteriore finanziamento di 1,5 milioni di euro da parte della società CRIF,la compagnia specializzata nei sistemi di informazioni creditizie, di business information e di supporto decisionale per banche e società finanziarie” (fonte articolo NinjaMarketing del 5 Marzo 2012).</p>
<p>Alessandro Rizzoli ha iniziato il suo intervento parlando di un libro, che ho diligentemente annotato nella mia wishlist: “<strong>The lean start up” di Eric Ries</strong>, che insieme a Steve Blank (autore dei libri “Foursteps to Epiphany” e “The Start up Owner’s Manual”, che avevo già inserito nella wishlist), è l’autore da seguire per gli startupper.</p>
<p>Secondo il libro di Ries l’idea di base deve essere sviluppata ad un livello minimo per poter andare subito sul mercato: si tratta della teoria del Minimum Viable Product , o MVP, che potete approfondire in questo link ( <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Minimum_viable_product">http://en.wikipedia.org/wiki/Minimum_viable_product</a>) . L’idea va poi perfezionata step by step, chiedendo feedback per migliorare ed andare avanti.</p>
<p>Molto importante è stato anche il concetto Fail/ Fast, che corrisponde alle fasi Build/Test: se l’idea è destinata a fallire, è meglio che accada presto, per poter riprovare, o per poter affinare l’idea, modificarla, ma soprattutto per non disperdere energie. In Italia non amiamo mostrare e mettere in piazza i nostri fallimenti, e questo è un errore. Di fronte ad un fallimento invece, se l’errore viene affrontato e risolto, modificando l’idea di business, si crea un circolo virtuoso, e questo processo va esplicitato, non nascosto.</p>
<h3>Perché molte start up falliscono?</h3>
<p>Secondo Alessandro Rizzoli, il motivo principale risiede nella <strong>incapacità di capire il mercato di riferimento</strong>, o nella scarsa conoscenza del target e dei potenziali clienti: la soluzione in questo caso è nel chiedere proprio ai clienti un <strong>feedback sul prodotto/servizio offerto. </strong>Lo sviluppo dei clienti (customerdevelopment) passa per alcune fasi che vanno seguite attentamente: CustomerDiscovery&gt;CustomerValidation&gt;CustomerCreation (co-creation)&gt;CustomerSegmentation.Alessandro ha concluso il suo speech dicendo: “non importa che voi abbiate mire locali o globali, il vostro cliente è colui che vi darà il feedback migliore del vostro prodotto”.</p>
<p>Nella prossima puntata vi parlerò di altri interventi che possono risultare utili per gli startupper: Come costruire un team, il caso di Shelby Tv, e l’intervento di un venture capitalist, Principia sgr.</p>
<p>(Foto DEF: avg_milano)</p>
<p><a href="http://officineformative.it/digital-economy/">OFF al Digital Economy Forum 2012- prima parte</a> is a post from: <a href="http://officineformative.it">OFF &#8211; Officine Formative</a></p>
<p>The post <a href="http://officineformative.it/digital-economy/">OFF al Digital Economy Forum 2012- prima parte</a> appeared first on <a href="http://officineformative.it">OFF - Officine Formative</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://officineformative.it/digital-economy/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
