Pubblicità in cambio di quote azionarie, il baratto del terzo millennio

Come mai, spesso, una startup, seppur in possesso di un business plan accattivante  e di un’idea di business innovativa , non riesce a farsi conoscere dai potenziali finanziatori e clienti?

Perché le manca  visibilità !

Ecco perché in Europa (e dall”anno scorso anche in Italia) si sta sviluppando una nuova modalità di finanziamento delle startup: fornire pubblicità in cambio di quote  azionarie.

Si tratta di un finanziamento “implicito” , quasi una nuova forma di baratto verso la start up, perché se è vero che essa non riceve direttamente  soldi dal finanziatore  possiamo però dire che avere pubblicità gratis è un vantaggio per l’impresa visto l’impatto che hanno i costi per la pubblicità nei primi bilanci di una startup.

Da dove parte quest’idea?

Nel 2002 in Svezia viene fondato Aggregate Media Fund, un media group che inizia a fornire spazi pubblicitari presso diverse imprese del settore in cambio di quote societarie delle startup pubblicizzate, chiedendo inoltre di avere il controllo nelle strategie di marketing.

L’esperimento è stato replicato recentemente  in Germania, dove il gruppo televisivo ProSiebenSat 1 ha concesso spazi commerciali a molte start up in cambio di quote, una pratica che ha permesso al gruppo di raccogliere oltre 40 milioni di euro tra il 2012 e il 2013 , best online casino diventando un esempio per i media group di tutto il mondo.

Che cosa esiste in Italia?

Diventa quindi quasi naturale lo “sbarco” di questa modalità di finanziamento alternativo anche nel nostro Paese: Mediaset infatti nel 2013 decide di imitare l’esempio tedesco e propone un innovativo baratto alle nuove aziende che non hanno abbastanza liquidità da investire nella pubblicità.

Nasce quindi Ad4Ventures, un gruppo guidato dalla famiglia Berlusconi e dedicato ad aziende attive in settori affini a quello televisivo (digitale, educazione etc…). in cambio di un investimento in pubblicità la società acquisirà delle quote azionarie della start up, che per essere scelta dovrà superare dei requisiti simili a quelli richiesti dai classici finanziatori, ovvero possedere un business model valido, un forte managment team e l’ambizione di acquisire in breve tempo alte quote di mercato.

Cattura

 

E voi, dareste quote della vostra startup in cambio di pubblicità?

 

(Fonti: economist e tempi.it)

(Foto copertina: ISRA5 Flickr)