Quando la passione per il web diventa il la lavoro della tua vita.

Voleva fare il filosofo. Ora è il Mida del Web, ciò che tocca diventa oro e la sua ricchezza attuale è stimata attorno al miliardo e mezzo di dollari. Ma lui gira ancora con la stessa macchina da dieci anni. Ecco la storia dell’ascesa di un ragazzino che amava l’etica e i giochi di ruolo.

Critico della realtà

Reid Hoffman nasce a Berkeley il 5 Agosto del 1967. I suoi genitori sono due avvocati democratici e sin da bambino il piccolo Reid viene abituato a porsi in maniera critica di fonte alla realtà, ad interrogarsi sulla complessità mai univoca dell’etica.

Quando si laurea a Stanford sogna di fare il filosofo, di scrivere libri per aiutare gli altri nel difficile processo del “conosci te stesso” socratico.

Ma capisce che il mezzo è troppo debole. Allora diventa un imprenditore di software.

Pioniere del web

E da qui comincia la sua parabola d’ascesa. Dopo un’esperienza come social user alla Apple e alla Fujitsu, si lancia nella prima avventura in proprio: SocialNet, un sito di appuntamenti online che fruttò a lui e al suo team la bellezza di 1,7 milioni di dollari.

Un anno prima che l’attività venisse fagocitata da MatchNet, Hoffman approda a Confinity, nella squadra del vecchio amico di università Peter Thiel, dove nascerà la prima grande rivoluzione di PayPal.

Da lì la strada è tutta in discesa: Zyng, Digg, Flickr, Groupon, Airbnb, giusto per cintarne qualcuno.

A 44 anni ne ha fatta di strada il figlio della Berkeley liberale e il suo più grande successo, LinkedIn, è all’apice pur non essendo ancora sfruttato al massimo delle potenzialità.

L’etica

Ma se credete che il successo gli abbia dato alla testa, vi sbagliate di grosso: Reid Hoffman gira con la stessa macchina da 10 anni e l’unico lusso che si concede sono i buoni ristoranti.

Unico cruccio del miliardario di Palo Alto resta, però, proprio la sua più grande creatura: “Chiedete ad una persona qualsiasi. Vi dirà che LinkedIn è un posto dove la gente tiene i curriculum online e magari ha qualche contatto con le persone che conosce per lavoro.

Ma non vi è posto migliore per seguire l’andamento di un’impresa, per fare ricerca sui problemi, per stabilire una presenza online dove gli altri ti possono trovare. Se gli americani imparassero davvero come usare LinkedIn, si alzerebbe il PIL nazionale”.

Insomma, come il Platone tanto amato in gioventù, anche Hoffman punta il dito al cielo, verso un mondo ideale e migliore e vede in LinkedIn un mezzo per raggiungere questo iperuranio terrestre.

La sua filosofia dell’ ”uomo come impresa” per lui ha funzionato, e chissà che non possa essere interessante spunto per tutti coloro che aspirano al suo successo.

Lui ci crede. E voi?